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  • Come raggiungere il successo con un blog

    Quali sono gli elementi distintivi e fondamentali di un blog? Ovviamente i suoi post: ed è per questo motivo che chi ha intenzione di creare blog non può fare a meno di sapere come deve essere scritto un articolo. La procedura è semplice anche per chi non si è mai cimentato in precedenza in un compito di questo genere, ma esistono comunque degli accorgimenti che è indispensabile adottare per avere la certezza di ottenere i risultati desiderati.

    Come si scrive un post di un blog

    Oltre al contenuto del post e al suo titolo, esistono altri aspetti di cui ci si deve prendere cura per un articolo di qualità. In primo luogo, esso deve essere assegnato a una o più categorie; inoltre, può essere ottimizzato con Yoast o con l’aiuto di un altro plugin per la Seo. Anche i dettagli in apparenza meno significativi richiedono una certa attenzione: nel titolo, per esempio, deve essere contenuta la parola chiave del post; esso, inoltre, deve risultare accattivante e incentivare i lettori a cliccare e a proseguire la lettura dell’articolo. Stesso discorso vale per l’introduzione, che deve incuriosire il lettore, promettendogli che al termine della fruizione dell’articolo avrà informazioni più specifiche a proposito di un argomento di suo interesse. Il contenuto deve essere personale ma al tempo stesso utile, suggellato da una call to actionche invita all’azione. Non possono mancare, poi, le immagini: belle ma anche significative, e quindi inerenti al testo.

    Come indicizzare il blog su Google

    Per fare sì che il blog possa essere individuato dagli internauti, occorre che esso sia indicizzato su Google. Il motore di ricerca di solito attribuisce scarsa rilevanza ai siti nuovi, il che vuol dire che per un blog che è nato da poco è normale che ci voglia un po’ di tempo prima che esso possa essere indicizzato. Ciò non toglie, comunque, che sia possibile mettere in atto degli accorgimenti utili a rendere il processo dei motori di ricerca più rapido. L’indicizzazione favorisce la generazione di traffico: a quel punto, si può capire come guadagnare.

    Guadagnare attraverso un blog

    La scelta di un servizio di hosting di qualità è il primo passo che deve essere compiuto da chi vuole monetizzare il proprio blog. Le vie che possono essere percorse sono diverse: per esempio, il sito potrebbe essere sfruttato per promuovere la vendita di un prodotto, anche virtuale come nel caso di un e-book (ma si può trattare anche di oggetti fisici). Le affiliazioni costituiscono una soluzione alternativa per chi vuole guadagnare, così come non si può trascurare l’inserimento di pubblicità sul sito, come avviene usando Google AdSense. Volendo, si può anche provare a inserire dei contenuti premium sul blog, e cioè contenuti a pagamento disponibili solo per coloro che versano un abbonamento mensile. In linea di massima, il metodo di guadagno più efficace, e cioè più redditizio, è rappresentato dalla vendita dei cosiddetti infoprodotti, vale a dire prodotti virtuali. Non è detto che la loro realizzazione richieda un impegno eccessivo: un documento in pdf può essere scritto nel giro di poche ore e venduto per una decina di euro, che moltiplicati per tutti gli acquirenti si trasformano in una bella cifra.

    Attenzione alla cookie law

    Per chi gestisce un blog, soprattutto dopo l’entrata in vigore del GDPR è indispensabile prestare attenzione alla cookie law e mettersi in regola in relazione alla normativa sulla privacy. Sul web si possono trovare numerosi servizi che, a un prezzo contenuto, offrono la possibilità di creare una cookie policy completa. Così, si è certi di non rischiare multe, e si garantisce ai visitatori un servizio rispettoso dei loro diritti e delle loro esigenze.

  • Come si spedisce un pacco tramite eBay?

    Per essere certi di spedire un pacco tramite eBay adottando la procedura corretta, è necessario prima di tutto provvedere al suo imballaggio. Il consiglio è quello di ricorrere a una scatola le cui dimensioni siano un po’ più grandi rispetto a quelle della merce che deve essere contenuta: la scatola, inoltre, andrà riempita con un materiale che permetta di attenuare gli eventuali urti. Le palline di polistirolo o i classici fogli di plastica a bolle sono una soluzione più che conveniente, ma in mancanza di altro ci si può accontentare anche dei fogli di giornale appallottolati o delle strisce di carta ottenute con un tritacarte.

    Come imballare

    Qualunque sia la soluzione che si adotta per l‘imballaggio, quello che conta è che la merce che si trova all’interno della scatola resti il più possibile ferma e non si possa muovere. A questo punto il pacco può essere chiuso, per esempio con del nastro di carta o con del nastro da imballaggio, che dovrà coprire sia l’apertura della scatola che tutte le altre chiusure, al fine di renderle il più possibile resistenti. Non bisogna dimenticare, inoltre, di applicare in senso trasversale uno strato di nastro adesivo doppio sulla scatola, sempre con l’obiettivo di irrobustirla.

    Infine, è il momento di applicare l’etichetta adesiva sulla quale dovranno essere scritti in modo facilmente comprensibile l’indirizzo e il nome del destinatario; è sempre meglio riportare anche l’indirizzo del mittente, che potrebbe tornare utile nel caso in cui si rendesse obbligatoria una eventuale restituzione. Se sulla scatola sono presenti dei codici a barre vecchi o delle altre etichette che non c’entrano niente, è opportuno togliere tutto per evitare complicazioni nella gestione spedizioni ebay. Infine, un altro accorgimento importante è quello che prevede di lasciare sulla scatola un lato libero, per far sì che il corriere abbia la possibilità di mettere la documentazione di trasporto necessaria.

    Come spedire un pacco attraverso le Poste

    Rivolgendosi a Poste Italiane, si può scegliere tra il sistema Paccocelere 1 e il sistema Paccocelere 3. Quest’ultimo offre l’opportunità di spedire pacchi in tutta Italia fino a un massimo di 30 chili di peso, e la consegna a domicilio viene garantita entro i tre giorni lavorativi seguenti rispetto al ritiro. Per i pacchi fino a 3 chili, il costo è di 9 euro e 90 centesimi, mentre per quelli compresi tra i 20 e i 30 chili la spesa è di 17 euro e 90 centesimi. L’alternativa, come si è detto, è rappresentata da Paccocelere 1, con cui i pacchi vengono spediti entro 48 ore dal momento del ritiro. In questo caso i prezzi sono un po’ più alti: per un pacco da meno di 3 chili, per esempio, il costo è di 11 euro e 90 centesimi.

