Ludopatia e giochi online: la situazione italiana

La funzione di autolimitazione della spesa è uno dei meccanismi più utili nella lotta alla ludopatia. I giocatori che registrano un account presso una società di gambling digitale sono tenuti a dichiarare un limite massimo di spesa settimanale: se non comunicano questo tetto non possono iniziare a giocare o a scommettere. In seguito il valore in questione può essere cambiato, ma è necessario aspettare sette giorni affinché il nuovo limite possa essere convalidato. Lo scopo dell’autolimitazione è quello di fare in modo che gli utenti non spendano più di ciò che hanno in mente, neppure nel caso in cui si appassionino e si lascino prendere dalla “febbre del gioco”.

Il gioco responsabile

Tutti i portali che permettono di giocare con le slot machine, di prendere parte a tornei di poker o di scommettere sulle sfide sportive mettono a disposizione il gioco con premi in denaro unicamente a chi è titolare di un account. Esso rappresenta a tutti gli effetti un conto online, e ha anche lo scopo di favorire il controllo centralizzato delle operazioni che vengono svolte dai giocatori. Non solo: in questo modo è possibile anche prevenire eventuali episodi di riciclaggio. Naturalmente, il conto gioco ha anche un altro scopo, che è quello di dissuadere il gioco dei minori. Insomma, sono le stesse società di gambling che intendono favorire un approccio sano all’azzardo. Per riuscire ad attivare un conto gioco, e quindi iniziare a scommettere o a puntare, è necessario fornire la copia di un documento di identità valido. Se non viene inviato alcun documento, il gestore online può bloccare l’utenza e, di conseguenza, impedire l’accesso al gioco. Lo stesso accade quando le informazioni riportate sul documento sono differenti da quelle che sono state dichiarate al momento della registrazione.

L’autoesclusione

L’Acg e il Rua sono due realtà che contribuiscono a difendere e a tutelare i giocatori che possono essere definiti problematici: la prima è l’Anagrafe Centralizzata dei Conti Gioco, mentre il secondo è il Registro Unico delle Autoesclusioni. Ma di che cosa si parla quando ci si riferisce alle autoesclusioni? Molto semplicemente, coloro che ritengono di avere una relazione difficile con l’azzardo, per esempio perché non sono in grado di fermarsi quando sarebbe necessario, hanno la possibilità di precludersi l’accesso al gambling da soli e in modo automatico: ciò avviene chiedendo il blocco del conto di gioco. Tale blocco può essere, a seconda dei casi, permanente o momentaneo. I database del Rua e quello dell’Acg da qualche tempo sono stati integrati: questo vuol dire che la richiesta di autoesclusione relativa a un certo gestore in automatico si estende anche agli altri account eventualmente aperti dallo stesso giocatore presso altre società.

Il ruolo della prevenzione

Gli operatori che sono attivi su Internet, come si vede, prestano una notevole attenzione al benessere dei propri giocatori, mettendo a disposizione una grande varietà di strumenti di prevenzione: che si scelgano i giochi online di NetBet o di un altro casinò, è essenziale poter disporre di informazioni il più possibile complete e chiare, all’insegna della massima trasparenza. Tutto questo va nella direzione di una maggiore consapevolezza da parte dei giocatori, anche se è auspicabile che una strategia di azione simile venga estesa anche al gioco tradizionale, per esempio per mezzo di un piano di incentivi che stimoli gli esercenti a controllare non solo l’età dei propri clienti, ma anche i loro comportamenti.

I dati italiani

Lo scorso anno sono stati oltre 17 milioni gli italiani che hanno giocato d’azzardo almeno una volta, online o offline. Il dato è in evidente aumento rispetto ai numeri di sette anni fa, che evidenziavano come fossero appena 10 milioni i giocatori occasionali. La spesa media si aggira sui 10 euro mensili. Mentre il numero totale dei giocatori è in crescita, si riduce in misura consistente quello dei giovani: tra il 2010 e il 2017 si è registrato da questo punto di vista un calo di 400mila unità. Anche il numero di under 18 colpiti da dipendenza da gioco si è ridotto, ma il problema resta piuttosto diffuso nel Meridione.

Gli effetti del Decreto Dignità

Il divieto di promuovere il gioco d’azzardo che è stato sancito dal Decreto Dignità rappresenta un’arma a doppio taglio perché pone sullo stesso piano l’offerta degli operatori che agiscono al di fuori della legalità e quella dei gestori che, invece, rispettano le norme. Insomma, non è detto che si agevoli la lotta alla ludopatia, ma il rischio è quello di favorire solo l’illegalità diffusa.

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