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Decreto sicurezza e noleggio di veicoli commerciali, ecco cosa cambia

Il nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri e che ha ricevuto il placet del Quirinale include delle novità significative anche per il settore del noleggio degli autoveicoli e dei veicoli commerciali finalizzate a prevenire azioni di terrorismo. Negli ultimi anni, infatti, molti degli attentati compiuti dai terroristi islamici, dalla Francia alla Gran Bretagna, hanno visto protagonisti anche camion e furgoni. Nella memoria di tutti è ancora vivo l’episodio di Nizza del 2016, con un autocarro che era stato preso a noleggio da colui che poi avrebbe compiuto la strage, mentre a Berlino il trattore stradale coinvolto nell’attentato era stato rubato dal terrorista che per impossessarsene aveva ucciso senza pietà chi lo guidava.

Che cosa cambia

Cambiano, dunque, le regole per il noleggio veicoli commerciali: in base al Decreto Sicurezza, d’ora in poi chiunque abbia intenzione di prendere un autoveicolo a noleggio sarà tenuto a fornire un documento di identità da cui il noleggiatore provvederà a estrarre i dati identificativi che dovranno essere inviati al Centro Elaborazione Dati del ministero degli Interni. C’è, tuttavia, un passaggio che è stato oggetto di discussioni e di contestazioni da parte degli addetti ai lavori, ed è quello che prescrive che la comunicazione in questione venga inoltrata nel momento in cui il contratto di noleggio viene sottoscritto o comunque in anticipo rispetto a quando il veicolo viene consegnato. Nella norma, a dir la verità, si fa riferimento a un “congruo anticipo”, anche se esso non viene quantificato in termini di tempo: ci si attende che ciò avvenga tramite una circolare ministeriale o con un atto attuativo in seguito all’approvazione della legge; è lecito attendersi, comunque, che si parli di poche ore, visto che il Centro Elaborazione Dati deve avere il tempo per avvisare la pubblica sicurezza se un raffronto dei dati permette di riscontrare circostanze che potrebbero essere considerate significative in un’ottica di prevenzione del terrorismo.

Noleggiare un veicolo diventa più difficile?

D’ora in poi, è molto probabile che il noleggio di un veicolo diventi più ostico, anche se il mezzo in questione è un furgone adibito al trasporto delle merci, se tale procedura viene eseguita all’ultimo momento, come può capitare per le più diverse esigenze aziendali. Per ricevere il mezzo, infatti, sarà indispensabile attendere un certo lasso di tempo nel corso del quale i dati dovranno essere trasmessi al CED per poter essere processati. Non sono state fornite indicazioni più precise, invece, per i servizi di car sharing che potrebbero presentare le stesse criticità: in questo caso, infatti, per il prelievo del veicolo è necessario semplicemente il codice che viene fornito dopo che ci si è registrati alla piattaforma.

I dubbi per il car sharing

Nel caso del car sharing i dubbi riguardano il momento in cui dovrebbe scattare un eventuale allarme: quando il veicolo viene sbloccato o già quando il soggetto sospetto si registra? In questo secondo caso, stando a quel che è riportato dal testo del Decreto Sicurezza, potrebbe essere tutto inutile, visto che i dati trasmessi vengono conservati in archivio dal CED per non più di una settimana, il che vuol dire che la lista di sospetti registrati ai servizi di car sharing sarebbe destinata a sparire dopo sette giorni.

E per i veicoli industriali?

A risentire in negativo degli effetti di questo provvedimento potrebbero essere anche le aziende che hanno la necessità di usufruire di veicoli industriali. Per di più, in tale circostanza non sono chiare le modalità con le quali gli autisti verrebbero rilevati: e se ci fosse bisogno di sostituire un autista con un altro all’ultimo momento?

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