    I servizi online

    Non ci sono solo le Poste, comunque, a garantire questo tipo di servizio: chi lo desidera può affidarsi anche a un servizio online, con il ritiro della merce da un corriere a domicilio. SpedireWeb è uno dei riferimenti da questo punto di vista, con prezzi per pacchi da non più di un chilo che partono da 6 euro e 98 centesimi. Con TruckPooling, invece, il prezzo di partenza è di 6 euro e 49 centesimi. In questo caso le spedizioni possono essere effettuate anche verso altri Paesi europei, da 16 euro e 90 centesimi in su; per i pagamenti, si è liberi di decidere se usare Paypal o la carta di credito.

    Evitare rischi

    Quando si è impegnati nella spedizione di un pacco eBay, quello che conta è evitare rischi e imprevisti: è per questo motivo che si deve prestare la massima attenzione agli imballaggi e alla scelta delle soluzioni a disposizione per il trasporto, sia in Italia che in Europa.

  • Come fare trading con eToro

    Prima di fare trading con eToro, è sempre preferibile acquisire un po’ di dimestichezza e fare pratica con l’aiuto di un account demo, vale a dire un conto di prova che permette di esercitarsi con soldi virtuali senza che si sia costretti a investire da subito del denaro reale. Per registrarsi alla piattaforma è necessario fornire i propri dati anagrafici: il form di iscrizione prevede l’inserimento di un indirizzo di posta elettronica, di nome e cognome, di un numero di telefono, di un nome utente e di una password. Dopo che i dati in questione sono stati inseriti, è indispensabile accettare l’informativa sulla privacy, i termini e le condizioni e l’avvertenza del rischio.

    Come gestire il conto demo

    Il conto demo è lo strumento di cui ci si può servire per imparare come investire su eToro senza che eventuali errori si possano trasformare in conseguenze pericolose o addirittura disastrose dal punto di vista economico. Una volta sbarcati sulla piattaforma del broker, si è liberi di scegliere tra il portafoglio virtuale e quello reale: il primo è, appunto, l’account demo, che offre l’opportunità di apprendere strategie inedite e di imparare tutte le tecniche più importanti senza correre rischi. Nel momento in cui si decide che è arrivato il momento di accantonare il demo e che ci si può mettere alla prova con il portafoglio reale, si è chiamati a completare il proprio profilo: affinché ciò sia possibile occorre verificare la propria identità. Niente paura, comunque, poiché si tratta di un passaggio che non richiede più di alcuni secondi e che presuppone la trasmissione di una copia di un documento di identità valido in formato pdf. A tutela della sicurezza degli utenti, e a dimostrazione dell’affidabilità di eToro, viene chiesto anche di spedire un documento per la verifica della residenza: a tale scopo è sufficiente una bolletta del gas o del telefono. Si può iniziare a tradare anche se non è stata verificata l’identità, ma fino a quando ciò non avviene i fondi presenti sul conto non possono essere prelevati, e in ogni caso non si può superare la soglia di 2mila euro per il portafoglio reale.

    Depositare il denaro

    Il deposito del denaro si basa su una procedura molto semplice: l’operazione è sicura e privata, ed è legittimo accantonare ogni dubbio in proposito, dal momento che le transazioni si basano sull’adozione della tecnologia SSL, acronimo di Secure Socket Layer, in virtù della quale i dati personali degli utenti sono sempre protetti. I metodi di pagamento che si possono utilizzare sono diversi e cambiano da un Paese all’altro. Si può optare, per esempio, per un bonifico bancario, i cui dettagli devono essere stampati e forniti in banca. Nel campo relativo ai dettagli di pagamento dovranno essere riferiti il numero di riferimento della transazione e il nome utente.

    Come usare Paypal

    Per versare soldi sul proprio conto si può usare anche Paypal o un altro strumento di e-wallet, come per esempio Neteller, Skrill o Webmoney. Una volta selezionato l’e-wallet che si desidera, si digita l’importo da depositare prima di essere reindirizzati verso la pagina del sito di riferimento. In alternativa si possono impiegare anche le carte di debito o le carte di credito.

    I limiti per i depositi

    Per coloro che hanno un conto non verificato, il limite di deposito è pari a 2.250 dollari. L’importo minimo, invece, è determinato dalle singole legislazioni nazionali: in alcuni casi può essere di 200 dollari, in altri addirittura di 10mila.

  • Cos’è e a cosa serve la conversation rate optimization

    COS’E’ LA CONVERSATION RATE OPTIMIZATION

    Molto spesso può succedere che un utente web che naviga su un sito per la ricerca di informazioni di vario genere rimanga insoddisfatto dopo aver visitato una determinata pagina web. Che fare, dunque? Per le aziende che possiedono un sito web, una visita insoddisfacente equivale nella maggioranza dei casi ad un cliente perso. La soluzione a questo problema si chiama CRO, acronimo di Conversion Rate Optimization. A che cosa ci riferiamo? Per rispondere a questa domanda, cominciamo col darne una definizione. La Conversion Rate Optimization è l’insieme delle strategie che vengono studiate dalle aziende con lo scopo di migliorare la user experience offerta ai visitatori del sito o di qualsiasi altro canale online. Il fine ultimo di queste strategie è quello di aumentare il numero di clienti per mezzo della crescita della lead-generation, ovvero della conversione del visitatore anonimo-conosciuto. La
    Conversion Rate Optimization, come possiamo dedurre da quanto detto nelle righe precedenti, può essere applicato non solamente a pagine web, ma anche ad email e social media, ed è spesso in relazione con il SEO (acronimo di Search Engine Optimization).

