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  • Russia 2018: il mondiale delle sorprese

    Inghilterra, Svezia, Russia e Croazia. Nemmeno il più ottimista tra i tifosi di queste squadre avrebbe potuto immaginare che una di loro, giunti a questo punto del torneo, sarebbe arrivata sicuramente in finale. Strani scherzi di un tabellone che ha visto la prematura uscita di scena di tre tra le favorite iniziali (Germania, Spagna e Argentina), che potenzialmente avrebbero potuto battagliare tra di loro per raggiungere la tanto agognata finale. È stato un Mondiale che sin dalle prime battute ha mostrato molto equilibrio e gerarchie poco chiare: le big hanno stentato a decollare e il risultato più clamoroso si è palesato con l’eliminazione ai gironi dei campioni in carica della Germania. Anche l’Argentina ha fatto fatica a trovare la quadratura giusta dall’inizio e, dopo aver passato a fatica il proprio girone, è uscita agli ottavi per mano della Francia al termine di uno spettacolare e pirotecnico 4-3. Infine la Spagna, che dopo aver mostrato sprazzi di buon calcio e la solita organizzazione di gioco, si è inceppata agli ottavi contro la Russia cedendo ai rigori e regalando ad un intero paese la prosecuzione di un sogno. Quale sarà la squadra in grado di regalare ai propri tifosi la felicità di potersi fregiare del titolo di campioni del mondo?

    Preview quarti di finale: Croazia-Russia

    La Russia approda quindi ai quarti di finale di un campionato del mondo da paese ospitante, sospinta dal calore e dal tifo di un’intera nazione. La squadra del ct Cherchesov ha messo in luce fin qui un’ottima organizzazione tattica, unita ad una preparazione invadibile sul piano atletico. I russi non eccellono sul piano strettamente tecnico ma sono messi molto bene in campo e si affidano alle giocate dei talentuosi Smolov e Golovin, sorretti dai centimetri e dal fisico del centravanti  Dzyuba, vero totem della squadra.

    Di fronte si troveranno un avversario che invece fa della tecnica e dal talento individuale la propria arma migliore. D’altra parte non tutti possono permettersi un centrocampo di lusso con Rakitic e Modric, due tra i migliori interpreti del mondo nel proprio ruolo, oltre ad alternative di grande livello come Kovacic e Badelj. L’attacco è affidato allo juventino Mandzukic, supportato dall’interista Perisic e dal rapido Rebic. Il vero punto debole dei croati è nella difesa, dove Vida e Lovren appaiono lenti e piuttosto vulnerabili. La Croazia parte leggermente favorita, se non altro per il maggior tasso tecnico a propria disposizione, ma sarà vera battaglia tra due compagini che hanno un’occasione davvero unica per imporsi nell’èlite del calcio.

    Preview quarti di finale (parte 2): Inghilterra-Svezia

    La Svezia, carnefice dell’Italia nello spareggio dello scorso Novembre per approdare ai Mondiali, ha messo in luce una solidità di squadra davvero invidiabile sin qui. Pochi fronzoli, tanta corsa e una super organizzazione: così gli scandinavi sono giunti sino ai quarti, dove ad attenderli c’è l’Inghilterra. Privi dell’immenso talento di Ibrahimovic, gli svedesi si affidano all’estro di Berg e Forsberg per scardinare le difese avversarie. Ma è a centrocampo e in difesa che gli uomini del ct Andersson mostrano le loro migliori qualità.

    L’Inghilterra, da par suo, è una squadra ricca di giovani di bella prospettiva ma ancora un po’ acerbi per questi palcoscenici. Sospinti dall’implacabile fame di gol del bomber Harry Kane (capocannoniere del torneo sin qui con 6 reti) gli inglesi hanno più frecce al proprio arco rispetto agli avversari per aggiudicarsi la semifinale. Ma servirà una grande partita per non farsi irretire dall’organizzazione svedese: si prevede una gara poco spettacolare e incerta fino all’ultimo, nella quale gli episodi potranno fare le differenza.

