Per caso a Marrakech

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Marrakech si apre al viaggiatore con un dedalo di strette vie, routes senza nome che costituiscono il cuore pulsante della medina, centro  della città vecchia. Addentrandosi per questi stretti viottoli coperti da impalcature di fortuna, a difesa da un sole crudele e primitivo, ci si ritrova in un’Africa senza tempo. Mercanti di spezie, tappeti, oggetti in vimini e paccottiglie,  da cento anni continuano a proporre instancabili mercanzia, testimoni di antiche tradizioni incuranti del vento moderno che stenta a spirare in quest’angolo di mondo.

Queste strade, tentacoli polverosi e confusi, si riuniscono in quello che è specchio ed anima della città dichiarata nel 1985 dall’UNESCO patrimonio dell’umanità,  Jāmiʿ el-Fnā. La vecchia piazza  riassume in sé tutte le contraddizioni della città che la ospita. Vuota di giorno, all’occhio del visitatore  appare come un grande spiazzo di polvere e sassi, contornato da edifici di epoca coloniale apparentemente ben conservati. Ma al calare del sole tutta la magia africana si risveglia in quello che diviene un calderone d’anime e razze diverse. Al tramonto, in un attimo spuntano come fiori locande improvvisate e giocolieri, incantatori di serpenti e venditori di datteri e succo d’arancia. La confusione è totale, e si mantiene nel proprio ordine. Il visitatore, camminando per questo mondo che sparirà con il sorgere del nuovo sole, può assaporare prelibatezze improbabili al palato occidentale, come certe teste d’agnello arrostite alla brace intinte di spezie ignote e coloratissime.

Baluardo dell’Africa marocchina che scompare sconvolta dal vento della vicina europa, Marrakech osserva noncurante il perdersi di perle come Fez e Casablanca nel mare del mainstream turistico. La sua è realtà insesibile all’agio il viaggiatore giuntovi impreparato. Giovani ciceroni invitano l’ospite a mance corpose mentre dall’altra parte della strada fantasmi neri scivolano senza lasciare tracce, come vento sulla sabbia. A Marrakech non è possibile vedere una ragazza di più di dodici anni per strada. Non è possibile aggirarsi nei vicoli senza sentirsi occhi indiscreti addosso. Non è possibile andarsene senza portarsi dietro la sensazione di aver vissuto per un giorno in un’altra terra ed un’altra epoca, prima solo sognate.

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