Nel cuore roccioso della Sardegna, la gola di Gorropu, il canyon più grande d’Europa

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Uno di questi è senza dubbio la Gola di Gorropu, canyon naturale di origine carsica che segna, come una cicatrice, il confine tra i territori di Orgosolo, Oliena, Urzulei e Dorgali. La natura ancora selvaggia del luogo, aspra e misteriosa, invita alla scoperta di biodiversità ricche di fascino. Una delle strade che conducono al canyon è un tortuoso sentiero che da Genna Silana conduce al fondo della valle, tra macchia mediterranea e rocce calcaree modellate dal vento e dalle piogge.

Si parte al mattino presto, la camminata è lunga e faticosa, ma ricca di emozioni. Si lascia la macchina nei pressi del rifugio di Genna Silana e si comincia la discesa. Il sentiero è scosceso e impervio ma ben segnalato. Dopo circa un’ora e mezza di cammino, si giunge alla valle del Rio Flumineddu, il fiume che ha eroso, scavato e modellato la roccia, fino a formare il grandioso canyon, il più grande d’Europa. Ancora non si riesce a visualizzare lo spettacolo della gola. Bisogna addentrarsi nel letto del fiume, ora sotterraneo, e dirigersi verso l’imboccatura del canyon.

Sul letto del fiume enormi massi di bianco calcare rendono il paesaggio quasi lunare. Tra marzo e maggio è possibile scorgere, in tutta la loro bellezza, degli specchi d’acqua, residuo piovano, che si tingono di sfumature d’un verde intenso. Superati i primi massi ecco che si staglia, in tutta la sua maestosità, la Gola di Gorropu. Le rocce che formano i due lati dal canyon sembrano sovrapporsi formando una V di roccia calcarea con venature ramate. Il canyon è lungo 1,5 km, con una profondità media di 500 mt. Per una buona parte è percorribile a piedi, l’ultimo tratto è accessibile con le funi.

Attualmente si paga l’ingresso al fine di sostenere le spese per la salvaguardia ambientale. Sono numerose le leggende popolari che hanno Gorropu come protagonista, come quella de Sa mama de Gorropuuna creatura spaventosa che si aggira nel canyon o dei Sos drullios, sorta di trolls che rapiscono uomini e animali nelle notti tempestose. Il periodo ideale per la visita al canyon è tramarzo e luglio, consigliabile portarsi dell’acqua perché non ci sono fonti durante il tragitto. Il percorso è faticoso, ma alla portata di tutti, basta attrezzarsi con delle scarpe antiscivolo e comode.

 

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