L’Italia e la tradizione, è giusto difenderla?

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Hai mai pensato a cosa è veramente possibile fare oggi in Italia? L’Italia è una nazione piena di storia, ma a che punto siamo con le avanguardie e le tecnologie?

Tutti i giovani oggi in Italia lamentano un andamento poco favorevole per agire.

È una nazione, l’Italia, che parla una lingua che tutti disconoscono, una nazione che  non riesce ad essere bilingue, nonostante la seconda lingua  venga insegnata già alle elementari. Perché non siamo in grado di fare nostra la lingua inglese? Ci avete mai pensato? E’ forse un problema legato all’offerta formativa?

Non solo difficoltà di ambito formativo, ma anche un approccio sbagliato verso la tradizione. E’ corretto preservare le tradizioni, in uno stato marginale, come lo è l’Italia?

E’ corretto mantenere il dialetto oppure lottare per il riconoscimento delle lingue parlate in Sicilia o in Sardegna? Promuovere la chiusura culturale, ideologica e sociale di una nazione come l’Italia è la cose più controproducente che si possa fare, e a conformarlo sono anche molti scrittori contemporanei, che vedono un’ Italia in difficoltà.

Ci si chiede allora che senso ha bloccarsi con la tradizione, e non guardare all’innovazione e alla cultura (quella mondiale), vista come un modo, un contributo che ogni popolo da nel mondo?

L’Italia in un futuro migliore

Così lItalia andrebbe vista come una nazione dalle infinite bellezze, una nazione che parla al mondo, che ospita cittadini da ogni parte dell’universo, che vive di turismo e di riconoscimenti. Una nazione bilingue, una nazione museo!

L’Italia dovrebbe poter investire sui giovani e fare il doppio del lavoro che fanno le altre nazioni, proprio perché, è una nazione marginale e in difficoltà!

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