Una giornata a Napoli tra babà al rum e mille bellezze

Certo, allontanandosi dal centro non si trovano strade perfettamente pulite o asfaltate, ma neanche un degrado mostruoso a cui i telegiornali ci hanno abituati. Tutto questo rispecchia la stratificazione della città, la stessa che si può osservare dal panorama di Castel Dell’Ovo. Strati di città che percorrono il golfo con un centro gradevole e curato, periferia quasi dimenticata. Ma ci si sente travolti perché Napoli e i napoletani ci accolgono con un calore che più si sale a nord, più è sconosciuto.

Certo, quando si scende si ricevono raccomandazioni del tipo “nelle bancarelle non indicare e parla a voce alta, attenta al portafoglio soprattutto sulla circumvesuviana” – la stessa cosa che accade in qualsiasi metro di qualsiasi grande città – ma poco dopo ci si sente talmente rilassati che, se la città fosse un salotto, verrebbe da sedersi sul suo divano appoggiando i piedi sul tavolino di fronte a sé.

Ora torniamo al sopra citato Castel dell’Ovo che raggiungiamo facendo una passeggiata a Mergellina, il noto lungomare partenopeo, con il Vesuvio sempre al nostro fianco. L’ingresso al castello è libero e vale la pena fare una capatina per poter osservare lo splendido mare e Napoli, con Posillipo in lontananza… sì, proprio quello di un “Posto al sole” dove esiste realmente il palazzo, chiamato però Villa Volpicelli.

Stranamente Napoli non fa pensare subito al mare, pur essendo uno scenario mozzafiato da non perdere. Se si giunge qua all’ora di pranzo non sarebbe male fermarsi a mangiare una pizza, magari al ristorante “Ciro a Mergellina”, dove sarà piacevole scambiare quattro chiacchiere con i camerieri: che ci faranno sorridere per la solarità che contraddistingue i napoletani.

Dopo la pizza e un buon caffè napoletano – attenti alla tazzina rigorosamente sempre ustionante – continuiamo il nostro giro in un altro castello medievale: il famoso Maschio Angioino, in cui è presente anche la sede del museo civico di Napoli. Da qui, se si ha ancora voglia di camminare, vale la pena arrivare in piazza del Plebiscito per ammirare la celebre chiesa di San Francesco di Paola, tra scugnizzi che giocano a calcio nel sogno di Maradona.

Sul lato opposto della piazza invece, si trova il Palazzo Reale, una delle principali residenze dei Borboni nella cui facciata sono presenti le statue raffiguranti i capostipiti delle dinastie dei sovrani del regno di Napoli. Dalla piazza possiamo anche ammirare in lontananza il palazzo di San Martino, una magnifica opera d’arte barocca.

Qui non andremo, ma continueremo il nostro giro addentrandoci in via Toledo, dove abbiamo un’ampia scelta di cose da visitare. Noi ci fermiamo a mangiare un babà al rum o una mono porzione di pastiera nella galleria Umberto I in cui, oltre ad ammirare la costruzione con facciata ad esedra (da via San Carlo dove è ubicato l’omonimo teatro), se siamo in periodo natalizio troviamo un albero di natale addobbato con bigliettini di richieste o saluti di napoletani e turisti… perché un po’ tutti crediamo ancora a Babbo Natale. Sempre in questo periodo è interessante fare una visita alla chiesa di San Nicola alla Carità, dove si possono osservare i presepi napoletani, magari soffermandosi a pensare a quanta cura e pazienza servono per produrre ogni singolo pezzo.

Rimanendo in tema è quasi d’obbligo una passeggiata in via San Gregorio Armeno, la via dei Pastori di Napoli. In questa celebre strada degli artigiani del presepe osserviamo stupefatti i classici pastori, botteghe di ogni tipo e simpaticissime riproduzioni dei personaggi dei tempi nostri, spaziando tra ironia sui politici e personaggi dello sport e dello spettacolo.

In cima a questa via si trova anche l’ingresso a Napoli sotterranea. Chi non soffre di claustrofobia dovrebbe visitare quei vicoletti sotterranei che passano sotto le chiese della città, ascoltando le notizie interessanti fornite dalla guida. Se siete un po’ claustrofobici, come me, beveteci su un bicchiere di limoncello che magari aiuta a rilassarvi e a non perdere l’emozione di passare in uno strettissimo cunicolo, alla fine del quale si arriverà in un’ampia “piscina” fatta di pietra: uno scenario davvero suggestivo.

Come avrete capito, Napoli è piena di luoghi da visitare e cibi da assaggiare, ma il tempo a disposizione è poco e qualche sacrificio va fatto. In una giornata soleggiata, irrinunciabile è il sito archeologico di Pompei, dove ci si lascia trasportare da un viaggio nel tempo poggiando i piedi su quei sampietrini in cui camminarono prima di noi gli antichi romani, osservando com’era composta una tipica città romana, con anfiteatri, ville immense e botteghe minimaliste. E’ ormai giunto il tempo del secondo pianto, quello dei saluti alla città partenopea, all’amico Vesuvio e ai solari napoletani, ben diversi da quelli a cui solitamente si tende a pensare. E allora Jamm jà!

Di Raffaella Sturba

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