  • Come scegliere le migliori scarpe MTB per le uscite in bici da corsa

    Per pedalare in maniera efficace in sella a una mtb non si può fare a meno di utilizzare delle calzature appropriate. Nello scegliere le scarpe mtb in offerta migliori per le proprie esigenze, conviene prestare attenzione in modo particolare alla tomaia e alla suola: quest’ultima in genere è realizzata in carbonio o in plastica (in entrambi i casi, un materiale resistente) ed è progettata per assicurare il massimo della flessibilità. Il suo fondo è caratterizzato da un profilo in gomma dotato di tacchetti, in modo tale che anche quando si è costretti a scendere dalla sella i tratti appiedati possano essere affrontati senza difficoltà. Per quel che riguarda la tomaia, invece, in genere è costituita da materiale sintetico o è in pelle, in base alla stagione e alla tipologia di calzatura. Sarebbe preferibile optare per un materiale traspirante e che nella parte interna non risulti troppo grezzo o comunque ruvido.

    Guida alla scelta

    Nella valutazione delle scarpe mtb che si possono trovare in commercio è importante verificare anche lo sgancio rapido della tacchetta in metallo, dalle dimensioni ridotte, incassata all’interno della suola. Quest’ultima, meglio se traspirante, è in materiale sintetico ed estraibile. Infine, non ci si può dimenticare del sistema di allacciamento e di chiusura, che può essere basato su leve micrometriche, su lacci a velcro o su laccetti.

    Lo scopo della suola rigida è quello di fare in modo che la forza che viene impressa da chi sta in bici si concentri sul fulcro del piede centrale che corrisponde più o meno all’altezza del metatarso. La tacchetta permette di essere ancorati anche in fase di trazione; la sua posizione varia da persona a persona, e nelle scarpe mtb è più arretrata rispetto alle scarpe per le bici da corsa. In pedalata permette di lavorare con tutte e due le gambe, fermo restando che per imparare a utilizzare e a sfruttare in modo efficace la gamba passiva c’è bisogno di un po’ di allenamento, perché occorre fare in modo che si abitui al lavoro la gamba che tira e non spinge.

    Gli elementi da considerare

    Per quanto concerne il sistema di chiusura, le sue caratteristiche non sono decisive né dal punto di vista della comodità né a livello di prestazioni; è ovvio, comunque, che quando una scarpa è allacciata in modo ottimale permette di contrastare la dispersione di forza. Sul mercato, allo stato attuale, è difficile imbattersi in scarpe con i laccetti, mentre si tende a preferire il sistema a velcro, che oltre a garantire una notevole comodità offre anche una certa versatilità. Insomma, a prescindere dal percorso che si deve affrontare, si può stringere o allentare la calzatura con facilità, per usufruire di un ancoraggio più saldo o per far respirare il piede. Nel caso in cui si opti per un sistema a leve micrometriche, si è in presenza di una chiusura a blocco automatico con una linguetta di plastica zigrinata: c’è da tener presente che allentare questo sistema mentre si è in sella si può rivelare molto complicato.

    La soletta dovrebbe essere estraibile, soprattutto per i ciclisti che soffrono di problemi di postura e, di conseguenza, hanno la necessità di fare affidamento su solette personalizzate. Naturalmente, a seconda delle caratteristiche della suola è bene prestare attenzione a quando si scende dalla bici e si cammina: insomma, le calzature in questione non sono pensate per il trekking ma per pedalare, e potrebbero dar problemi soprattutto a causa del depositarsi dei detriti e dell’accumularsi del fango.

  • Freddo e neve: niente di meglio per una bella escursione in bici

    Il periodo natalizio insieme alle feste porta la voglia di vacanze in montagna, voglia di assaporare il freddo invernale e gli sport sulla neve, se poi si ha la passione per le bici non c’è niente di meglio delle nuove fat bike elettriche che rendono le escursioni piacevoli e sicure anche su percorsi difficili quali possono essere i percorsi con neve, sabbia, ghiaia.

    Fat bike elettriche come sono queste bici?

    Quando parliamo di fat bike elettriche ci riferiamo a particolari bici che hanno come caratteristica quella di avere copertoni larghi. Questa loro peculiarità consente alle ruote di non affondare quando ci si trova in presenza di superfici difficoltose e cedevoli quali potrebbero essere come già affermato prima, la neve oppure la sabbia o la ghiaia. Su terreni del genere molto spesso le classiche mountain bike si devono fermare perchè sprofondando nel terreno morbido, risulta impossibile e veramente scoraggiante proseguire l’escursione. Altra caratteristica delle fat bike elettriche è quella di essere dotate di motore elettrico posto centralmente fra i pedali. La caratteristica che i motori delle fat bike devono avere è quella di avere una potenza nominale continua massima di 250 W e che il motore si attivi solo quando i pedali
    girano perchè se dovesse avere caratteristiche diverse da queste dovrebbe essere considerata un ciclomotore. Molto utili alle fat bike sono il display comando, posto sul manubrio che sia ben visibile con qualsiasi condizione di luce e con i comandi facilmente gestibili anche senza dover staccare la mano dal manubrio. Queste due opzioni permetteranno di controllare la fat bike con tutta facilità. Altra caratteristica molto utile per le fat bike è il sensore di pedalata. Questo renderà la bici facile da gestire su ogni tipo di percorso.

