Un mondo di sport. Lo sport nel mondo

Tahiti

Esiste una specie di “homus sportivus”, che è uguale in tutto il mondo: “Ciao mamma vado a giocare al campetto con gli amici!”, è una frase pronunciata da un numero incalcolabile di ragazzini in ogni parte del mondo.

Certo, pochi di loro hanno in seguito giocato allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, ma fra questi ci sono alcuni ragazzini di Tahiti…

Tahiti? È una delle isole più incantevoli nel mondo, nell’oceano pacifico, Polinesia francese: ma ora molti sanno che anche lì qualcuno gioca a calcio. La nazionale ha partecipato alla Confederations Cup che si è appena conclusa in Brasile, la terra del futebol per eccellenza. Lo scorso 20 giugno i campioni del mondo della Spagna gli hanno inflitto 10 gol in 60 minuti (la media è di un gol ogni 10 minuti): un vero disastro, dal punto di vista sportivo – ma ricordiamoci che contro la stessa Spagna nella finale dei campionati europei dello scorso anno l’Italia ha subito 4 gol (la media è solo di un gol ogni 22,5 minuti).

Ma è stata una partita vera, anzi un sogno vero. E in ogni “homo sportivus” seduto davanti alla televisione è nata un po’ di invidia per i calciatori tahitiani: loro vivono già in un’isola da sogno e hanno anche la fortuna di giocare al Maracanà… E chissà che a qualcuno non venga in mente di farne un film. Altre simili imprese sportive hanno ispirato pellicole di successo: basta pensare a Cool Running – Quattro sottozero, che racconta la storia della squadra di bobbisti giamaicani alle Olimpiadi invernali del 1988 a Calgary.

Anche qui i protagonisti venivano da un’isola tropicale e sono arrivati molto lontano…

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