Le Tre Cime di Lavaredo a 360° – Trekking attorno alle dolomiti di Sesto più amate

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Il confine topografico tra Veneto e Trentino Alto Adige accoglie diverse mete naturalistiche molto apprezzate non solo da alpinisti e trekker, ma specialmente da semplici appassionati o amanti della roccia più facile (l’iter è anche famoso per ospitare una concitata maratona di montagna). Pertanto, la camminata attorno alle Tre Cime di Lavaredo è particolarmente indicata a chi vuole vivere la montagna più vera senza sacrifici fisici: l’altitudine complessiva oscilla tra i 2300 mt. del punto di partenza e i 2500 mt. alle pendici delle stesse Tre Cime (che statuarie vegliano sul confine a3000 mt. s.l.m. esatti).

Esistono varie località da cui raggiungere le Cime: nella stagione estiva in particolare è consigliabile la partenza da Misurina, per poter godere delle montagne caldamente illuminate dal tramonto dal versante più famoso e suggestivo, quello Trentino. Da Misurina quindi, lasciando alle spalle il lago, in pochi minuti è possibile raggiungere sia in auto – pagando un pedaggio – sia tramite ilservizio di trasporto pubblico, il Rifugio Auronzo, storico approdo targato C.A.I. Sono quasi 600 i metri di dislivello sin qui, e la fresca brezza del Cadore si avverte con maggiore intensità.

L’Auronzo è uno snodo chiave per molti sentieri ed altevie: il tracciato n° 105 in direzione del Rifugio Tre Cime, denominato anche Locatelli, è ben noto e facile da percorrere. Un andamento tranquillo per poter godere del suggestivo panorama permette di aggirare lateralmente le Cime – in direzione Nord, passando per il versante occidentale della Cima più bassa – e così raggiungere la meta in due ore abbondanti. Dal Tre Cime molti fotografi sono rimasti ammaliati dai giochi di luci che i raggi del sole creano riflettendosi sulle creste.

Costeggiando la parete occidentale del Monte Paterno, tenendo la cima più imponente sulla destra in direzione meridionale (sentiero n° 101), si arriva in velocità al Rifugio Lavaredo. Da qui le opzioni per chi non è ancora pago di roccia e scarponi si moltiplicano: è infatti semplice concludere l’anello e raggiungere nuovamente il Rifugio Auronzo per mezzo di una accessibile strada sterrata, oppure studiare nuove mete addentrandosi verso le Dolomiti più famose. In direzione Est è d’obbligo citare, per fama e suggestione naturalistica, i massicci del Popera e della Croda de’ Toni, tra i quali è possibile trovare conforto pernottando, a scelta, all’interno dei rifugi Pian di CengiaComici o Carducci. Per i più intrepidi si cita anche il Bivacco de’ Toni, accessibile solo da chi è davvero esperto e attrezzato per sostenere l’omonima ferrata.

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