Legge sulla concorrenza, cosa cambia per chi ha una clinica dentale

La legge sulla concorrenza che è entrata in vigore il 29 agosto del 2017 ha delle ripercussioni anche per chi gestisce una clinica dentale. Approvata dal Parlamento italiano dopo più di due anni di dibattito e di discussioni, essa nasce con l’intento di tutelare la salute dei pazienti: le associazioni di categoria di questo ambiente, insieme con i sindacati, hanno tentato di intervenire sulla situazione precedente al fine di contrastare la diffusione delle catene, che in molti casi sono state accusate di puntare unicamente alla massimizzazione del profitto a dispetto del reale benessere del paziente. In seguito anche le società di capitali sono state coinvolte in misura più o meno significativa: accade, infatti, che gli odontoiatri di frequente decidano di approfittare delle srl, cioè le società a responsabilità limitata, per gestire la propria attività in modo più efficace.

Come si è giunti alla legge

Dopo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito il proprio parere a proposito del ricorso alle società di capitali per l’erogazione ai pazienti di prestazioni odontoiatriche, è maturato un importante dibattito di carattere giuridico che si è concretizzato, appunto, nella legge n. 124 del 2017, vale a dire la legge sulla concorrenza. Per chiunque possieda una clinica dentale, questa legge non può essere considerata rivoluzionaria, ma si limita a rappresentare un normale aggiustamento della precedente situazione.

Le novità

Tra tutte le novità previste, la più importante dal punto di vista delle società di capitali che agiscono in ambito odontoiatrico ha a che fare con la figura del direttore sanitario e la sua centralità. A partire dal 29 agosto dello scorso anno, ogni direttore sanitario che opera in una società che svolge attività odontoiatrica non può ricoprire la stessa mansione in altre strutture: ciò significa che non è possibile essere direttori sanitari di strutture differenti. Nel caso di una struttura sanitaria polispecialistica in cui le prestazioni odontoiatriche siano erogate in un contesto più ampio che comprende altri tipi di prestazioni sanitarie, è indispensabile individuare un direttore sanitario in possesso dei necessari requisiti professionali che sia responsabile per i servizi odontoiatrici. Nulla cambia se il direttore sanitario precedente già disponeva di tali requisiti, compresa l’iscrizione presso l’Albo degli odontoiatri.

Gli effetti della legge sulla concorrenza

Resta da capire, a questo punto, quali siano le conseguenze pratiche derivanti dalla legge sulla concorrenza per chi lavora all’interno di una clinica dentale. Prima di tutto, viene ribadito e messo in evidenza che solo i soggetti che sono iscritti all’Albo degli odontoiatri, e che dunque possiedono i necessari titoli abilitanti, possono esercitare l’attività odontoiatrica. Tale esercizio, comunque, è permesso anche nelle strutture il cui direttore sanitario sia registrato presso l’albo in questione, ma a condizione che a erogare i servizi odontoiatrici siano unicamente professionisti iscritti.

Chi volesse esercitare l’attività odontoiatrica oggi in Italia ha diverse opzioni a disposizione: un centro dentale in forma societaria, il cosiddetto studio associato e la classica partita Iva individuale. In quest’ultimo caso è permesso l’esercizio in forma indipendente e singola, come accade per chi ha uno studio mono-professionale. L’odontoiatra, dal punto di vista fiscale, è soggetto ad Irpef secondo un’aliquota che varia in base al reddito, essendo compresa tra il 23 e il 43%. Una quarta soluzione va individuata, appunto, nella società tra professionisti che è stata introdotta di recente. In questo caso, è indispensabile che non meno dei due terzi dei soci siano professionisti abilitati, e inoltre è richiesta la sottoscrizione di una polizza assicurativa atta a garantire la copertura dei rischi in relazione alla responsabilità civile per gli eventuali danni.

Appassionato di Salute & Benessere?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Salute & Benessere:

    Ancora nessun commento