    Quali sono le principali metodologie usate dalle aziende per massimizzare la propria Conversion Rate Optimization? Scopriamole nel prossimo paragrafo!

    LE MIGLIORI STRATEGIE PER MIGLIORARE LA COVERSION RATE OPTIMIZATION

    Sono molti i metodi che le imprese usano per migliorare l’esperienza dei visitatori dei loro canali online. Nelle righe che seguono elencheremo i principali.

    1. La prima strategia utile a migliorare la Conversion Rate Optimization è studio delle heatmap, che si basa sull’analisi di ciò che i visitatori fanno all’interno del sito. Attraverso questa strategia è possibile vedere dove si muove il mouse dell’utente web e dove cadono i suoi click, e ciò consente di capire che cosa bisogna modificare per il CRO.

    2. La seconda metodologia che le imprese utilizzano per migliorare il CRO è la definizione del profilo delle buyer-persona, che porta al soddisfacimento delle esigenze di ciascun visitatore attraverso un sistema di marketing automation per la gestione di contenuti smart, ovvero di contenuti che si modifcano in base alle esigenze del visitatore del canale. Il risultato di questa strategia è la creazione di contenuti targhettizzati e di design specifici per ciascun profilo delle buyer-persona.

    3. L’ottimizzazione dei contenuti è il terzo modo per migliorare la user experience dei visitatori, e si articola in varie operazioni tra cui meritano particolare considerazione:

    – la proposta di temi volti a soddisfare le esigenze dei visitatori o dei potenziali acquirenti;

    – l’adattamento dello stile al contesto (sito web, social network, o blog);

    – lo sfruttamento delle potenzialità dei contenuti visuali;

    – l’offerta di contenuti educativi da scaricare;

    – infine, l’applicazione di A/B test per verificare quale tipo di testo o di formato piace di più ai visitatori.

    4. L’ultima strategia utilizzata dalle imprese per migliorare il CRO è l’ottimizzazione del design, che si articola in operazioni come lo studio dei layout, dei colori, delle spaziature, degli allineamenti o della posizione delle call-to-action. Molto spesso, infatti, per vedere crescere i numeri della propria lead generation o migliorare la user experience dei visitatori abituali può essere sufficiente riposizionare una call-to-action o modificarne il colore.

  • I vantaggi del sito web aziendale: perché investire nel web

    I vantaggi del sito web aziendale sono innumerevoli. Oggi possedere un sito web efficace e funzionale non è un punto di forza, ma una necessità!

    Chi lavora nell’ambito della realizzazione siti web a Lecce come a Milano ha potuto notare come il mercato si sia evoluto in modo sostanziale negli ultimi anni. L’attenzione riposta dagli imprenditori al canale digitale è aumentata significativamente, al punto che diversi mercati sono già giunti a un punto di saturazione. In un contesto così rappresentato, investire nello sviluppo di un sito web aziendale non rappresenta più una risorsa bensì una vera e propria necessità. Ecco perché anche tu dovresti investire nella realizzazione di un sito web aziendale.

    Un negozio sempre aperto

    Che sia un e-commerce o un sito vetrina, il sito web aziendale è sempre aperto, reperibile, consultabile da clienti e potenziali tali. Non ci sono domeniche né festivi né turni di chiusura e, in ogni momento, gli utenti possono scoprire i tuoi servizi, sfogliare cataloghi, contattarti per richieste di informazione.

    Un bacino d’utenza illimitato

    Se il tuo esercizio commerciale si trova a Roma, i tuoi clienti saranno gente del posto, passanti e turisti. Ma se la tua attività è presente online, i tuoi acquirenti sono in tutto il mondo o, comunque, ovunque la tua strategia di web marketing ti consenta di arrivare.

    Comunicazione di brand

    Il sito web non è solo uno strumento di vendita diretta ma anche un mezzo attraverso cui aumentare la visibilità e farsi conoscere dal pubblico della rete. Un sito web ben strutturato, responsive, efficace dal punto di vista comunicativo ti consente di potenziare la tua strategia di pubblicità e comunicazione, aumentando l’appeal del marchio e la desiderabilità dei tuoi prodotti.

    Informazioni chiare e ordinate

    Il bello di un sito web è (anche) che ogni fruitore può consultarlo con i tempi e nelle modalità che preferisce, senza l’ansia del commesso che lo pressa per concludere la vendita o della signora che attende il suo turno in fila. Le informazioni inserite nel sito, poi, possono essere disciplinate con metodo, rendendo ogni nozione e dato chiaro e comprensibile. Un cliente ben informato è un cliente ben predisposto all’acquisto.

    Strategie di web marketing

    Un vecchio adagio tanto caro agli imprenditori recita che “un cliente non è fatto per una volta sola”; ovvero, occorre saper fidelizzare i propri compratori, attraverso prodotti di qualità e assistenza efficiente. il sito web amplifica in modo esponenziale tale approccio e permette di disporre di un set di strumenti ben più performante di qualunque soluzione posta in essere nel mercato fisico. Il sito web immagazzina dati, informazioni sui clienti, preferenze, elementi sulla base dei quali costruire offerte specifiche e dirette, restando sempre accanto ai propri clienti per proporre un servizio sempre più completo e totalizzante.

  • Il consumo come marcatore d’identità, il brand come simbolo

    Il consumo, oggi, è una parte fondamentale nella definizione della personalità di ogni individuo e ciò che usiamo per definirci nella società.

    Negli ultimi due secoli abbiamo assistito alla nascita della società di massa e, quindi, alla sua graduale evoluzione in quella che il sociologo Zygmunt Bauman definì “società liquida”. Oggi, in effetti, diventa complicato parlare di società di massa intesa come agglomerato indistinto di individui privi di identità propria e di un gusto personale. La società di massa si è lentamente sgretolata in nicchie, segmenti, target differenti.

    La differenziazione del pubblico ha richiesto la creazione di status symbol attraverso cui gli appartenenti a un determinato cluster potesse distinguersi, identificarsi, riconoscersi. Simboli che, per forza di cose, sono stati incanalati verso una nuova idea di consumo in cui sono i grandi brand a fornire al pubblico gli elementi iconici attraverso cui raccontare se stessi. Il consumo è diventato un marcatore di identità, il modo più efficace per differenziarsi e omologarsi alla differenziazione.

