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  • Ludopatia e giochi online: la situazione italiana

    La funzione di autolimitazione della spesa è uno dei meccanismi più utili nella lotta alla ludopatia. I giocatori che registrano un account presso una società di gambling digitale sono tenuti a dichiarare un limite massimo di spesa settimanale: se non comunicano questo tetto non possono iniziare a giocare o a scommettere. In seguito il valore in questione può essere cambiato, ma è necessario aspettare sette giorni affinché il nuovo limite possa essere convalidato. Lo scopo dell’autolimitazione è quello di fare in modo che gli utenti non spendano più di ciò che hanno in mente, neppure nel caso in cui si appassionino e si lascino prendere dalla “febbre del gioco”.

    Il gioco responsabile

    Tutti i portali che permettono di giocare con le slot machine, di prendere parte a tornei di poker o di scommettere sulle sfide sportive mettono a disposizione il gioco con premi in denaro unicamente a chi è titolare di un account. Esso rappresenta a tutti gli effetti un conto online, e ha anche lo scopo di favorire il controllo centralizzato delle operazioni che vengono svolte dai giocatori. Non solo: in questo modo è possibile anche prevenire eventuali episodi di riciclaggio. Naturalmente, il conto gioco ha anche un altro scopo, che è quello di dissuadere il gioco dei minori. Insomma, sono le stesse società di gambling che intendono favorire un approccio sano all’azzardo. Per riuscire ad attivare un conto gioco, e quindi iniziare a scommettere o a puntare, è necessario fornire la copia di un documento di identità valido. Se non viene inviato alcun documento, il gestore online può bloccare l’utenza e, di conseguenza, impedire l’accesso al gioco. Lo stesso accade quando le informazioni riportate sul documento sono differenti da quelle che sono state dichiarate al momento della registrazione.

    L’autoesclusione

    L’Acg e il Rua sono due realtà che contribuiscono a difendere e a tutelare i giocatori che possono essere definiti problematici: la prima è l’Anagrafe Centralizzata dei Conti Gioco, mentre il secondo è il Registro Unico delle Autoesclusioni. Ma di che cosa si parla quando ci si riferisce alle autoesclusioni? Molto semplicemente, coloro che ritengono di avere una relazione difficile con l’azzardo, per esempio perché non sono in grado di fermarsi quando sarebbe necessario, hanno la possibilità di precludersi l’accesso al gambling da soli e in modo automatico: ciò avviene chiedendo il blocco del conto di gioco. Tale blocco può essere, a seconda dei casi, permanente o momentaneo. I database del Rua e quello dell’Acg da qualche tempo sono stati integrati: questo vuol dire che la richiesta di autoesclusione relativa a un certo gestore in automatico si estende anche agli altri account eventualmente aperti dallo stesso giocatore presso altre società.

    Il ruolo della prevenzione

    Gli operatori che sono attivi su Internet, come si vede, prestano una notevole attenzione al benessere dei propri giocatori, mettendo a disposizione una grande varietà di strumenti di prevenzione: che si scelgano i giochi online di NetBet o di un altro casinò, è essenziale poter disporre di informazioni il più possibile complete e chiare, all’insegna della massima trasparenza. Tutto questo va nella direzione di una maggiore consapevolezza da parte dei giocatori, anche se è auspicabile che una strategia di azione simile venga estesa anche al gioco tradizionale, per esempio per mezzo di un piano di incentivi che stimoli gli esercenti a controllare non solo l’età dei propri clienti, ma anche i loro comportamenti.

    I dati italiani

    Lo scorso anno sono stati oltre 17 milioni gli italiani che hanno giocato d’azzardo almeno una volta, online o offline. Il dato è in evidente aumento rispetto ai numeri di sette anni fa, che evidenziavano come fossero appena 10 milioni i giocatori occasionali. La spesa media si aggira sui 10 euro mensili. Mentre il numero totale dei giocatori è in crescita, si riduce in misura consistente quello dei giovani: tra il 2010 e il 2017 si è registrato da questo punto di vista un calo di 400mila unità. Anche il numero di under 18 colpiti da dipendenza da gioco si è ridotto, ma il problema resta piuttosto diffuso nel Meridione.

    Gli effetti del Decreto Dignità

    Il divieto di promuovere il gioco d’azzardo che è stato sancito dal Decreto Dignità rappresenta un’arma a doppio taglio perché pone sullo stesso piano l’offerta degli operatori che agiscono al di fuori della legalità e quella dei gestori che, invece, rispettano le norme. Insomma, non è detto che si agevoli la lotta alla ludopatia, ma il rischio è quello di favorire solo l’illegalità diffusa.

  • Italiani popolo di giocatori, tutti i numeri del Libro Blu di Agenzia Dogane e Monopoli

    Anche il Libro Blu di ADM (Agenzia Dogane e Monopoli, ex AAMS) conferma quanto finora era stato detto da varie anticipazioni: nel 2017 gli italiani hanno speso oltre 100 miliardi di euro in gioco d’azzardo, ed è la prima volta che succede nella storia.

    Il Libro Blu rappresenta la grande raccolta di dati su dogane e monopoli, quindi anche sul settore del gioco d’azzardo, un testo che l’organo garante pubblica ogni anno aggiornato con le statistiche dell’anno solare precedente. Normalmente questo viene rilasciato già in primavera a commento dell’anno trascorso, quest’anno invece è arrivato quasi in tempo per la pubblicazione del 2018, eppure da questi dati si evincono alcuni dei trend che sta seguendo il gioco d’azzardo attualmente.