    Cosa rende così speciali le fat bike?

    Ultima considerazione necessaria sulle fat bike è che esse rappresentano una evoluzione delle tradizionali mountain bike e, grazie ai copertoni larghi, hanno un’aderenza maggiore sul terreno. La bassa pressione dei pneumatici (che potrà variare tra i 0,5 a 1,0 bar) invece permette alla stessa di “galleggiare” sulle superfici morbidi oppure particolarmente sconnesse come neve, fango, sabbia , ghiaia, traversine dei binari, greti dei fiumi. Dopo aver visto sommariamente le caratteristiche principali delle fat bike, possiamo affermare in tutta onestà che esse sono facili da usare anche dal principiante più inesperto da una parte, mentre dall’altra parte risultano necessarie per coloro che sono ciclisti esperti alla ricerca di avventure estreme.

  • Patenti nautiche alla mano per partecipare alla Vela Cup 2017

    I corsi per ottenere le patenti nautiche a Milano

    La guida su strada è accattivante ed energica ma quella nei mari e nelle acque in generale ha tutto un altro sapore, ma per gli aspiranti armatori lombardi, prima di poter solcare le onde con la propria imbarcazione, si rende indispensabile il conseguimento delle patenti nautiche a Milano. Nella città della Madonnina è possibile ottenere questo tipo di licenze attraverso dei corsi preparatori con cui si apprendono la teoria, la pratica e la normativa della navigazione secondo il tipo di acque e le caratteristiche dell’imbarcazione. Al termine della formazione, tutti gli allievi devono eseguire un esame di valutazione per dimostrare di aver raggiunto un alto livello di conoscenza e di sicurezza che permettano di navigare per mare.

    A chi rivolgersi per conseguire la patente nautica

    Tutti coloro che sono interessati a conseguire le patenti nautiche a Milano devono rivolgersi ad una pubblica autorità marittima che possa certificare il rilascio della licenza. L’area di riferimento in cui viene emessa la patente per i cittadini lombardi è la Direzione Marittima di Genova, tuttavia se si desidera ottenere quella limitata entro le 12 miglia è sufficiente la Motorizzazione Civile. A questo proposito, stanno aumentando le scuole per la navigazione nella zona dei laghi che possono rilasciare patenti nautiche purché rispettando la distanza prevista. Per le altre tipologie, invece, bisogna obbligatoriamente rivolgersi ad una Capitaneria di Porto oppure agli Uffici circondariali marittimi subordinati situati a La Spezia, Savona o Imperia. Ogni cittadino milanese può, in ogni caso, decidere di conseguire la patente al di fuori della
    Lombardia purché in possesso della documentazione opportuna.

    Quando sono necessarie le patenti nautiche

    Le patenti nautiche Milano sono necessarie quando ricorrono determinate caratteristiche, ovvero la navigazione oltre le 6 miglia dalla costa, la potenza superiore ai 40,8 cv del motore dell’imbarcazione e in caso di utilizzo di una moto d’acqua. Esistono, inoltre, tre tipologie di licenza: la patente A, per condurre il natante o la barca entro o oltre le 12 miglia, la patente B, per i possessori della abilitazione a vela senza limiti che vogliono condurre navi da diporto, e la patente C per i diversamente abili che desiderino navigare su imbarcazioni inferiori ai 24 metri di lunghezza.

    La Vela Cup 2017: un evento per i possessori della patente nautica

    Per i possessori delle patenti nautiche un’occasione imperdibile è certamente l’ultima tappa della Vela Cup 2017 che si terrà a Marina di Pisa il 16 settembre prossimo. Una giornata all’insegna della barca a vela per divertirsi insieme ai numerosi partecipanti che, divisi per classi metriche, solcheranno le onde degli splendidi mari italiani. Al termine dell’evento è prevista la premiazione dei vincitori e grandi festeggiamenti.

