A piedi nel mondo: una vacanza da pellegrino

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Coloro che si riconoscono oggi nella figura del pellegrino sono quasi sempre passati al principio della loro esperienza attraverso il Cammino di Santiago de Campostela, pellegrinaggio di origine medievale riscoperto e rivalutato nel corso degli anni ’80 del secolo scorso sulla scia del successo editoriale dello scrittore Paulo Coehlo.

I chilometri per raggiungere la città spagnola capoluogo della Galizia sono circa 900 se si sceglie la via più celebre, ossia la francese, con partenza dal villaggio pirenaico di Saint Jean Pied de Port. Durante l’intero percorso sono presenti innumerevoli strutture  ricettive e ristorative concepite ad hoc per il pellegrino (i prezzi degli ostelli raramente superano i dieci euro).

Negli ultimi anni sono in aumento anche i pellegrini che percorrono la Via Francigena verso Roma. Il percorso medievale prevedeva la partenza da Canterbury. Per coloro che fossero impauriti dai 1600 chilometri che dividono la città inglese da Piazza San Pietro si può consigliare di muoversi nel tratto italiano della via, con partenza dal passo del Gran San Bernardo. Il sistema ricettivo e ristorativo dedicato, sulla scorta dell’esperienza spagnola, è in netta espansione.

Per chiudere il discorso sui 3 pellegrinaggi classici della cristianità è giusto accennare anche a quello verso Gerusalemme con partenza da Roma. Questa affascinante e lunghissima via è oggi poco frequentata sia per la mancanza di strutture ricettive e ristorative adatte a soddisfare le richieste dei pellegrini, ma anche e sopratutto perché il cammino in questione prevede passaggi in zone piuttosto pericolose, una tra tutte la Palestina. Il consiglio per chi volesse tentare l’esperienza è di affidarsi a tour operator specializzati che organizzano “pellegrinaggi di gruppo” esclusivamente all’interno dei confini della Terra Santa.

Cammini più piccoli sono attualmente in fase di sviluppo. In Italia promette molto bene la Via di Francesco, che va ad unire il santuario aretino di La Verna con quello di San Michele sul Gargano, passando per Assisi e la Valle Santa Reatina.

Il pellegrino attuale è spesso mosso da spinte motivazionali che esulano dal discorso puramente devozionale. Lungo i cammini l’umanità che si incontra è varia e spesso variopinta: si passa dal confidarsi con il religioso a dar consigli al ragazzo alla ricerca di se stesso, dal bere un bicchiere di vino con un pensionato che ha deciso di non cedere al richiamo del divano a morire di invidi per il walker allenato che ci supera con passo da maratoneta in tenuta sportiva. I consigli per i neo-pellgrini sono sempre gli stessi: zaino leggero, scarponcini da trekking, una borraccia piena d’acqua e la predisposizione che ci vuole per viaggiare nel mondo affidandosi esclusivamente alle proprie forze. Buen camino a tutti!

 

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