    Il record di spesa nel gioco d’azzardo

    Il primo, lo abbiamo già detto, è che in Italia continua ad aumentare la sua spesa in giochi e scommesse, rispetto all’anno precedente la crescita è stata del 6%, addirittura del +15,4% se messa a confronto con quella del 2015. In questo caso bisogna fare un distinguo tra le varie parti che compongono il dato. In pratica per “raccolta” si intende il totale giocato nell’arco dell’anno solare, nel caso del 2017 ben 101,8 miliardi di euro. Poi vanno sottratte le vincite, ovvero quanto è stato restituito ai giocatori più fortunati sotto forma di vincite, che stavolta ammontano a 82,9 miliardi. La spesa, in questo caso pari a 18,9 miliardi di euro, sono i soldi che sono usciti dalle tasche degli italiani che non saranno più recuperati, 10,3 miliardi tra questi sono stati versati allo stato come PREU ovvero il Prelievo erariale unico.

    Insomma nel 2017 gli italiani hanno bruciato l’equivalente di una legge finanziaria in gioco d’azzardo, più della metà della spesa è rientrata nelle casse dello Stato, lo stesso che ha cominciato la sua battaglia contro il settore del gioco e contro disturbi e dipendenze. Il governo 5 Stelle-Lega dice di averla giurata all’azzardo (così come alla mafia, alla corruzione, alla povertà) e in tal senso è arrivato la scorsa estate il decreto dignità, un provvedimento che agisce su svariati ambiti ma impone anche uno stop totale a pubblicità e sponsorizzazioni per il gioco d’azzardo.

    Il decreto dignità e i possibili effetti

    Volendo scendere nello specifico, l’articolo 9 del DL dignità, che disciplina l’industria del gioco, contempla le seguenti misure:

    • divieto di qualsiasi forma di pubblicità diretta o indiretta per giochi e scommesse
    • obbligo di tessera sanitaria (e di installazione del relativo lettore) per l’utilizzo delle slot, dal 1° gennaio 2020
    • utilizzo dell’espressione “disturbo da gioco d’azzardo” al posto di “ludopatia” e altri
    • aumento del prelievo erariale sugli apparecchi di gioco (slot e VLT)

    Le sanzioni in caso di violazione sono molto alte, pari al 20% del valore dei contratti in essere. Un regolamento che, una volta che sarà entrato totalmente in vigore, cancellerà il marketing dalle frecce che sono all’arco degli operatori del gioco d’azzardo. Che genere di conseguenze porterà questo provvedimento? L’aspettativa è quella di una futura riduzione dei volumi di gioco d’azzardo, come dire che togliendo la pubblicità si cercherà soprattutto di limitare la nascita di nuovi e giovani giocatori, visto che proprio i giovani sono uno dei gruppi anagrafici più interessati dal gioco. D’altro canto i tecnici dell’esecutivo di Palazzo Chigi ritengono che non vi sarà una riduzione sostanziale almeno fino ai prossimi 5 anni, una rassicurazione per chi credeva che così facendo andasse a diminuire anche il prelievo erariale dello Stato sul settore.

    La crescita esponenziale del gioco digitale

    Certi numeri stupiscono ma fino a un certo punto, l’industria del settore ha già fiutato da tempo l’interesse di un pubblico sempre più giovane, scegliendo così di dedicare sempre più giochi e funzionalità a questo range di età. Ce lo mostrano i numeri: nonostante, come vedremo, ¾ del mercato siano occupati dall’indotto del gioco analogico, la raccolta della sfera digitale aumenta in modo esponenziale. Nel 2017 tutto il gambling digitale valeva quasi 27 miliardi di euro facendo registrare una crescita del 26% rispetto all’anno prima e del 59% al 2015.

    Le aziende produttrici e quelle che distribuiscono i giochi spingono sempre di più sull’implementazione dei vecchi classici in versione digitale, l’offerta si è fatta giovane e smart tanto che basta guardare i siti delle principali realtà del settore per capire che un intero casinò, con slot e tutti i tavoli del caso, è disponibile anche sul proprio cellulare.

    I settori che meglio hanno reso in questa particolare fetta del mercato sono i giochi a base sportiva, 10 miliardi divisi quasi a metà tra digitale e analogico con una crescita annua del 30%, e i giochi di sorte a quota fissa che con 6 miliardi di euro in più hanno addirittura fatto registrare una crescita del 57%.

    Il 2018 segue la scia

    A breve quindi si potranno commentare i risultati del 2018, un anno che i primi rilevamenti davano in scia a questo 2017 e, salvo sorprese, che addirittura dovrebbe superare le soglie record stabilite. Sarà ancora prematuro valutare i primi effetti del decreto dignità e dello stop alla pubblicità. Molto più indicativo invece risulterà seguire il rapporto tra il gioco digitale e quello analogico per comprendere che incidenza sta avendo la diminuzione delle slot sui flussi di gioco e, al contrario, come si espanderà il gambling sulle ali di un’offerta sempre più vasta e trasversale.

  • Quando vendere l’oro usato per ottenere un buon guadagno?