    Lo storytelling aziendale

    Nella società odierna, ogni prodotto o servizio rappresenta più di quanto il suo valore d’uso riesca ad esprimere. Il prezzo, la funzionalità e la qualità sono solo alcuni dei parametri che il consumatore utilizza per compiere le proprie valutazioni; un altro fattore ha a che fare con l’aspetto simbolico ed evocativo: un brand non è solo un logo e un catalogo ma un generatore di significati, è rappresentazione di valori, tratto distintivo. Ogni marchio possiede un proprio storytelling, una macro-narrazione attraverso cui si racconta e si lascia percepire e sulla base del quali il pubblico valuta e seleziona.

    Lo storytelling di un’azienda nasce in parte dal reale contesto storico e sociale che lo genera e, in parte, da una profonda e attenta attività di agenzia ufficio stampa e comunicazione aziendale. Si consolida attraverso scelte stilistiche e di advertising, si percepisce nel linguaggio adottato nel corso delle relazioni che intessiamo, si configura su dinamiche comunicative complesse in cui nulla può essere lasciato al caso.

    Il brand, secondo una visione olistica, è più della sommatoria delle sue parti; è un racconto che si scrive attraverso i grafemi dei suoi prodotti e dei suoi atti comunicativi, siano essi spiccatamente pubblicitari (come uno spot o una locandina) o solo accennati in altre vesti (come l’evento aziendale). Ciò che conta, alla fine, è il messaggio che giunge all’esterno, la corrispondenza tra ciò che l’azienda vorrebbe essere e ciò che è agli occhi dei consumatori.

  • Come ottenere visibilità nei motori di ricerca – Intervista a Massimo Chioni, Seo Specialist

    Affrontiamo un tema caldo e centrale nelle strategie di comunicazione e visibilità, parliamo di SEO con Massimo Chioni, Seo Specialist di Optimamente (www.optimamente.net).

    Cosa significa per Massimo Chioni il termine “visibilità”?

    R. Parlare semplicemente di visibilità è alquanto generico. Ci sono vari step che rappresentano altrettante caratteristiche che un’azienda deve possedere prima dichiedersi come ottenere visibilità nei motori di ricerca. Prima tra tutte è il modo con cui si approccia al web, che si dovrebbe rispecchiare in un sito di indiscutibile qualità. Sia che si tratti diun professionista singolo, sia che si tratti di un marchio o del semplice progetto di un blog, il primo passo per curare l’identità sul web è scegliere il dominio giusto. L’immagine di un’azienda passa anche attraverso questo. Investire in un nome di dominio significa prima di tutto moltiplicare le possibilità di essere trovati facilmente dai clienti che già ci conoscono, infatti il nome di dominio dovrebbe coincidere con il nome dell’azienda o se si tratta di un professionista, col suo nome e cognome.  Meglio evitare estensioni strane e puntare sui classici .com, .it o .net, anche questo esprime professionalità, oltre al fatto che queste estensioni sono le preferite dai motori di ricerca.

    Ci sono degli accorgimenti “tecnici” che ritieni importanti per la Seo?

    R. Per avere successo sul web una azienda deve dimostrarsiaffidabile e professionale. Anche il sito trasmette questi valori, pertanto con un caricamento delle pagine molto lento trasmetterà una pessima immagine all’utente e anche i motori di ricerca non gradiranno proporre agli internauti “siti tartaruga”, quindi meglio affidarsi ad un hosting professionale, il che garantisce anche di non condividere il proprio indirizzo IP con siti di bassa lega (sex, hate, ecc…). Da Gennaio 2017 è importante anche dotare il sito di certificato SSL in quanto l’ultimo aggiornamento di Chrome segnala come NON SICURI i website  che non hanno una navigazione con protocollo HTTPS. Infine il codice html deve essere scritto da un webmaster professionista e ovviamente non deve contenere errori.

    Da dove si parte nell’ottimizzazione di un sito per la SEO?

    R. Con una chiara definizione degli obiettiviche il sito si pone a livello di comunicazione. Tali obiettivi si devono riflettere in una struttura semplice e canali di navigazione chiari. Sia l’utente che il motore di ricerca devono muoversi con facilità nel sito. Il sito deve rispondere con immediatezza e concretezza alle necessità dell’utente.

    Quale è il fattore più importante per ottenere visibilità con la SEO secondo Massimo Chioni?

    R. Come aumentare le visite di un sito web e quale è il fattore SEO più importante sono argomenti ricorrenti quando offro consulenza ai Clienti. Dalle Analisi (Seo Audit) dei siti delle aziende emergono sempre criticità diverse e inaspettate, quindi è difficile rispondere a questa domanda, nel senso che sono molti i fattori che influiscono sul ranking e forse essere competenti e NON COMMETTERE errori che comportino una penalizzazione è l’obiettivo primario di una buona SEO.
    Se proprio devo scegliere un fattore mi unisco al coro che ormai è diventato il tormentone di tutti i SEO: content is the king!

    Quali caratteristiche deve avere un “buon testo”?

    R. Poche, ma chiare sono le regole della scrittura dei testi in ottica SEO (e non solo). Prima regola: originalità. Mai copiare in tutto o in parte i testi da pubblicare nel sito. I contenuti devono essere prima di tutto originali e inediti per il web. Ma si deve trattare anche di testi corretti dal punto di vista sintattico, ben scritti e con una punteggiatura adeguata. Naturalmente i contenuti devono anche essere utili e realmente interessanti per gli utenti. Pertanto agli approfondimenti curati e completi, alle lunghe ed esaustive ricerche, ma assolutamente senza divagazioni fuori tema o strutture troppo complesse. Bisogna ricordarsi che il lettore medio su internet si annoia facilmente e legge solo ciò che è realmente interessante. A tale scopo bisognerebbe evitare perifrasi inutili, giri di parole privi di senso e frasi dal chiaro intento dilatatorio. Come anche da evitare sono i muri di testo. Meglio formattare i contenuti in modo da renderli più leggibili e scorrevoli.  Aggiungere paragrafi, sottotitoli, con bold e italic per le parti più importanti, serve sicuramente a movimentare un testo ed ad agevolarne la lettura, oltre ad aiutare il motore di ricerca a comprendere l’argomento del testo. Gli elenchi numerati e i modi per evidenziare tutti i punti chiave di un testo sono il miglior modo per invitare il lettore alla permanenza su un sito. I siti con un rapporto pagine/sessione elevato sono quelli che Google tende a premiare nei risultati di ricerca.

