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RATING NEGATIVO PER L’ITALIA: COME INVESTIRE SENZA PERICOLI

Walter Moladori

Normalmente i Titoli di Stato sono un’ottima opportunità per chi vuole investire i propri risparmi senza correre grandi rischi, dato che è estremamente raro che uno Stato fallisca, anche se è già successo che alcuni Stati siano andati in default, causato normalmente da una mancanza di liquidità nelle casse dello Stato, causata dal malgoverno (come nel caso del Venezuela, che si sta avvicinando pericolosamente al default) o dalla crisi di un intero sistema economico.

Il default di uno Stato non è dichiarato dallo Stato in questione, ma dal mercato obbligazionario, dato che il mercato non acquista obbligazioni di Stati che hanno poca liquidità in cassa, che porta di conseguenza ad avere rendimenti altissimi. La Grecia, nel periodo peggiore della crisi che l’ha coinvolta, ha avuto tassi di rendimento sulle obbligazioni pari al 25%, un valore decisamente alto e sintomatico della crisi interna che affliggeva il Paese.

Per quanto riguarda l’Italia, uno scenario simile è alquanto improbabile e ancora sufficientemente lontano da non destare preoccupazione, ma ci sono stati che si stanno avvicinando sempre più al default. L’esempio più eclatante è quello del Venezuela, la cui crisi economica è fuori controllo ormai da mesi, tanto che la creazione di una nuova moneta non ha sortito gli effetti sperati dal presidente Maduro. Il Venezuela ha un indicatore della crisi che sta passando anche nel rating fornito dalle Agenzie di Rating (SD per S&Poor’s, Caa3 per Moody’s, C secondo Fitch e CCC secondo Dagong), mentre l’Italia ha un rating decisamente più stabile (BBB, Baa2, BBB, BB+).

Abbiamo intervistato il consulente finanziario Walter Moladori per capire quali siano i mercati più promettenti su cui investire i nostri risparmi senza correre inutili pericoli.

“Innanzitutto – spiega Moladori – un indicatore di quanto il nostro paese sia ritenuto affidabile o meno dagli investitori è dato dallo spread (in italiano differenziale) fra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. I titoli di stato sono il mezzo con cui uno stato ottiene dei soldi in prestito, vendendoli una certa cifra, promettendo di rimborsarli entro una certa data a chi li ha comprati, e sono acquistati da fondi di investimento, banche, risparmiatori grandi e piccoli. Come ogni investimento finanziario, più è facile che i soldi tornino a chi ha effettuato l’investimento, meno l’investimento stesso fornisce interessi. Se aumenta l’incertezza, più è alto il tasso di interesse richiesto dagli investitori per comprare i titoli di stato”.

“Le agenzie di rating, che valutano periodicamente i vari paesi per confermare o modificare il rating, hanno più volte ricordato come per l’Italia un aumento del deficit e del debito sarebbero fattori molto negativi, tanto che se arrivasse una nuova ondata di declassamenti a causa dei piani di deficit del nuovo governo, l’Italia si ritroverebbe sulla soglia di uscita dal livello «investimento». Le banche sarebbero al limite di non poter più prendere prestiti dalla Bce offrendo titoli italiani in garanzia e lo spread esploderebbe”.

“A inizio mese Fitch ha confermato il rating BBB dell’Italia, ma con una revisione al ribasso dell’outlook, che passa da “stabile” a “negativo”. Il rapporto deficit/pil è stimato all’1,8% nel 2018, più alto di 0,2 punti rispetto alle stime del Governo, per effetto dei maggiori interessi sui titoli di Stato, spiega Fitch. Fra i problemi principali sollevati si trovano la natura nuova e non collaudata del governo, le considerevoli differenze politiche fra i partner della coalizione e le contraddizioni fra gli elevati costi dell’attuazione degli impegni presi nel ‘Contratto’ e l’obiettivo di ridurre il debito pubblico. Non è chiaro come queste tensioni politiche saranno risolte”.

“Visto il rating negativo per l’Italia, in molti si domandano come poter investire almeno parte dei loro risparmi senza rischi. Premettendo che nulla è esente da rischi, tra gli investimenti più sicuri ci sono i PIR (o Piani Individuali di Risparmio. Ma teniamo anche in considerzione le opportunità di investimento offerti dai Big Data”.

Tuttavia solo un colloquio con un consulente finanziario affidabile vi offrirà la possibilità di avere tutto sotto controllo, investimenti, finanziamenti, opportunità di investimento, ma anche analizzare nel dettaglio eventuali rischi o opportunità che altrimenti da soli non potremmo conoscere, pianificando bene il futuro per consentirci di affrontarlo con la giusta serenità.

Un professionista che non si sostituisce alle nostre decisioni, ma si affianca consigliando (non imponendo mai nulla) e in particolare nel caso del dott. Moladori, con una la solidità di una realtà come Allianz Bank.

Per porre domande al consulente finanziario Walter Moladori visita il sito waltermoladori.allianzbankfa.it o scrivi a walter.moladori@allianzbankfa.it

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