    Il guadagno che si ottiene vendendo il proprio oro usato ai negozi specializzati (banco metalli e compro oro) varia a seconda delle quotazioni del metallo. Nella maggior parte dei casi le persone considerano soltanto il prezzo di acquisto proposto dall'attività commerciale senza valutare l'andamento complessivo del metallo giallo. Infatti per ottenere il massimo dal mercato dell’oro è necessario analizzare la crescita e la diminuzione delle quotazioni dell'oro, così da determinare quale sia il momento più adatto per la vendita.

    Cosa tenere a mente

    Molto spesso le previsioni sul prezzo dell’oro nel breve oppure nel medio termine risultano essere poco accurate o errate. Di conseguenza è preferibile non fare affidamento su queste elaborazioni, soprattutto se si vuole realizzare un investimento, perché si aumentano i rischi. Infatti bisogna tenere a mente che il valore dell'oro sale quando si verificano crisi finanziarie, economiche, monetarie o politiche, eventi che per loro stessa definizione sono quasi impossibili da prevedere. Un altro aspetto da considerare riguarda la propria necessità di denaro. Se la somma che si ottiene dalla vendita dell'oro usato serve per far fronte a scadenze certe, in genere non è possibile effettuare calcoli complessi. Se invece si vuole realizzare un investimento, si può aspettare il periodo migliore per la vendita. Tuttavia si consiglia
    di non attendere troppo a lungo nella speranza che le quotazioni continuino a salire. Se la congiuntura economica e politica si stabilizza, il prezzo del metallo giallo comincia a scendere. Un esempio è rappresentato dalla recente crisi economica: la perdita di valore del dollaro e lo shock finanziario hanno portato a un aumento vertiginoso della valutazione del metallo aureo. Invece la messa in opera di politiche per la stabilizzazione del credito da parte della Banca Centrale Europea ha frenato e successivamente invertito la tendenza. Infatti dal 2000 al 2012 il prezzo dell'oro era sestuplicato (oro usato del valore iniziale di 5.000 euro era arrivato a essere venduto per 30.000), mentre nel 2013 in poche settimane si è verificata una perdita del 36%. Di conseguenza non si deve aspettare eccessivamente, ma vendere quando la valutazione dell'oro è alta. Si tratta dell'unico modo per determinate il momento più adatto a vendere l'oro usato e ottenere un buon guadagno. La sua entità, invece, varia a seconda dell'esercizio commerciale scelto e dell'andamento del golden fixing.

    Il golden fixing e la vendita dell'oro usato

    Quando si parla di vendita dell'oro usato bisogna distinguere tra golden fixing e la quotazione applicata in un singolo negozio specializzato. Il primo è il valore del metallo aureo puro, che viene determinato presso la Borsa di Londra dai maggiori operatori che commerciano in oro, come la Banca di Scozia e la Sociète General di Parigi. Il golden fixing viene fissato due volte al giorno quando domanda e offerta di incontrano e applicato da chiunque nel mondo commerci in oro. Tuttavia l'oro usato ha un valore inferiore del 30-35% a seconda del negozio di riferimento, quindi è bene confrontare le offerte nella propria zona.

  • Come viene quotato l’argento usato?

    Chi è interessato a conoscere la quotazione dell’argento e prova a cercare informazioni online rischia di non vedere assecondate le proprie aspettative: le quotazioni del metallo prezioso che vengono fornite su Internet, infatti, riguardano l’argento puro nuovo, e pertanto non possono essere un punto di riferimento per individuare la quotazione dell’argento usato. Prima di decidere di acquistare o di vendere un gioiello o qualsiasi altro oggetto in argento usato, pertanto, è necessario reperire la quotazione esatta.

    Il titolo dell’argento

    Prima di cercare in Rete la parola chiave “argento quotazione” vale la pena di capire qual è il titolo dell’argento che si intende cedere o comprare: per riuscirci, è sufficiente dare uno sguardo ai caratteri della punzonatura, che permettono di capire se si ha a che fare con un argento 800, con un argento 925 o con un argento 999. Come noto, il valore del titolo del metallo corrisponde al suo grado di purezza, e di conseguenza costituisce il primo criterio che deve essere preso in considerazione per una adeguata valutazione. Una prova empirica che consente di verificare se si ha tra le mani dell’argento puro è quella che prevede di avvicinare l’oggetto da prendere in esame a un campo magnetico, come per esempio quello prodotto da una calamita. Nel caso in cui l’oggetto sia attratto dalla calamita, vuol dire che è sensibile al campo magnetico, e di conseguenza è di alta qualità. Un servizio di argenteria di valore in genere si contraddistingue per una parte di argento pari al 92.5%: il resto è rame, a cui si ricorre per usufruire di una lega più resistente e, di conseguenza, più leggera.

    Come deve essere conservato l’argento

    L’argento merita di essere reputato a tutti gli effetti un bene di investimento, e proprio per questo motivo è necessario prestare la massima attenzione al modo in cui viene conservato, anche per limitare i rischi di una possibile svalutazione che deriverebbe da una manutenzione non adeguata. Va detto che l’ossidazione non costituisce una minaccia troppo pericolosa, e anzi la patina che si forma nel tempo sui manufatti e sull’oggettistica finisce addirittura per molteplicare la bellezza e il fascino dell’argento. Un suggerimento sempre valido è quello che prevede di spolverare gli oggetti almeno una volta al giorno, mentre una volta alla settimana si rende necessario un lavaggio. Non c’è bisogno di particolari precauzioni: è sufficiente usare un detergente non aggressivo e un po’ di acqua calda, per poi asciugare con l’aiuto di un panno morbido. Nel caso in cui l’argento debba essere lucidato, non è difficile reperire in commercio dei prodotti ad hoc che si caratterizzano per una lieve natura abrasiva, grazie a cui può essere ripristinata la bellezza del metallo.

