Basta un lampione intelligente per fare una Smart City?

Obiettivo delle Smart City è il miglioramento della qualità di vita dei cittadini ottimizzando i servizi e minimizzando gli sprechi.

Questo risultato si ottiene aggiungendo “intelligenza” alla città, che diventa così capace di catturare e interpretare i dati che provengono dal territorio per rispondere in tempo reale ai cambiamenti.

I dati utilizzati dalle Smart City possono provenire da sensori sparsi sul territorio (pioggia, vento, temperatura, presenza, etc.), ma anche da apparati che sono stati sviluppati per altri scopi e sono già disponibili nelle città.

Il numero di utenti registrati su una cella di telefonia mobile, la quantità di acqua o elettricità consumata in un settore della città o il numero di foto scattate e condivise nei vari social networks sono tutti dati già disponibili senza la necessità di installare nuovi sensori.

Le informazioni ottenute dall’elaborazione e correlazione di tutte queste informazioni, possono essere utilizzate per gestire la frequenza dei mezzi pubblici o per cambiare la distribuzione dei taxi all’interno della città. Si tratta di applicazioni molto semplici che sono in grado di migliorare in maniera verificabile la qualità dei servizi al cittadino.

Questo è solo un esempio ma le possibilità sono decisamente tante, basta vedere quello che Carlo Ratti direttore del MIT Senseable City Lab ha sviluppato insieme al suo team.

Tracciatura di rifiuti tecnologici per ottimizzare i trasporti e minimizzare costi e impatto ambientale. Biciclette elettriche intelligenti, capaci di monitorare l’aria e  il traffico e di comunicare tutti i dati in tempo reale sono solo alcuni esempi.

Anche l‘Italia si sta muovendo e tiene sotto osservazione le iniziative dei vari comuni tramite l’Osservatorio Nazionale Smart City, anche se guardando le eccellenze riportate si può rimanere perplessi.

Prendiamo come esempio il progetto Smart Town del comune di San Giovanni in Persiceto. Dal sito scopriamo che ha vinto, nel 2011, il premio EGov nella sezione speciale Smart Cities. Il progetto, in breve, permette il controllo dell’accensione dei lampioni presenti sul territorio e come effetto secondario dà la possibilità di usare l’infrastruttura per fornire servizi di videosorveglianza.

Si tratta sicuramente di un progetto interessante, ma da qui a considerarlo “eccellenza” la strada è lunga.

Tutte le tecnologie e le soluzioni legate al concetto di Smart City rappresentano sicuramente il futuro delle nostre città, diventa quindi fondamentale dare spazio a tutte quelle iniziative veramente innovative che sorgono sul territorio.

Sfortunatamente non basta accendere e spegnere una lampadina per trasformare una città in una Smart City.

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