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Pulizie civili, uno sguardo alla normativa

In molte occasioni i servizi che hanno a oggetto le attività di pulizie civili vengono chiamati in causa nei bandi pubblici per le gare di appalto che riguardano la pulizia di edifici che appartengono a società partecipate, amministrazioni comunali ed enti pubblici in generale. Si tratta di servizi che vengono garantiti tramite il ricorso ad addetti professionalizzati, che si avvalgono di attrezzature a motore ad hoc, come per esempio aspiraliquidi e macchine aspirapolvere, che si aggiungono ai deragnatori, alle scope e alle altre attrezzature a mano. La fornitura di tali servizi presuppone anche l’impiego di prodotti concepiti per la disinfezione degli ambienti e per la loro sanificazione.

Il rispetto degli standard di qualità

Per le loro caratteristiche intrinseche, i servizi che riguardano la sanificazione e la pulizia degli ambienti presuppongono un livello molto elevato di attenzione per ciò che concerne gli standard di qualità, non solo da parte degli utenti che usufruiscono dei servizi stessi, ma anche da parte di chi li commissiona. Si tratta – come è facile intuire – di servizi che generano conseguenze ben visibili nel caso in cui essi non vengano eseguiti come necessario, così da provocare disagi e situazioni spiacevoli per l’utenza.

Le procedure di gara

La clausola sociale e il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso sono, in genere, due delle peculiarità più importanti delle procedure di gara relative ai servizi di pulizie civili, mentre tra i requisiti di partecipazione compare lo svolgimento di servizi dello stesso tipo. Si tratta di servizi a elevata intensità di manodopera, così definiti perché il costo della manodopera non è inferiore alla metà della somma complessiva indicata dal contratto. Il Codice impone che per questa tipologia di servizi il criterio dell’offerta più vantaggiosa dal punto di vista economico sia il solo da tenere in considerazione per l’aggiudicazione, in funzione del rapporto qualità prezzo migliore. Nonostante ciò quasi sempre le procedure di gara in questione vengono aggiudicate sulla base del criterio del prezzo più basso, a maggior ragione sotto soglia comunitaria.

Il D. Lgs. n. 50 del 2016

Il D. Lgs. n. 50 del 2016, al comma 4 dell’articolo 95, stabilisce che tali servizi hanno caratteristiche standardizzate o comunque si contraddistinguono per un alto livello di ripetitività: questo è il motivo per il quale possono essere aggiudicati con il criterio del prezzo più basso, e in tal modo vengono considerati dalle stazioni appaltanti. Per le procedure sotto soglia comunitaria in molteplici occasioni si aggiunge nella disciplina di gara l’automatica esclusione delle offerte che vanno oltre la soglia di anomalia, come previsto dal comma 8 dell’articolo 97 dello stesso decreto legislativo.

La clausola sociale e i requisiti di partecipazione

Un’impresa di pulizie civili a Torino o in altre città italiane interessata ad aggiudicarsi un appalto di questo tipo è tenuta ad assorbire il personale che veniva usato in precedenza sull’appalto. Il Codice dei contratti pubblici, infatti, all’articolo 50 in riferimento alla clausola sociale prescrive l’obbligo, per gli appalti che riguardano servizi a elevata intensità di manodopera, di inserimento da parte della stazione appaltante nella documentazione di gara di clausole sociali ad hoc che abbiano lo scopo di favorire la stabilità del personale che viene utilizzato.

Queste procedure di gara di solito vedono l’arrivo di una grande mole di offerte presentate, anche perché non si richiede l’elaborazione di un progetto tecnico. La migliore offerta non sempre è quella che ottiene l’aggiudicazione, la quale è garantita per la prima offerta che si dimostri non anomala.

Come detto, uno dei requisiti di partecipazione consiste nell’aver svolto servizi analoghi a quelli indicati nella gara nei tre anni precedenti rispetto alla pubblicazione del bando, per un valore non inferiore a quello rappresentato dalla base d’asta.

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