Ultima corrida al Monumental: Barcellona e la Catalogna dicono basta a tori e toreri

Corrida

Cambiano i tempi e, con essi, la sensibilità verso temi quali il rispetto per gli animali. Ne sanno qualcosa a Barcellona, città tra le più turistiche della Spagna, dove si è detto basta alla folcloristica “sfida” (per gli animalisti non lo è mai stata) tra tori e toreri. I tantissimi turisti che si muovono ogni giorno tra una passeggiata lungo la Rambla e una visita alla Sagrada Familia non potranno più scegliere di fare visita al Monumental per la tradizionale corrida.

Si tratta di uno stop già deciso da altre comunità spagnole, compresa la stessa Barcellona che già ci provò nel 2004, e che fa felici gli animalisti, da tempo schierati contro questo tipo di esibizioni. Un po’ come avviene in Italia con il Palio di Siena, l’opinione pubblica resta però spaccata sulla decisione: è giusto cancellare una manifestazione popolare che va in scena da secoli? In spagna ci si divide e, nel caso specifico di Barcellona, c’è anche chi sostiene si tratti dell’ennesima presa di distanze da Madrid.

Ad ogni modo, la corrida a Barcellona sarà un ricordo, una fase storica che si è chiusa domenica con 18.000 spettatori (biglietti fino a 135 euro) seduti sugli spalti del Monumental a salutare l’ultimo atto di un evento che andava in scena da ben 97 anni. Tre i matador selezionati per l’ultima corrida, tra questi il 28enne Serafin Marin , che ha dichiarato: “Mi sento male, triste. Ti hanno tolto tutto il tuo passato e parte del tuo futuro. Ti hanno proibito di fare la tua professione”. Ovviamente opposto lo stato d’animo degli animalisti che anche domenica non hanno mancato di far sentire la propria voce. Il decreto anti-corrida sarà effettivo in tutta la Catalogna a partire da gennaio 2012.

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