    Chi può partecipare a questa manifestazione

    Possono partecipare alla Vela Cup 2017 barche e multiscafi, aperti o cabinati, senza alcun vincolo riguarda all’età degli aderenti. Ciascun partecipante deve dichiarare al momento dell’iscrizione se gareggia nella classe crociera o regata, dopodiché verrà smistato dal Comitato organizzatore in base alla lunghezza del fuoritutto.

  • Patente nautica, navigare sicuri

    Il mondo della navigazione è qualcosa di magico per chi ama godere appieno del senso di libertà e purezza che solo il mare sa regalare. Centinaia di appassionati di vela e più in generale dell’arte marinaresca ogni giorno si lasciano rapire dall’emozione di solcare le onde su una barca.

    I corsi per il conseguimento della patente nautica danno la possibilità a tutti di intraprendere questo lavoro o semplicemente di valorizzare il proprio hobby. Fare un corso patente nautica è obbligatorio se siete interessati a condurre imbarcazioni a vela o a motore sopra i 40,8 CV, oppure andare oltre le 6 miglia dalla costa; per guidare una moto d’acqua o fare sci nautico. I numerosi corsi tenuti da docenti altamente qualificati vi faranno divertire e vi insegneranno ciò che è importante sapere sulla navigazione sicura. Non si finisce mai di imparare e il mare riserva sempre grandi sorprese, ma con uno studio accurato e un’attenzione particolare non sarà difficile superare l’esame ed avere la patente nautica.

    I corsi sono divisi in: corsi per la patente nautica entro le 12 miglia per imbarcazioni a motore o a vela, con un esame finale teorico e pratico. Questi corsi hanno una formula classica, full immersion, week end e personalizzati per dare possibilità anche a chi ha poco tempo di seguire le lezioni. Il corso per la patente nautica senza limiti è un corso complesso che permette di navigare praticamente in ogni mare, con l’abilitazione al comando e la possibilità di superare le famose 12 miglia dalla costa.

    La passione per il mare unisce istruttori e partecipanti che lavorano e crescono insieme in un clima allegro ed entusiasmante. Gli esami finali per il conseguimento della patente nautica si svolgono solitamente in una giornata o al massimo in due, con un esame teorico ed uno pratico, con successivo rilascio immediato della patente qualora l’esito fosse positivo. Se il candidato non dovesse superare una delle 2 prove può ripeterla una sola volta dopo almeno 30 giorni senza versare altri contributi. I quiz teorici saranno incentrati sul carteggio nautico, quiz base e quiz vela, in base al tipo di imbarcazione scelta. La prova pratica viene svolta su tipologie diverse di imbarcazioni, a motore o a vela e prevedono l’esecuzione di diverse manovre richieste dall’esaminatore.

    Per quanto riguarda la vela, tutti i principianti iniziano con un corso di base, di primo livello, per imparare a muovere i primi passi in questo mondo nuovo, su un’imbarcazione a vela. Gli argomenti sono quelli che riguardano le manovre base e quelle di sicurezza, la nomenclatura, le virate e la riduzione delle vele. Successivamente si passa a corsi di secondo livello per perfezionare la base e corsi avanzati di livello 3, in base alle esigenze di ognuno. I vari altri corsi riguardano ad esempio quelli specifici per le regate, con professionisti di alto livello, su Cabinati Racer. Corsi per la navigazione d’altura, della durata di 3 giorni, per una full immersion con navigazione diurna e notturna che affronta temi come la pianificazione della rotta in base al meteo, la preparazione della barca e le manovre d’emergenza e di sicurezza. Corso spi, che riguarda la navigazione con lo spinnaker, la nomenclatura, l’armame
    nto e la regolazione con questo tipo di vela. Corso match race, adatto a chi ama le sfide, col vento in poppa e la voglia di abbattere l’avversario per arrivare primi al traguardo. Professionisti del settore vi seguiranno in un combattimento sportivo davvero emozionante.

    La patente nautica aiuta a garantire la perfetta fuga dal quotidiano e a sentirvi liberi di comandare la vostra nave in piena sicurezza!

  • Perché è importante dotarsi del casco da motocross appropriato quando si pratica l’off road

    Nel panorama dei caschi moto è talvolta molto difficile orientarsi, dal momento che logicamente si tende a cercare qualcosa che possa servire a molteplici scopi, poiché magari la moto oltre a essere un mezzo per divertirsi è anche il nostro mezzo di trasporto primario.