    Come si ottimizza un testo in chiave SEO?

    R. L’ottimizzazione di un testo in chiave SEO dovrebbe porsi l’obiettivo di convincere Google che la pagina in questione è la migliore risposta alle domande/necessità/curiosità degli utenti per una determinata ricerca. In quest’ottica dunque la prima cosa da fare, ancor prima di stendere il contenuto, èporsi un obiettivo principale di visibilità,ossia scegliere una chiave madre che sia il più possibile vicina alla parola che gli utenti potrebbero digitare per trovare quello che cercano. Identificare altre chiavi secondarie poi aiuterà ad ampliare lo spettro semantico della chiave madre. Si dovrebbe trattare di parole correlate alla prima che ne costituiscano un ampliamento. Per esempio una chiave madre per questa intervista potrebbe essere “Come ottenere visibilità nei motori di ricerca” e le chiavi secondarie sarebbero solo variazioni della prima. Come ad esempio  “Ottenere visibilità con la SEO“.

    Una volta individuate tutte le chiavi, basterà riproporle più volte nel corso del testo, senza forzature nè ripetizioni innaturali, ma in quantità  proporzionalmente adeguata alla lunghezza del testo, senza forzature e magari utilizzando anche sinonimi. La qualità è sempre il criterio sovrano dei testi SEO professionali. Tuttavia è fondamentale esprimere subito nel titolo gli obiettivi di visibilità, trovando la miglior forma per farlo.

    E’ utile aggiungere delle immagini al testo?

    Si. Purchè si tratti in primo luogo di immaginipertinenti al contenuto, sufficientemente accattivanti, con un’opportuna didascalia. Naturalmente è meglio che leimmagini siano inedite e che abbiano delle dimensioni ottimizzate. E’ sempre bene mantenere la giusta proporzione tra qualità e compressione.  Dal punto di vista SEO l’alternative description e il nome file delle foto rappresentano delle opportunità per “sussurrare” a Google l’argomento per il quale è stato scritto il contenuto a corredo delle immagini.

    I  Metatag sono ancora importanti per la SEO?

    R. Certo! Nel tempo hanno assunto sempre meno importanza ai fini seo, tuttavia sono metadati che tecnicamente sono indirizzati proprio al motore di ricerca e contengono tutte le informazioni utili a riassumere il contenuto della pagina. Ne consegue che anche imetatag influenzano i volumi di ricerca derivanti dai motori di ricerca verso il sito web: il motore di ricerca infatti mostra (quasi sempre) i title e description, che abbiamo impostato, all’interno risultati di ricerca e li rende entrambi visibili agli utenti. Se dunque title e description, sono strutturati in modo efficiente, anche queste possono servire a convincere i potenziali clienti di aver trovato la pagina web più pertinente con la loro ricerca.

    E come si ottimizzano i Metatag?

    R. Semplice! il trucco sta sempre nel rifarsi agli obiettivi di visibilità. Title e description devono contenerli, se non nelle parole nelle intenzioni (concetto, sinonimi). Attenzione però, meglio impostare un Title diverso dall’H1, entro i 60 caratteri, il più possibile incisivo e chiaro.La description invece deve contenere un riassunto del contenuto della pagina e mantenersi entro i 160 caratteri.

    Può servire linkare altri siti?

    R. Non in modo così netto. Glioutbound link sono solo utili all’utente. Danno credibilità ai siti da cui sono rimandati e ne aumentano la completezza di informazione. Ma è sempre meglio non esagerare. Troppi link in uscita confondono le idee del lettore e disperdono la sua attenzione. Unico accorgimento SEO:mai linkare siti spazzatura di scarsa qualità ed evitare i link su parole chiave, meglio utilizzare link naturali, come ad esempio attivare il link su un url o su frasi tipo:”clicca qui per entrare nel sito”.

    Ai fini SEO sono più utili gli internal links verso pagine strategiche o di approfondimento, che servono realmente a migliorare la navigazione dell’utente e che possono essere inseriti  in modo naturale all’interno del testo.

    E’ importante essere linkati da altri siti web?

    R. Come ottenere visibilità nei motori di ricerca? Con l’autorevolezza!
    Google privilegia tutti i siti cosiddetti autorevoli. 
    Quindi essere linkati da siti autorevoli fa la differenza. Quando determinati siti sufficientemente autorevoli linkano un altro sito, anche quel sito diventa autorevole.
    Dovrebbe accadere che proprio l’alta qualità di un sitogeneri link spontanei, ma in alcuni settori non sempre accade.
    E’ importantissimo ricevere link do follow da siti con argomenti pertinenti che pubblichino anche contenuti di qualità. Tentare invece di scambiare link  reciproci o creare pagine di siti amici è perfettamente inutile.
    L’attività di link building presenta molte criticità e può comportare penalizzazioni, per questo motivo consiglio sempre di demandarla ad un professionista Seo.

  • Trovare lavoro: meglio Facebook o LinkedIn?

    Trovare lavoro con LinkedIn è un’esperienza a cui si sono abituati molti italiani: ma sarà così anche in futuro? Il dubbio è lecito soprattutto se si pensa alla recente introduzione di Facebook Jobs, una nuova opportunità messa a disposizione dal social network di Menlo Park destinata a mettere in contatto i datori di lavoro e le aziende che cercano nuove professionalità con coloro che potrebbero candidarsi ai posti vacanti. Il nuovo servizio proposto dal colosso creato da Mark Zuckerberg è ideato per fare in modo che su Facebook si possano incontrare le persone in cerca di un lavoro e le società, in modo che – in caso di reciproco interesse – le parti possano avviare un’interazione tramite Messenger.