    Il prezzo dell’argento usato

    Per arrivare a definire il prezzo dell’argento usato sono due i criteri su cui ci si deve basare, vale a dire il peso e la caratura, tenendo presente che il mercato di riferimento è, sin dagli ultimi anni dell’Ottocento, il London Silver Market. In altri termini, se si è interessati a valutare un qualsiasi manufatto in argento occorre tenere conto della percentuale di argento puro, del peso e della quotazione in borsa. Le carature del metallo possono essere differenti a seconda della percentuale di purezza. L’argento puro equivale al grado 999, mentre altre carature diffuse sono il grado 925, il grado 900, il grado 835 e il grado 800.

    La percentuale di argento puro prende il nome di titolo. In molti casi, l’argento puro è abbinato ad altri metalli, come si è già visto in precedenza, per beneficiare di leghe più robuste e durature.

  • Vicomix: a Vicenza 20.000 mq di fumetti e Cosplay

    Ad aprile al via l’edizione 2018

    È l’ora di rispolverare la tuta gialla di Beatrix Kiddo e la sua katana giapponese e partire direzione Vicenza. Tra poco meno di un mese aprirà le porte la quarta edizione di Vicomix, il luogo e il momento ideali in cui vestire i panni di Bea, il personaggio principale cui ruota attorno la fantastica avventura pensata e diretta da Quentin Tarantino (Kill Bill).

    L’edizione 2017 di Vicomix è stata un grandissimo successo, se si pensa che ben 27.000 persone hanno varcato i cancelli della Fiera della piccola città veneta, per immergersi in una “due giorni” di fumetti, manga, video giochi.

    Una serie di opportunità per l’appassionato

    L’occasione giusta per trovare finalmente quel numero che mancava per completare la collezione di fumetti Bonelli, giapponesi o americani, risalente agli anni ‘70 o ‘80; la possibilità di conoscere tanti nuovi prodotti editoriali del fervente mercato nipponico; l’opportunità di provare in anteprima nuovi videogames per la consolle di casa. A Vicomix, poi, circoleranno anche tanti, tantissimi cosplayer, appassionati di travestimenti, tematicamente legati al mondo dei manga, delle serie e dei film più seguiti negli anni più recenti.

    Ragazzi, soprattutto, ma anche qualche “giovane adulto”, che per settimane o mesi, nei ritagli di tempo, confeziona, personalmente o facendosi aiutare dagli amici, degli abiti che riprendono il più fedelmente possibile l’originale.

    Vicomix per loro è l’occasione di completare il costume con qualche dettaglio reperibile in uno dei tanti stand allestiti durante il weekend; è l’occasione di ammirare le opere artistiche dei “colleghi”; è l’opportunità di mostrare il proprio capolavoro. E soprattutto è la possibilità di partecipare ad un contest, una competizione tra i cosplayer presenti, che sfileranno sul palco e nello spazio di qualche decina di secondi cercheranno di interpretare al meglio il proprio ruolo. Atteggiamenti, movimenti, sguardi, … tutto questo, assieme alla qualità del vestito, sarà preso in considerazione dalla giuria, per decretare a fine gara il vincitore della giornata.

    Il programma

    Quale sarà il programma di questa quarta edizione?

    Quest’anno la superficie a disposizione della manifestazione è aumentata e supererà i 20.000 mq, delle opportunità in più per esporre e per ammirare manga, anime, modellini, action figures, fumetti, comix, telefilm, videogiochi, giochi, giochi da tavolo, gioco libero, role playing games e autori.

    Ma, anche, concerti, stand fotografici in cui i cosplayer potranno farsi immortalare da professionisti, tornei di videogiochi, tornei di carte collezionabili, mostre, ospiti e youtubers.

    In questi due giorni, i 20.000 mq di Vicomix saranno suddivisi per area tematica:

    – Il padiglione Videogames e youtubers: grazie alla collaborazione di AK Informatica, i visitatori potranno utilizzare tantissime postazioni VR e simulatori; un’ulteriore area, la Tom’s Hardware, avrà come tema il mondo della tecnologia e di internet, sempre in un’ottica videogiochi;

    – Area palco: dedicata, tra le altre cose, anche al contest, è arricchita da un megaschermo e da camerini con specchi, sedie e tavoli, dove apportare gli ultimi accorgimenti al trucco;

    – Set fotografici professionali e fotografi professionisti per cosplayers, tutti completamente gratuiti, grazie alla partecipazione dell’Associazione Fotoamatori A.I.FA.;

    – Mostra fotografica sul mondo Cosplay: esposizione di oltre 150 fotografie, a tema Cosplay, ovviamente;

    – Maid Cafè, dove splendide bambole in uniforme da cameriera serviranno spuntini e bibite;

    – Area cultura giapponese: Easy World organizza tre workshop su lingua, scrittura e cultura giapponese tenuto da un insegnante madrelingua, tecniche di disegno manga e origami;

    – Crunchyroll: 8 anime in anteprima assoluta italiana saranno proiettati sul megaschermo dell’Area palco. Ovviamente, con sottotitoli in italiano;

    – Crea workshop Cosplay: seguito passo a passo da esperti cosplayer potrai provare a realizzare il tuo Cosplay, con attenzione particolare a parrucche, armature, props, accessori trucco e make-up;

    – Cosplay synergy: i due migliori cosplayer, un ragazzo e una ragazza, parteciperanno al gran finale assieme ad altri 14, per vincere un viaggio premio per due persone a Londra in occasione del London ComicCon, il più importante evento britannico di settore.