    Se ad esempio si opta per l’acquisto di una naked o di una touring è ovvio che si sta pensando a una moto da utilizzare in tutte le occasioni, su ogni tipologia di strada e tendenzialmente con ogni condizione atmosferica. In questo caso la scelta dell’abbigliamento moto deve essere per forza di cose orientata alla versatilità, quindi ad esempio una giacca con imbottitura estraibile durante il periodo estivo e un bel casco integrale adatto a tutti gli usi, poiché offre una maggiore protezione agli agenti esterni e una migliore insonorizzazione.

    Se invece si vuole optare per l’acquisto di una enduro – e quindi una vera e propria moto da cross – si dovrà prendere in considerazione tutt’altra tipologia di abbigliamento: questo tipo di moto è infatti molto più orientato alla disciplina sportiva rispetto alle stradali, quindi è opportuno conoscere la funzione di ogni pezzo dell’abbigliamento in modo da poter scegliere con cognizione di causa.

    Riguardo al casco ad esempio il dibattito è molto ampio e aperto, dal momento che le esigenze di chi acquista questo tipo di casco sono diverse rispetto a quelle di chi gira solamente in strada: i caschi da motocross sono infatti dotati di una mentoniera molto più pronunciata dei caschi integrali e sono spesso sprovvisti di visiera in partenza. Il motivo della mentoniera pronunciata è duplice: in primo luogo, avere la mentoniera staccata rispetto al volto consente di avere una maggiore ventilazione e una maggiore visibilità, tutte cose che servono nei momenti concitati di un’escursione off road; in secondo luogo, la mentoniera sporgente ha la fondamentale funzione di assorbire un eventuale impatto nel modo più efficace, spaccandosi in seguito all’urto ed evitando che la mandibola si rompa per compressione.

    Per quanto riguarda la questione della visiera, invece, il casco da motocross ne è in partenza sprovvisto, dal momento che molti motociclisti che praticano cross utilizzano la mascherina; è anche possibile comunque aggiungere una visiera in un secondo momento che, oltre ad avere la funzione di riparare dal sole, è anche molto utile per proteggere il motociclista da rami e pietre che potrebbe incontrare durante il percorso.

    Il concetto fondamentale che deve passare quando si sceglie l’abbigliamento da motocross è che quest’ultimo ha la stessa funzione che hanno ad esempio le scarpe da calcio nel calcio: è un elemento con funzioni specifiche, che servono per migliorare la pratica sportiva; bisogna quindi sapere come usare correttamente casco, ginocchiere, gomitiere e quant’altro quando ci si accosta alla pratica del motocross.

  • Le tipologie di giocatori di poker hold’em: come individuarli e che strategia adottare

    Nel poker hold’em, come in tutti i giochi di carte, c’è bisogno di fortuna. Tuttavia è opportuno anche utilizzare le giuste strategie in base alle tipologie di giocatori che ti trovi davanti.

    giocatori di poker e strategie di gioco
  • Gambling: chi sono i maggiori player del mercato?

    Il gambling, ovvero il gioco d’azzardo, si svolge sempre più online, con operatori del settore che puntano tutto sui siti internet, attraendo giocatori con offerte dedicate. Si mette a disposizione un codice promozionale, come fa ad esempio Titanbet, proponendo giocate gratis oppure l’aggiunta di credito rispetto alla quota versata per assicurarsi la partecipazione ai diversi giochi. Sebbene il settore si sia affacciato a internet in ritardo rispetto agli altri ambiti economici, ora una grande percentuale di scommesse si svolgono via computer, stando comodamente seduti a casa. Le pagine web, però, sono state create anche per essere utilizzate su dispositivi mobili e ci sono le applicazioni a cui si può accedere con estrema facilità e con un’iscrizione in pochi passi. A dimostrare l’incremento dell’uso, dovuto all’immediatezza, ci sono i dati relativi alla spesa dei giocatori nel 2015. Gli appassionati e coloro che desiderano tentare la fortuna lo scorso anno hanno fatto registrare un fatturato di 821 milioni di euro, con una crescita del 13%. In questo contesto le migliori performance le hanno offerte i casinò games, con un incremento di entrate pari al 27%, seguite a poca distanza dalle scommesse sportive con il 25%. Va precisato, rispetto al secondo dato, che il 2015 non ha visto la realizzazione di eventi sportivi di particolare rilevanza. In un mercato con segni positivi, però, risulta esserci qualche decremento, come ad esempio il trend del poker online, in perdita del 18%, il bingo e le scommesse virtuale in decrescita del 7%. Lo Stato invece prosegue nel guadagno, raggiungendo il 23%, con un valore di 205 milioni di euro.