    Sembra sempre più evidente l’intenzione del social statunitense di espandersi sempre di più e di trasfomarsi in una specie di Rete all’interno della Rete, ampliando la gamma di servizi concessi agli utenti. L’alter ego di LinkedIn, che poco tempo fa è stato comprato da Microsoft con un investimento di più di 26 miliardi di dollari, è proprio Facebook Jobs: al momento è disponibile unicamente negli Stati Uniti e in Canada, ma è facile immaginare che in caso di successo anche noi, al di qua dell’Oceano Atlantico, tra poco avremo l’opportunità di usufruirne. Così, dopo Workplace, nato per favorire il brainstorming degli staff professionali, ecco un altro strumento che potrebbe rendere più semplici le carriere.

    In pratica, le aziende che useranno Facebook Jobs avranno la possibilità di pubblicare degli annunci di lavoro nelle proprie pagine ufficiali, riempiendo pochi campi e con un investimento di tempo davvero minimo. Qual è la novità? Molto semplicemente, che non sarà più necessaria l’intermediazione svolta dalle compagnie di recruiting. In pratica, i post dedicati alle posizioni aperte compariranno, dopo che saranno stati pubblicati, nel NewsFeed degli utenti che seguono le aziende in questione. Non solo: i post potranno essere consultati, sia che si stia usando uno smartphone sia che si stia usando la piattaforma Desktop, nel nuovo tab Facebook Careers.

    Per le aziende, comunque, le opzioni non finiscono qui: le società che pagheranno un abbonamento o una quota a Facebook, infatti, potranno godere di una visibilità più elevata, in modo tale che i loro post relativi alla ricerca di figure professionali possano essere visti da un maggior numero di persone. Ecco, dunque, come Facebook Jobs può insidiare il successo di LinkedIn nel mondo dei social network: anche se – va detto – le due realtà sembrano compatibili fra loro. Se il social di Menlo Park pare porre al centro dell’attenzione le aziende, quello della galassia Microsoft si concentra, in modo particolare, sugli utenti e sui professionisti che hanno il desiderio o la necessità di mettersi in mostra e di farsi conoscere.

    Scopri come trovare lavoro a Senigallia (in provincia di Ancona): presso il centro direzionale La Cesanella è in programma un ciclo di incontri sul tema “Web & Social Business”: in particolare, mercoledì 1° marzo dalle 20.30 si svolgerà un evento intitolato “Come trovare lavoro tramite LinkedIn e i social network”, in compagnia dello specialista di social media recruiting Osvaldo Danzi e della psicologa Anna Fata.
    Gli incontri sono organizzati da ArmoniaBenessere.it e MyWebIdentity.it

  • Offerte di viaggi con Voyage Privé: vacanze a St Moritz

     St. Moritz è considerata il gioiello delle Alpi Svizzere per la sua posizione privilegiata. Scoprite come partire con Voyage Privé!

    A St. Moritz con Voyage Privé: i sogni diventano realtà!

    Una vacanza a St. Moritz rappresenta nell’immaginario comune paesaggi mozzafiato e raffinata eleganza.

    St. Moritz è considerata il gioiello delle Alpi Svizzere per la sua posizione privilegiata, in media in un anno gode di 322 giornate di sole, per la bellezza del suo territorio e per l’atmosfera esclusiva che si respira ovunque.

    Una vacanza a St. Moritz rientra, quindi, a pieno titolo tra le esperienze da fare una volta nella vita, l’unico ostacolo?

    I costi non certo abbordabili, ma con la dritta giusta unita a una buona dose di fortuna, io e il mio fidanzato siamo riusciti a trovare la nostra vacanza dei sogni a un piccolo prezzo!

    Tra lusso e raffinatezza con sconti fino al 70%

    Svegliarsi in un comodissimo letto king size avvolti da lenzuola morbide e profumate e godere dello spettacolo del sole che sorge tra le cime innevate delle più belle montagne svizzere.

    Fare colazione in camera sorseggiando un buon cappuccio e degustando brioches calde con marmellata biologica, biscotti artigianali e frutta di stagione.

    Una passeggiata tra scenari da favola fino al laghetto ghiacciato e tappa per il pranzo in uno dei tanti bar che lo circondano dove è possibile degustare specialità gastronomiche del luogo.

    Trascorrere il pomeriggio tra vasche idromassaggio, getti d’acqua calda e salottini relax per coccolarsi e ricaricarsi prima di un tour nella famosa Via Serlas, paradiso dello shopping glamourdove sognare tra le vetrine sfavillanti a più alta quota d’Europa.

    La sera raffinata cena in un’atmosfera esclusiva ma rilassata per godersi il piacere della lentezza e del tempo per se stessi.

    Il nostro sogno è diventato realtà grazie alla dritta giusta arrivata come spesso accade dal passaparola di un’amica appassionata di viaggi, una vera e propria globe-trotter con le valigie sempre pronte e… il portafoglio illimitato, o almeno lo credevo io.

    Sara, l’amica in questione, mi ha consigliato di registrarmi su Voyage Privé, un sito internet che propone soggiorni in strutture di media e alta fascia in Italia e all’estero con sconti fino al 70%.

    Questo, e non il portafoglio illimitato, è il suo segreto per concedersi durante l’anno diversevacanze esclusive senza spendere una fortuna.

    Come funziona Voyage Privé?

    Una volta registrata, ho iniziato a navigare tra offerte d’incredibili soggiorni nei più bei resort in Italia, in Europa o nel resto del mondo.

    Voyage Privé propone in vetrina tutte le più recenti offerte o, se si è in cerca d’ ulteriore ispirazione, è possibile visitare le varie sezioni tematiche come:

    • country&wellness
    • sole&mare
    • città
    • gastronomia
    • vacanze con bambini
    • crociere

    Le offerte di viaggio di Voyage Privé hanno una durata limitata nel tempo, in genere, una settimana.

    Le schede descrittive sono dettagliate e complete di tutte le informazioni utili per prenotare una vacanza a misura di sogno!