  • Casino in rete, ecco le diverse tipologie a disposizione degli utenti

  • Perché la sigaretta elettronica conviene sempre

    Il ricorso alla sigaretta elettronica costituisce la via migliore da seguire quando si ha intenzione di smettere di fumare, anche se i dati in proposito dimostrano che appena il 14% delle persone che hanno questo intento riescono a raggiungere il proprio obiettivo. Una percentuale che è bassa solo in apparenza, perché vuol dire – per esempio – che ogni 1000 persone che fumano ben 140 sono in grado di abbandonare questo vizio, con evidenti vantaggi non solo per la loro salute, ma anche per i conti del Servizio Sanitario Nazionale. Chi prova a mettere le e-cig in cattiva luce, sostenendo che siano pericolose, non rende certo un buon servizio alla corretta informazione.

    Tutto quello che c’è da sapere sulle sigarette elettroniche

    Diventate di moda solo negli ultimi tempi, le sigarette elettroniche non hanno ancora raggiunto la maggiore età: era il 2003, infatti, quando la prima e-cig vide la luce per merito di Hon Lik, un farmacista cinese che ha rivoluzionato la vita di milioni di persone. Per quei pochi che non la conoscessero ancora, la sigaretta elettronica non è altro che un piccolo apparecchio, la cui conformazione ricorda quella di una penna, che prende il posto non solo della sigaretta tradizionale, ma anche della pipa o del sigaro. Sono tantissime le persone che si avvicinano alle e-cig con la prospettiva di smettere di fumare, sul breve o sul lungo termine, sapendo che questo dispositivo può prendere il posto delle classiche sigarette anche dal punto di vista psicologico.

    Non è un dispositivo medico

    Ovviamente la sigaretta elettronica non può essere considerata un dispositivo medico, così come non è un presidio farmacologico: ecco perché non ha senso paragonarla ai cerotti o alle gomme da masticare a base di nicotina. Uno dei pregi di questo prodotto va individuato nel fatto che essa riproduce molte delle sensazioni che si avvertono quando si fuma una sigaretta standard, per esempio sul piano delle percezioni sensoriali o a livello di mimica, ma non si ha a che fare con gli svantaggi correlati alla combustione. Il motivo è presto detto: con una e-cig non esiste alcun tipo di combustione.

    Quando scegliere la sigaretta elettronica

    Le e-cig si dimostrano preziose per i fumatori abituali in numerose occasioni, come per esempio le circostanze conviviali: quando si è in compagnia di altre persone il fumo di sigaretta potrebbe dare fastidio (senza dimenticare che è assolutamente sconsigliato in presenza di donne incinte), mentre non ci sono inconvenienti con il vapore profumato di una sigaretta elettronica. Comprarla è semplice, usarla anche, curare la sua manutenzione ancora di più: su Internet o nei negozi specializzati si possono trovare tutti i ricambi di cui si ha bisogno, come per esempio lo smok tfv8, che consentono di prolungarne la durata nel tempo.

    I benefici della sigaretta elettronica

    La sigaretta elettronica non fa male per il semplice motivo che, come si è già accennato, non c’è combustione di tabacco o di carta: di conseguenza, con lo svapo non possono essere inalate sostanze cancerogene o potenzialmente dannose per la salute umana. Il vapore viene prodotto attraverso il riscaldamento di un liquido, che si verifica per effetto dell’aumento della temperatura della resistenza determinato dalla batteria. Volendo, si può scegliere un liquido che contiene nicotina, ma esistono prodotti che ne sono privi, e che quindi contengono unicamente gli aromi – in genere fruttati – che danno al vapore delle sigarette elettroniche un profumo gradevole e un sapore quasi dolce.

  • La sposa moderna ama i colori

    Eccentrica, anticonvenzionale e frizzante. Ecco come vuole essere la sposa moderna.

    Niente più spazio ad una tradizione ingessata e nemmeno ai canoni imposti dall’etichetta, ma largo alla  creatività ed al design anche nel fatidico giorno del sì. E l’ultima tendenza in fatto di abiti da sposa è il colore. Non è raro vedere un matrimonio a Modena con un abito da sposa colorato.

    Sempre più emancipate, le donne moderne amano dare sfoggio di spregiudicatezza e senza rinunciare all’eleganza e al fascino dei tessuti pregiati e delle applicazioni preziose, amano anche aggiungere un tocco glamour agli abiti più belli. E cosa c’è di più glamour del colore?

    Si va dalle tinte pastello a quelle più forti ed azzardate. Ma non è escluso che si possa anche scegliere solo un particolare da evidenziare con un tocco di colore. Il cinturino, i guanti, il velo o il bordo della gonna. Nessun appunto dei critici della moda purista potrà mai smorzare l’entusiasmo di una pioniera del colore.

