“Terra mia”, la coreografia dello stadio S.Paolo per Napoli-Juve: molto più che sport

terra mia (1)

Napoli-Juventus - si sa – è molto più di una partita. E allora il pubblico azzurro, in particolare quello della curva B, ha voluto lanciare un messaggio che valicasse i confini dello sport. Che gridasse al mondo l’orgoglio di un popolo che non si piega. E che fa di quel Vesuvio che è bellezza e dramma di quella terra il suo simbolo e vanto.  Uno solo striscione con la frase “Terra Mia!” ad accompagnare il vulcano bianco che erutta su uno sfondo azzurro cielo (guarda il video). Un meraviglioso colpo d’occhio per rispondere con ironia e superiorità a quel “Vesuvio lavali con fuoco”esposto dai tifosi bianconeri a Torino.

Un’immagine, quella della coreografia del S.Paolo, da qualcuno rievocata pochi giorni dopo, quando per un triste scherzo del destino quel fuoco, d’improvviso, è diventato vero. E ha divorato la Città della Scienza, una delle principali ricchezze del capoluogo campano, ma non solo.

La rivalità calcistica e soci-culturale si è trasformata negli anni in un vero e proprio “odio” fra le due tifoserie, che anche in questa occasione – fuori dallo stadio – si sono rese protagoniste di episodi che fanno poco onore al calcio. Il clima di tensione è stato alimentato e ingrossato dagli ultimi incontri-scontri fra le due squadre. E in particolare da quello di Supercoppa italiana, pieno di recriminazioni arbitrali da parte dei napoletani. Poi episodi come quello della dichiarazione di antipatia verso il Napoli da parte dello juventino Claudio Marchisio hanno fatto il resto.

Ma la rivalitàfra Napoli e Juve ha radici ben più lontane. Sta in una distanza che va oltre i quasi 900 chilometri che separano le due città. E’ il Sud contro il Nord. E’ l’umiliazione subita dai meridionali emigrati nel Settentrione per realizzare nella Fiat il loro “miracolo economico”. E’ l’inno bianconero cantato tradendo l’accento napoletano, cosa che sotto il Vesuvio proprio non si riesce a digerire. E’ l’accusa dei “polentoni” ai “terroni” di rallentare la crescita del Paese o di andare a rubar loro il lavoro. La “lontananza” fra Napoli e Juve è questo e molto altro ancora.

Ma i veri amanti del pallone sanno che dall’altra parte non c’è mai il “nemico” ma sempre l’ “avversario”. Che, anche se si appartiene a mondi diversi, ci si può confrontare in modo pacifico, senza violenze e demonizzazioni. Proprio quello a cui si è assistito prima del fischio d’inizio di Napoli-Juve (leggi il commento dello scrittore e tifoso azzurro Maurizio de Giovanni). E, anche se quello spirito si è dissolto in pochi minuti, lasciando spazio a insulti, provocazioni e lanci di lacrimogeni, ne è rimasta una “cartolina indelebile”, che sarà conservata per sempre nelle pagine di storia dello sport.

 

Appassionato di Sport?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Sport > “Terra mia”, la coreografia dello stadio S.Paolo per Napoli-Juve: molto più che sport