    Visto alcune spiacevoli esperienze passate, un’altra positiva scoperta è stato visualizzare prezzi veramente trasparenti, con indicati in maniera chiara eventuali servizi inclusi o esclusi.

    Notifiche e app per trovare la vacanza ideale

    Navigando sul sito, non abbiamo trovato disponibile nessuna vacanza a Saint Moritz, ma non ci siamo persi d’animo.

    Abbiamo deciso d’usufruire del servizio gratuito di notifiche per cui è possibile scegliere destinazione, data o città di partenza per essere avvisati di ogni nuova offerta che risponde ai criteri selezionati.

    Tempo pochi giorni, un’offerta scontatissima per St. Moritz era disponibile: l’abbiamo prenotata immediatamente!

    Per non perdere nessuna occasione, è possibile scaricare gratuitamente la appdi Voyage Privé e restare costantemente aggiornati su tutte le nuove offerte.

    Questa app presenta un’interfaccia semplice e immediata e un sistema di pagamento sicuro per prenotare in tutta tranquillità.

    L’assistenza e l’affidabilità di un’agenzia viaggio tradizionale

    Voyage Privé è un’agenzia di viaggio titolare di Licenza Viaggi e Turismo e Licenza IATA e il team d’assistenza clienti è costituito da professionisti del settore in grado di fornire consigli, alcuni sono delle vere e proprie chicche da habitué a St. Moritz, e rispondere a tutti i nostri dubbi.

    Se il viaggio inizia dal momento della prenotazione, noi ci siamo sentiti subito coccolati e sicuri di poter contare per ogni aspetto della nostra vacanza su consulenti affidabili e capaci.

     

    sito ufficiale voyage privé
  • Scrivere contenuti per il web con un altro approccio

    I contenuti rivestono un ruolo chiave nelle strategie di posizionamento sui motori di ricerca. Scrivere per il web, però, significa adattarsi a un modo di fare comunicazione che è tipico delle impalcature del web, con le proprie logiche di funzionamento e operatività. Di manuali e guide su come scrivere per la SEO, sulla scelte delle parole chiave, delle correlate e sull’attenzione da porre al fenomeno del keyword stuffing ce ne sono tantissime. Qui, invece, si vuole intavolare un discorso un po’ differente, mirato a proporre un approccio diverso. In realtà, non si tratta neanche di una novità, ma di qualcosa su cui vale la pena soffermarsi, come già in tanti hanno fatto e come in pochi ancora dimostrano di essere disposti a credere.

    Scrivere per se stessi

    Non bisogna scrivere per Google ma per gli utenti. Anche questa è una frase ricorrente in tutti quei circoli che spiegano come si fanno le cose fatte bene. Ciò che spesso dimentichiamo, però,è il significato stesso della parola utente’. Utente, questo essere astratto di cui tutti sentono parlare ma che nessuno è mai riuscito a documentare prove certe. Basterebbe tenere a mente una cosa semplicissima: siamo tutti utenti. Ognuno di noi utilizza, chi quotidianamente chi settimanalmente, la rete. Tutti noi sappiamo come un sito ci piace e come no,cosa ci aspettiamo di trovare all’interno di una pagina web, cosa apprezziamo e cosa ci spinge a cambiare sito. Si tratta solo di tenerlo a mente in fase di scrittura.

    Parole semplice e formattazione pulita

    Quando compiamo una ricerca, ciò che desideriamo è trovare risposte esaustive e chiare ai nostri quesiti. Non servono effetti particolari, non occorre un carattere dall’estetica dirompente (e magari scomodo alla lettura), servono informazioni attendibili, ben scritte, lineari e inserite all’interno di una formattazione pulita. Paragrafi, sottotitoli, un menu a inizio pagina se l’argomento è particolarmente stratificato sono gli ingredienti vincenti. Non servono ghirigori stilistici, è inutile perdere tempo con costrutti danteschi, occorre badare al sodo e soddisfare davvero il lettore.

    Usabilità, per favore

    E poi ci sono quei contenuti che sarebbero anche quelli che stavamo cercando, ma che sono resi inaccessibili, vuoi perché inseriti in siti pachidermici che caricano con lentezza, vuoi perché il testo continua a essere coperto da banner pubblicitari. L’utente deve essere protetto e coccolato; certo, la pubblicità è una fonte imprescindibile di sussistenza per gran parte dei siti web che si auto-finanziano, ma c’è modo e modo di inserire un display spot. Lo sai, capita anche a te di abbandonare un sito perché esasperato dai popout, vero?

  • Corsa allo shopping online: allarme per le app truffa

    La notizia arriva direttamente dai quotidiani americani New York Times e dal New York Post: è allarme per numerose applicazioni di acquisto di capi d’abbigliamento “fake”. Che cosa vuol dire nello specifico? Da qualche tempo sull’App Store sono tantissime le applicazioni che ogni giorno promettono lo shopping migliore con qualsiasi genere di vantaggio e sconto associato. Spacciate per app ufficiali dei grandi marchi, moltissimi ingenui acquirenti sono stati vittime di vere e proprie truffe. Alcune applicazioni sono semplici mezzi per diffondere pubblicità, altre, invece, come in precedenza accennato, sono applicazioni deputate a rubare il denaro.

    Le applicazioni false sono realizzate davvero benissimo, sono simili in molte cose alle app di numerosi marchi d’abbigliamento o catene di negozi. Tuttavia, queste nascono e sono in seguito sviluppate con un solo obiettivo: rubare agli utenti il numero della propria carta di credito oppure sottrarre altre informazioni personali sensibili.

    Alcune di queste applicazioni, inoltre, sono ancora più subdole. Queste, infatti, contengono un virus chiamato ransomware il quale ha lo scopo di bloccare immediatamente il dispositivo sul quale l’app è installata. Come sbloccarlo? Per fare ciò l’utente è costretto a pagare un vero e proprio riscatto.

    A seguito delle numerose segnalazioni, l’azienda Apple ha avviato un processo di rimozione di tutte le app che avevano queste caratteristiche ingannevoli, ma bloccarle definitivamente è davvero un compito molto arduo per i tecnici del settore. Il punto è che, pur bloccando le app “fake”, ogni giorno ne sviluppano delle nuove.