    Cercate un abito da sposa colorato a Modena, ma non avete il coraggio di chiedere? Se volete dare un tocco di estrema personalità al vostro matrimonio, non abbiate paura di sbagliare. Sappiate che non siete le uniche ad amare i colori.

    Abiti da sposa colorati  aModena

    Oggi il matrimonio moderno prevede questo ed altro. È originale, spettacolare, azzardato e faraonico. La tendenza attuale va nel senso dell’anticonformismo a tutti i costi. Le donne sono stanche di essere trattate come oggetti fragili e puri. E la scelta dell’abito da sposa la dice lunga sulle loro aspettative. Ogni donna dovrebbe trovare l’abito che esprime esattamente il suo modo di essere. Scegliendo tra abiti raffinati, di alta moda o preziosi. Nelle tinte e con le applicazioni che ogni donna desidera.

    Argento, rosa cipria o tortora ambrato. Ma anche bianco tempestato di coralli rossi e persino con applicazioni floreali sull’azzurro tenue. Il verde pastello, poi, sembra essere perfetto per indossare uno splendido collo in tessuto lavorato. E per un matrimonio più etnico ci sono le splendide lavorazioni ricamate in lilla. Ma come dimenticare l’oro? Il colore più prezioso di tutti fa da sfondo ai vestiti più belli.

    Immaginate poi gli accessori da abbinare: sono tremendamente chic. Gli accostamenti possono essere i più vistosi e importanti come i più sobri ed eleganti. D’altronde basta guardare le riviste di moda per prendere spunto e ritrovare i tocchi di colore più insoliti o gli accostamenti più appropriati. Trovare un abito da sposa colorato a Modena non è poi così difficile. Provare per credere.

    La sposa moderna ama i colori
  • I 5 migliori Hotel Casino del mondo

    Se pensiamo alle vacanze, la maggior parte di noi probabilmente si immagina un periodo di totale relax e tranquillità, lontani dal caos cittadino. Non per tutti è così, molti infatti preferiscono trascorrere una vacanza che unisce il relax al gioco d’azzardo, un settore che anche grazie allo sviluppo online sta dando segni di crescita continua.

    Chi non ha mai sognato di trovarsi nel casinò del famoso hotel Bellagio di Las Vegas, scenario di Ocean’s Eleven, il film di Steven Soderbergh con George Clooney, Brad Pitt e Julia Roberts?

    Se fate parte di questa schiera di appassionati, l’hotel con casinò è la soluzione ideale per le vostre vacanze. Se però non avete la possibilità di prendere ferie, o più semplicemente volete passare un fine settimana rilassati sul divano di casa vostra piuttosto che a fare e disfare valigie, potrete comunque accontentare i vostri desideri su siti specializzati che vantano un’ampia offerta di questo tipo di svaghi.

    Quali sono i 5 migliori hotel con casinò del mondo?

    1.      Venetian Casino di Macao, incluso nella regione amministrativa cinese, è il più grande al mondo, con uno spazio dedicato al gioco di 51.000 metri quadrati, suddiviso in quattro grandi settori: Golden Fish, Imperial House, Red Dragon e Phoenix. Potete trovare più di 3400 slot machine e oltre 800 tavoli da gioco. Le 3000 stanze a disposizione della clientela sono rifinite lussuosamente in uno stile che ricorda quello veneziano, con piscina, aree shopping per tutti i gusti e ristoranti eleganti, oltre ad eventi musicali tra cui concerti e spettacoli di celebrità di fama mondiale.

    1. MGM Grand Las Vegas è il più gettonato per vivere appieno il brivido del gioco, in uno scenario da pellicola hollywoodiana. L’immenso edificio, dove 170.000 metri quadrati sono dedicati esclusivamente all’intrattenimento del gioco con oltre 2500 slot e video poker e 200 tavoli, è suddiviso in 30 piani, riuscendo ad ospitare 5000 camere. Se avete accompagnatori non interessati al gioco d’azzardo, niente paura, potranno scegliere uno dei tanti eventi sportivi o musicali proposti dal calendario dall’hotel.

    3.      Akwesasne Mohawk Casino, a Hogansburg, NY, è perfetto per chi desidera unire una vacanza alla scoperta della grande mela con il gioco. Anche in questo caso la superficie dedicata all’intrattenimento d’azzardo è molto ampia, dove 140.000 metri quadrati ospitano 1800 slot machine e 30 giochi da tavolo con un hotel da 150 camere e suite di lusso, un centro benessere e un fitto programma fatto di spettacoli musicali dal vivo.

    4.      Seneca Niagara Casino & Hotel, è perfetto per chi desidera ammirare le cascate del Niagara in uno dei contesti più scenografici al mondo a livello naturalistico e intrattenersi con gli amici nelle sale dedicate al gioco, che offrono 99 tavoli e 4200 slot machine.

    5.      ​Hard Rock Hotel a Miami, Florida. L’apertura per questo colosso avveniristico, che avrà la forma di una chitarra alta ben 123 metri, è prevista per l’estate del 2019, ma già si posiziona sulla carta tra i primi 5 hotel più costosi al mondo. Con 34 piani e 800 camere, ristoranti interni e locali per lo svago, l’edificio ospiterà più di 3000 slot machine, 178 tavoli e sale da poker per accontentare tutti gli appassionati del gioco d’azzardo, ma non è tutto: nella parte esterna saranno infatti realizzate piscine, cascate e un enorme lago artificiale, oltre a strutture per gli amanti degli sport acquatici.

