Windows 8: il futuro o il design?

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Medesimo processore, stessa RAM, stesse capacità dell’hard disk e medesimo sistema operativo?  Windows 8. Quanto, e come, si può chiedere all’ultimo nato di casa Microsoft?

L’informatica consumer, il vaso di Pandora dove tutto, incredibilmente, è di serie ma sembra customizzato, dove ogni release è, o meglio ‘dice di essere’, sempre più user friendly e dove molto si punta sulla grafica, su schede audio e video sempre più performanti, sulle app.
Oggi, desiderando acquistare un PC con processore i5 o superiore, sembra che su una cosa non ci sia scelta, il sistema operativo. Forse perché tutte le scelte si potranno fare dopo? Magari proprio grazie a Windows 8?

Parlando di sistemi operativi e ipotizzando di mettere a confronto i pareri di due utenti esperti dell’ambiente Windows, difficilmente uno di loro rimarrà deluso dalla grafica accattivante o dalla possibilità di avere questo sistema anche in versione touchscreen: un click o un tic per ascoltare musica, vedere film, mandare e-mail, telefonare, navigare in rete. D’altro canto, l’icona si fa sempre più rara; il bottone Start, quello che ognuno ricorda come il vero punto di partenza di ogni computer che ha posseduto, non esiste più.
L’abito non fa il monaco? Può essere, e può esserci anche qualche eccezione. Windows 8 può difficilmente entrare in competizione, dal punto di vista del design o, ad esempio, delle applicazioni per il tempo libero, con qualunque dei suoi predecessori: correndo – e rischiando – Microsoft è riuscita a proporre sul mercato un prodotto che non è uno status symbol, non è una tendenza né una moda, ma il frutto piuttosto ben riuscito di tutto ciò, ovvero telefonia mobile e tablet alla cui presenza nella propria vita ci si è affezionati (e abituati) a tal punto negli ultimi anni da comunicare quasi più spesso tramite la versione per smartphone di Facebook piuttosto che con una telefonata.

La vera sfida – vinta – di Microsoft è stata quella di mettere a disposizione un ‘giocattolo’ tecnologico che solo apparentemente è mero design: di certo, insomma, non si parla di qualcosa di paragonabile al celebre spremiagrumi privo di contenitore per raccogliere il succo, ormai esempio scolastico di massimo risultato di design e assoluta inutilità pratica. Nessuno disprezza grafiche d’avanguardia, app store, connettività costante, ma è sufficiente portare a casa un PC e iniziare a familiarizzare con il nuovo ambiente per capire che Windows 8, perfezionando il suo predecessore, è la praticità, l’efficienza, il futuro, con, ad esempio, una percentuale di risoluzione delle problematiche davvero notevole, la capacità di supportare programmi grafici con risultati molto vicini a macchine progettate per simili software. E poi basta un cavo HDMI per renderlo un efficiente hard disk multimediale e per permettere anche di lavorare, se necessario, su schermo doppio utilizzando un monitor o un televisore LCD.

Personalizzabile al punto da divenire sia un accogliente e unico luogo di svago quanto uno strumento lavorativo che parla da subito del suo proprietario, forse la pecca più evidente, occorre ammetterlo, è che per la prima volta da molti anni si è di fronte a un sistema Windows per il quale un’occhiata al manuale d’uso è più che consigliata.

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