I sentieri della notte e del giorno

napoli

Tra le vie chiassose e colorate ignari passanti distratti, non si accorgono della magica vibrazione emessa dal tufo usato per costruire la maggior parte delle abitazioni di Napoli.

Immemori del fatto che quel tufo è stato sottratto al ventre di Partenope, non fanno caso di camminare sul vuoto, sul baratro di una città parallela che sembra riecheggiare le parole di Ermete Trismegisto “ come in alto così in basso”.

Neapolis, forse progettata da Ippodamo da Mileto, architetto di scuola pitagorica, sulla base del sistema quaternario. Secondo Pitagora le regioni del cielo e della terra sono quattro, per questo il numero 4 ha grande potere.

A Napoli la scuola pitagorica si trovava  a Forcella che pare prese questo nome proprio per la figura scolpita di una  Ypsilon che rassomiglia a una forcella. Si tramanda che il sacro segno della Y sia stato inserito proprio da Pitagora nell’alfabeto, anche se questo segno non  ha un inventore ed è nato prima dell’alfabeto.

Ma prima di  Neapolis altri coloni greci si insediarono sull’isolotto di Megaride che oggi ospita il Castel dell’Ovo. Qui la leggenda vuole che approdò anche il corpo senza vita di Partenope, la sirena morta suicida per il dolore  di essere stata giocata da Ulisse

La leggenda vuole che il suo corpo riposi alla foce del misterioso fiume Sebeto, ma è più affascinante immaginare con Roberto De Simone che tutto il golfo è il corpo disteso della sirena. A oriente, su Caponapoli, poggia la testa, al centro, in Largo Corpo Napoli, riposerebbe il corpo e ad occidente a Piedigrotta, ci sarebbero i piedi.

Le Sirene donano la conoscenza a chi sa prestare orecchio al loro canto e Partenopee è ancora in attesa di incantare chi si ferma ad ascoltare le sue storie avvincenti ricche di magia.

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