  • Il rito cattolico del funerale

    Il funerale di una persona cara defunta varia secondo le tradizioni e della religione di appartenenza del defunto.

    Noi siamo abituati a vedere funerali con il rito cattolico che vengono gestiti dalle onoranze funebri che si occupano di tutta la parte che riguarda la camera ardente e il cimitero ed oggi le possiamo scegliere anche cercando su internet www.cattolicasanlorenzo.it.

    Come funziona il rito cattolico

    Il rito cattolico del funerale si basa su forti credenze religiose, infatti, secondo la liturgia cristiana viene celebrato il mistero pasquale di Cristo.

    Attraverso il rito del funerale, i cristiani cattolici vanno a celebrare l’anima del defunto che viene accolto in cielo, mentre il corpo che rimane in terra aspetta la risurrezione dei morti e quella che viene definita come la speranza di vita eterna.

    Il rito cattolico si differenzia in tre tipologie di esequie.

    Esequie con tre stazioni

    Il funerale tipico facente parte del rituale romano è quello che prevede tre stazioni: la casa del defunto, la chiesa e il cimitero.

    In questo tipo di funerale solitamente avviene una prima benedizione all’interno della Chiesa per poi spostarsi all’interno della chiesa dove va in scena la messa in onore del defunto e alla fine si arriva fino al cimitero, dove avviene la tumulazione o la sepoltura della salma.

    Per la religione cattolica è molto importante il rito all’interno della Chiesa, qui la salma viene accompagnata all’interno dai parenti più stretti che si siedono nelle prime file.

    Il rito della liturgia si divide in quattro parti:

    • La prima parte quella dell’accoglienza dove viene fatto il discorso di benvenuto e raccontati aneddoti sul defunto.
    • Lettura dei testi sacri
    • Tutti i fedeli si raccolgono in preghiera per il defunto.
    • L’ultimo saluto in cui vengono fatti omaggi al defunto e viene fatta la benedizione della bara con incenso e acqua benedetta.

    Esequie con due stazioni

    In questo tipo di esequie sono previste solamente due stazioni: una nella cappella del cimitero e una seconda nei pressi della tomba del defunto.

    In questa particolare tipologia di funerale non è prevista una celebrazione eucaristica, l’unica cosa che viene fatta è una benedizione alla salma.

    Esequie con una sola stazione

    Una tipologia di rito funebre ormai in disuso che veniva fatta soprattutto in passato quando molti villaggi erano lontani dalla prima chiesa.

    Questo particolare rito prevede la presenza di una sola stazione, la casa del defunto, dove viene fatta una benedizione della salma prima che questa venga tumulata.

  • Il rito cattolico del funerale

    Il funerale di una persona cara defunta varia secondo le tradizioni e della religione di appartenenza del defunto.

    Noi siamo abituati a vedere funerali con il rito cattolico che vengono gestiti dalle onoranze funebri che si occupano di tutta la parte che riguarda la camera ardente e il cimitero ed oggi le possiamo scegliere anche cercando su internet www.cattolicasanlorenzo.it.

    Come funziona il rito cattolico

    Il rito cattolico del funerale si basa su forti credenze religiose, infatti, secondo la liturgia cristiana viene celebrato il mistero pasquale di Cristo.

    Attraverso il rito del funerale, i cristiani cattolici vanno a celebrare l’anima del defunto che viene accolto in cielo, mentre il corpo che rimane in terra aspetta la risurrezione dei morti e quella che viene definita come la speranza di vita eterna.

    Il rito cattolico si differenzia in tre tipologie di esequie.

    Esequie con tre stazioni

    Il funerale tipico facente parte del rituale romano è quello che prevede tre stazioni: la casa del defunto, la chiesa e il cimitero.

    In questo tipo di funerale solitamente avviene una prima benedizione all’interno della Chiesa per poi spostarsi all’interno della chiesa dove va in scena la messa in onore del defunto e alla fine si arriva fino al cimitero, dove avviene la tumulazione o la sepoltura della salma.

    Per la religione cattolica è molto importante il rito all’interno della Chiesa, qui la salma viene accompagnata all’interno dai parenti più stretti che si siedono nelle prime file.

    Il rito della liturgia si divide in quattro parti:

    • La prima parte quella dell’accoglienza dove viene fatto il discorso di benvenuto e raccontati aneddoti sul defunto.
    • Lettura dei testi sacri
    • Tutti i fedeli si raccolgono in preghiera per il defunto.
    • L’ultimo saluto in cui vengono fatti omaggi al defunto e viene fatta la benedizione della bara con incenso e acqua benedetta.

    Esequie con due stazioni

    In questo tipo di esequie sono previste solamente due stazioni: una nella cappella del cimitero e una seconda nei pressi della tomba del defunto.

    In questa particolare tipologia di funerale non è prevista una celebrazione eucaristica, l’unica cosa che viene fatta è una benedizione alla salma.

    Esequie con una sola stazione

    Una tipologia di rito funebre ormai in disuso che veniva fatta soprattutto in passato quando molti villaggi erano lontani dalla prima chiesa.

