Viaggi incentive: come ti motivo il dipendente

viaggio incentive Marocco

Aumentare le vendite, chiudere più contratti e migliorare l’efficienza dei lavoratori, in poche parole far crescere la produttività in azienda: ecco il tarlo degli esperti di marketing, alla caccia di una veste appetibile per il prodotto, ma anche di strategie per motivare i dipendenti, premiandoli al raggiungimento degli obiettivi.

Più dei bonus in denaro e dei gadget omaggio, a stimolare lo stacanovismo sul posto di lavoro sono soprattutto i cosiddetti viaggi incentive, che le aziende riservano alle proprie punte di diamante. Come dire, brillanti top manager, creativi in grado di tirar fuori l’idea giusta in ogni occasione e venditori che da soli tengono in piedi il fatturato, per questi dipendenti modello il premio-incentivo è un viaggio all inclusive in qualche località da sogno, il tutto a spese del capo.

Anche in tempo di crisi i viaggi incentive sono un investimento che paga sul lungo termine, perché rappresentano un’esperienza che rafforza la coesione del team, il senso di appartenenza all’azienda e la motivazione verso un progetto. Durante il soggiorno possono esserci meeting, congressi, workshop, ma non manca certo l’intrattenimento, anzi, per i partecipanti viene organizzata una vacanza esclusiva, con una serie di attività che sarebbero fuori dalla portata di un turista medio.

Per intenderci, non si tratta del solito noioso viaggio di lavoro. Qualche esempio? Pensiamo all’organizzazione di viaggi incentive in Marocco, con la possibilità di vedersi catapultati dalla polverosa scrivania di un ufficio direttamente sulle dune del deserto del Sahara, magari completando l’esplorazione con un volo in mongolfiera. C’è da giurare che qualche giorno vissuto nella natura più selvaggia e incontaminata migliori lo spirito di adattamento e le capacità di problem solving, renda più proattivi e dinamici: insomma, un dipendente che ha visto il mondo e se la sa cavare anche nel deserto volete che non sappia vendere un prodotto ai clienti?

Stando ai dati dell’ultima ricerca condotta da Site (associazione internazionale che si occupa di dinamiche motivazionali), nei prossimi tre anni ci sarà una crescita dei viaggi incentive, con l’86% dei responsabili d’azienda intervistati che dichiara di voler utilizzare questa soluzione per motivare i propri collaboratori.

Da oggi in ufficio una pausa caffè in meno e un contratto chiuso in più: il premio potrebbe essere una vacanza da nababbi.

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