PC lento? Come renderlo più veloce in poche mosse

Computer

Passano dieci minuti dall’accensione del PC alla fine del caricamento di Windows? Un problema comune e, checché se ne dica, la “pesantezza” del sistema operativo c’entra solo in parte. Prima di mettere mano al cacciavite e smontare il case del PC, è sempre consigliabile prendere in considerazione l’aspetto software. Premesso che un PC in salute deve essere sempre dotato di antivirus, anche di tipo gratuito, ed avere un sistema operativo aggiornato (meglio con Update automatico abilitato), non si può prescindere da abituali operazioni di defrag.

La deframmentazione dei dati contenuti nell’hard disk, infatti, consente di “avvicinare” tutti i singoli file di un programma facilitandone la lettura e, dunque, la velocità di caricamento in fase di esecuzione. Tutti i sistemi Windows dispongono di un’utilità di deframmentazione dischi (in XP dentro Accessori, Utilità di sistema), ma in alternativa si possono scaricare ed eseguire programmi specifici come Defraggler, gratuito e affidabile.

Il defrag non si è rivelato sufficiente? Proviamo allora a ripulire il registro di Windows che, come qualcuno già saprà, spesso rimane “intasato” da richiami di codice appartenenti a programmi che sono stati già disinstallati. Attraverso l’utility gratuita CCleaner è possibile effettuare alcune operazioni importanti: ripulire il registro ed eliminare tutti i file non necessari che appesantiscono il computer. Dopo un consigliabile backup, il programma stesso ci dirà come agire.

Se queste semplici procedure non si sono rivelate sufficienti, si può passare all’hardware, ovvero al contenuto di quella scatola che comunemente chiamiamo PC. Se per i computer di marca, a volte, si è vincolati ad alcune restrizioni dell’azienda produttrice, per i PC assemblati l’aggiornamento delle componenti risulta abbastanza intuitivo ed efficace anche con il fai-da-te.

Un computer lento ha fame di memoria. Salvo rari casi, una buona quantità di Ram è più importante di un processore super potente o di un hard disk illimitato. Il motivo è semplice: i processi del PC si appoggiano a questo tipo di memoria di rapida lettura per svolgere le principali operazioni.

Come faccio a capire quale memoria è adatta al mio PC? Prima di smontare il case e il banco di memoria, dove spesso sono indicate le caratteristiche, è consigliato scaricare un programma, come Everest di Lavalys che ci fornisce tutte le informazioni sul PC, memoria compresa ma non solo. Una volta individuata la voce relativa alla Ram, dobbiamo vedere di che tipo si tratta (DDR, DDR2, ecc), la frequenza (in Mhz) o le specifiche del modulo (il prefisso PC seguito da un numero) che ci aiuteranno a trovarne una compatibile, ma più potente, nei negozi o negli e-commerce. Prima dell’acquisto, però, dobbiamo accertarci visivamente o attraverso Everest che esistano slot liberi su cui inserire il nuovo modulo, altrimenti sarà necessario rimuovere i vecchi ed installarne di nuovi e più capaci. La scheda madre (il circuito stampato all’interno del case) può supportare diverse quantità e tipologie di memorie, per cui è sempre consigliabile reperire il modello della scheda (attraverso Everest o con il codice ben visibile sulla superficie) e cercare online le specifiche (sul sito del produttore), almeno se non si dispone del manuale originale. Una volta individuata la memoria ed averne comprate di nuove e compatibili è possibile procedere: afferrate il banco di profilo e sfilatelo o spingetelo, a seconda che si tratti di rimozione o aggiunta) nell’apposito alloggio sino a sentire un click o, comunque, ad arrivare fine corsa. Attenti: osservate i piedini per capire il verso di inserimento. Se tutto è stato svolto al meglio, al riavvio il computer riconoscerà da solo la nuova memoria. Da ricordare che Windows Xp (32 bit) non “legge” quantità di memoria superiore a 3 GB, per cui è inutile acquistarne di più.

Tenendo presente che tutte le operazioni svolte all’interno del case vanno fatte a computer spento e con la spina disinserita, passiamo ora all’hard disk. Se scaricate musica, foto ed altri contenuti ingombranti, il vostro vecchio PC potrebbe avere bisogno di nuovo spazio. Andate nelle risorse del computer e, dall’icona dell’hard disk, cliccate su proprietà (XP) per scoprire quanto spazio rimane a disposizione. E’ quasi terminato? Le alternative sono due: acquistare un disco esterno con USB e procedura di installazione automatica, ma meno performante, o aggiungere un secondo disco interno. Nel secondo caso, sarà necessario capire se la nostra scheda madre supporta formati IDE (cavo largo e piatto) o SATA (fino e colorato). Guardando il collegamento dell’hard disk principale è possibile scoprirlo, altrimenti ci si può affidare a Everest o al manuale della scheda. Una volta acquistato il disco adatto, anche grazie al consiglio del venditore, dobbiamo adottare un piccolo accorgimento che fa la differenza. Due hard disk installati sullo stesso canale IDE, ovvero attraverso le due “prese” dello stesso cavo, devono essere sempre uno Master (principale) e l’altro Slave (secondario), altrimenti non funzioneranno. L’impostazione in Master o Slave avviene attraverso i piedini posizionati nella parte posteriore del disco, dove sono presenti dei “ponticelli” ed una breve spiegazione grafica. Riavviato il PC, infine, potrebbe essere necessario formattare il nuovo disco: esistono utility del produttore del disco stesso.

Chiudiamo questa breve guida ricordando che è sempre consigliabile eseguire operazioni di aggiornamento hardware solo se si ha un po’ di dimestichezza con le componenti elettroniche del PC. Buoni risultati, senza particolari rischi, si ottengono anche lavorando sulle prestazioni del software.

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