    Come fare a riconoscere queste app? Dopo averle scaricate, bisogna fare molta attenzione alle opzioni contenenti nel menu, queste spesso sono realizzate con moltissimi errori grammaticali, soprattutto se in lingua inglese. Prima di scaricare un’app, inoltre, abbiate cura di leggerne le recensioni degli utenti. Spesso, laddove queste non siano cancellate, le recensioni di altre persone che hanno scaricato l’app, costituiscono uno dei principali modi per non cadere in inganno.

    Se siete tra gli accaniti compratori, affidatevi solo a siti di abbigliamento online certificati e riconosciuti in tutto il mondo, non badate alle grafiche accattivanti così da non rimanere delusi dai vostri acquisti.

     

  • Trading binario: iniziare con il piede giusto grazie agli incentivi

    In un certo senso, dire opzioni binarie è come dire 24Option. La motivazione è che questo broker è cresciuto così tanto da rappresentare la prima scelta per migliaia di investitori. Come certamente saprai, i servizi di un intermediario ti saranno necessari per eseguire i tuoi investimenti e tutti i trader sono alla continua ricerca della società giusta alla quale affidarsi. Attraverso i 24Option bonus potrai iniziare a tradare in modo molto vantaggioso, usufruendo di un incentivo già dal primo deposito.

    24Option: in cosa consiste il bonus sul primo deposito e quali sono le condizioni di utilizzo?

    Per aprire il conto base, questo intermediario ti richiederà il versamento di un deposito minimo di 250 euro. Effettivamente, non si tratta di una cifra tra le più basse che potrai trovare, ma c’è da dire che fin da subito potrai raddoppiare il tuo capitale grazie agli incentivi offerti.

    24Option, infatti, offre a tutti i nuovi iscritti, periodicamente, un bonus del 100% del primo versamento. E’ importante, però, fare alcune precisazioni.

    In primo luogo, devi avere coscienza del fatto che non sei obbligato ad accettare le offerte proposte dal broker. In secondo luogo, devi entrare nell’ottica che un bonus viene concepito esclusivamente ad uso investimento. Ciò significa che non dovrai considerarlo come una somma in tuo possesso e prelevabile quando vuoi, ma soprattutto dovrai farne un uso intelligente se vuoi sfruttarla per avere successo. In termini tecnici, il tuo incentivo sarà prelevabile solo dopo che avrai raggiunto un volume di trading pari a quello indicato nelle condizioni. Sul tuo conto personale, alla voce “Saldo bonus sul conto” troverai indicata “la frazione del valore totale del conto che non è possibile prelevare prima di aver raggiunto il volume di trading minimo”.

    Tipi di bonus offerti da 24Option

    Questo broker, come tanti altri, propone incentivi fissi o periodici; te ne elenco i principali:

    1. Bonus tecnologico I (iPad): incentivo offerto ai clienti che aprono un conto tramite iPad, con un deposito di 20.000 euro; sarà prelevabile dopo i primi 50.000 euro di investimenti.
    2. Bonus tecnologico II (MacBook): incentivo offerto ai clienti che aprono un conto tramite MacBook, con un deposito di 30.000 euro; sarà prelevabile dopo i primi 100.000 euro di investimenti.
    3. Bonus da 24 euro per nuovi conti: chiunque apra un nuovo conto presso il broker avrà diritto ad un incentivo di 24 dollari, prelevabili solo dopo aver raggiunto un volume di trading pari al minimo indicato nei termini e nelle condizioni.
    4. Bonus cash: periodicamente il broker potrebbe offrire ai propri clienti delle somme di denaro concordate con il trader stesso, in base alla sua situazione finanziaria. Pertanto, si tratta di un bonus che può variare da conto a conto.

    Fonte: http://www.leopzionibinarie.it/broker-opzioni-binarie/24option/bonus-deposito/

  • Commercio elettronico: anche i dolci a portata di clic

    Il settore e-commerce segna una crescita costante e implacabile. Dal 2009 al 2015, oltre 9.000 imprese in più hanno scelto di affidarsi anche ad una piattaforma e-commerce per la gestione delle proprie vendite e le vendite tramite l’online rappresentano oggi oltre il 6% del PIL nazionale. Dati che a inizio secolo sembravano chimere irraggiungibili e che oggi, viceversa, proiettano il Paese verso un riassestamento delle proprie aziende, che hanno finalmente compreso le potenzialità dello strumento.

    Digitalizzazione imperante

    Perché si registrasse un’accelerata del comparto, c’è voluto un nuovo approccio da parte dei consumatori, che hanno lentamente modificato il proprio modo di guardare al commercio elettronico, abbandonato lo scetticismo della prima ora e si sono lasciati convincere dal nuovo corso. Così, l’e-commerce ha potuto aprire a settori merceologici che, fino a pochissimi anni fa, sembravano totalmente estranei a tali dinamiche. Oggi, non c’è nulla che non possa essere commercializzato tramite il web.

    Le strutture che pongono in essere tali servizi sono diventate più complete e si basano spesso su portali cui i negozi si associano per la distribuzione dei propri prodotti; è come possedere una vetrina virtuale che immagazzina ordini senza che il proprietario faccia nulla. Una soluzione in cui, alla fine, vincono tutti.

    Dolci online

    La categoria della distribuzione alimentare è stata quella più refrattaria al cambiamento, ma anche l’ultimo baluardo anti-digitale è venuto ufficialmente meno. Dapprima la necessità di veicolare alimenti difficili da reperire nei negozi tradizionali, ora un modo diverso di guardare al processo della distribuzione, così sono nati gli e-commerce del dolciario, dove ordinare torte a domicilio recapitate in poche ore a casa, selezionate dal pc o tramite smartphone, pagate con carta elettronica e senza la necessità di recarsi fisicamente nel laboratorio. Il funzionamento è piuttosto semplice: basta scegliere il dessert, indicare data e luogo di consegna e completare il pagamento; una soluzione per chi non ha tempo ma anche per quanti vivono lontani dai propri cari e desiderano omaggiarli con un dolce pensiero.