    Lo Stato non è l’unico player del gioco online e offline, ma una delle tante possibilità che i consumatori hanno per scommettere e provare a cambiare le proprie condizioni economiche con vincite importanti. Sono davvero tante le imprese, famose del gambling online, con giochi di vario genere e una sezione dedicata alle scommesse calcistiche e sportive in genere, soprattutto grazie agli accordi fatti con le squadre principali della serie A, a garanzia di un aumento delle possibilità per i frequentatori di siti e agenzie. La crisi ha lasciato spazio agli scommettitori, spinti a cercare chance di vincita ovunque per superare la mancanza di denaro.

    Il mondo dei player è molto variegato, sebbene siano accomunati dall’esigenza. In crescita è il numero di giovani e dei giovanissimi. Le nuove tecnologie hanno semplificato le procedure d’accesso e il 54% dei ragazzi compresi tra i 14 e i 18 anni ne ha approfittato almeno una volta, giocando sui siti dedicati e con le App dei vari operatori. Il 63% di loro è di sesso maschile e la maggioranza studia presso istituti tecnici. A fornire tali numeri è Nomisma, dopo aver condotto la ricerca Young Millennials Monitor, portando alla luce le abitudini di più di 3 milioni di studenti italiani delle scuole secondarie superiori. Il 35% di loro opera in maniera occasionale, mentre una volta al mese a giocare è il 19% dei ragazzi. Il 10% ha una frequenza decisamente elevata, con perdite importanti. Il 60% dei giovani non gioca una seconda volta, mentre il 4% insegue addirittura le perdite. Ciò costituisce un problema nel rapporto tra i giovani e l’azzardo, costituendo un rischio di patologie da dipendenza.

    Tra i 20 e i 35 anni di età si preferisce invece i social casino games, dove si interagisce, ovvero si svolgono partite tra persone diverse sedute allo stesso tavolo virtuale, ognuno dal proprio computer. Le persone tra i 45 e i 60 anni, e oltre, sono una fascia importante del gambling, ma prediligono il gioco offline, ovvero le agenzie di scommesse, in cui possono seguire lo sport e puntare denaro sui risultati delle squadre di calcio, sui cavalli e sui diversi eventi sportivi in Italia o all’estero. L’età non è l’unico parametro su cui si basano le ricerche del settore. Nel 2015 i giocatori attivi sono stati 665 mila, contro i 640 mila dell’anno precedente. Una percentuale superiore alla metà dei player si affida al gambling saltuariamente. Il 75% dei giocatori abituali affronta una spesa mensile di 50 euro. A fornire ulteriori ragguagli sul profilo del giocatore online è il Politecnico di Milano, che ha stilato le caratteristiche principali, conducendo un apposito studio. Ad usare il computer sono principalmente gli uomini di età compresa tra i 25 e i 44 anni, con residenza nell’Italia centro-meridionale. Negli ultimi due anni sono aumentate le donne che hanno fatto ricorso ai siti di gioco d’azzardo, ma in generale sono ancora poche coloro che si affacciano alle scommesse e ai game con premi in denaro.

    La legge ha contribuito a ridurre i concessionari del gioco online, passati da 121 del 2013 a 85 del 2015. Da un lato ci sono state acquisizioni e fusioni, dall’altro il mancato rispetto delle normative vigenti, con violazioni di vario genere, che hanno portato a provvedimenti severi da parte delle autorità competenti. A dividersi la maggior parte del mercato, comunque, sono 10 operatori, i principali. Su questi 6 sono attivi come player, ovvero operanti solamente sui canali digitali. Le applicazioni per telefoni mobili sono cresciute del 40% nel 2015 rispetto al 2014. Ciò è dovuto al miglioramento dell’offerta attuata dai brand più grandi. L’e-sport, originario di Corea e Usa, inoltre, ha dato un contributo a questa crescita. Si tratta di bookmaker internazionali che permettono di puntare su qualsiasi disciplina sportiva, unendo la passione per lo sport al desiderio di trasformare le vittorie sul campo in introiti economici.

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