    Questo particolare rito prevede la presenza di una sola stazione, la casa del defunto, dove viene fatta una benedizione della salma prima che questa venga tumulata.

     

     

     

     

  • Avvocati gratis nei processi mediatici in cambio di pubblicità: è legale?

    Chi cerca avvocati gratis lo fa spesso perché pensa che il caso che li riguardi sia di facile risoluzione. E’ una pretesa sbagliata che parte da un errore di fondo per cui molti utenti non esperti di diritto tendono a sottovalutare il lavoro di un avvocato (lo studio e l’impegno nell’aggiornamento che c’è dietro e le responsabilità connesse). Ma c’è una situazione diametralmente opposta di cui si parla meno e che invece sta diventando sempre più attuale: è possibile ottenere la difesa di un avvocato gratis (o è lecito che sia proprio lui ad offrire assistenza legale a costo zero) in cambio di popolarità e pubblicità? E’ innegabile che ci sono oggi alcuni processi penali che, per la loro particolare efferatezza o
    per le implicazioni sociali che hanno, diventano mediatici, quasi virali. Tutti ne parlano, in tv e sui social, anche senza cognizione di causa. E i protagonisti, diretti e indiretti diventano volti noti: gli avvocati delle parti coinvolte in questi casi vengono spesso intervistati dai tg e perfino invitati come ospiti in tv (sebbene chiaramente sia loro interesse e dovere professionale non esporsi troppo sul caso e non rilasciare dichiarazioni troppo esplicite).

    L’avvocato che offre consulenza gratis rischia sanzione disciplinare?

    Non si tratta di episodi marginali. Basta accendere la tv o leggere un giornale o un sito di informazione per rendersi conto di quanti siano i processi mediatici che più di altri attirano e colpiscono l’opinione pubblica suscitando scandalo e indignazione. Sulla questione è dovuto intervenire il Consiglio Nazionale Forense che con sentenza n. 390/2016 ha reputato congrua la sanzione disciplinare della censura comminata dal COA (censura per comportamento non conforme alla dignità e al decoro professionale e violazione dell’articolo 19 del Codice Deontologico). Possiamo concludere quindi che commette un illecito disciplinare l’avvocato che, allo scopo di ricavarne notorietà, offra assistenza legale gratuita alle parti di un caso di cronaca di particolare clamore mediatico.

    Quali forme di pubblicità sono lecite per gli avvocati

    L’avvocato in sua difesa aveva fatto appello alla Legge Bersani che ha ammesso la pubblicità degli studi legali. Ma, conferma l’Ordine, questo non può significare ammettere qualsiasi forma indiscriminata di pubblicità. Nel condannare l’avvocato il Consiglio Forense ha tenuto conto, oltre che della rilevanza mediatica del caso, anche dell’assenza di precedenti rapporti con l’assistito che potessero giustificare per altre motivazioni (ad esempio amicizia o parentela) la consulenza gratuita.

    La pubblicità per gli avvocati lecita è quella che ha lo scopo di informare il cliente, o futuro tale, sulle tariffe e le modalità di calcolo e di esecuzione del mandato. La proposta giuridica di tutela legale gratis che segua le modalità del caso specifico e sia dovuta allo stesso animus del professionista in cerca di fama e pubblicità a costo zero, costituisce violazione della dignità e del decoro professionale.

  • La protezione contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro

    I grandi centri urbani e le metropoli hanno due grandi problemi: lo smog e gli alti livelli di rumore. Si è cominciato a parlare di inquinamento acustico agli inizi degli anni ’90 e in Italia fu emanato nel 1991 il primo decreto in materia il DPCM 01/02/1991 concernente i “Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno” al quale hanno fatto seguito molti altri provvedimenti fino alla Legge n. 447 del 26 ottobre 1995 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” (entrata in vigore nel 1996). Il problema dell’inquinamento acustico assume grande importanza in ambito lavorativo, ma non riguarda solo i lavori in cantiere, ma coinvolge tutti i settori di lavoro. È un tema particolarmente sensibile riguardo alla prevenzione e sicurezza sul lavoro. Roma, insieme a Milano, Napoli e Torino sono solo alcuni degli esempi più evidenti dei rischi a cui i lavoratori sono sottoposti in termini di inquinamento acustico.

    Cos’è la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

    La normativa di riferimento è il D.Lgs 81/2008 (recepimento della direttiva europea 2003/10/CE) Titolo VIII, Capo II del Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro, entrato in vigore il 1° gennaio 2009 che definisce gli obblighi di valutazione e gestione del rischio rumore relativamente all’esposizione dei lavoratori agli “agenti fisici”. La normativa stabilisce anche la soglia di esposizione fissandola a 87 decibel (db).

    Il limite nasce dall’evidenza dei dati rilevati a livello europeo per cui un terzo dei lavoratori in Europa è esposto a gradi di rumore eccessivi e potenzialmente dannosi. Il tempo di esposizione è pari almeno a un quarto dell’orario di lavoro ed emerge chiaramente che i soggetti esposti e a rischio non sono solo i lavoratori delle industrie pesanti e della cantieristica: dai call center alle aziende agricole, dalle sale per concerti agli hotel, tutti gli ambiti di lavoro sono potenzialmente pericolosi per la salute acustica. Il dato è importante perché tuttora la perdita dell’udito a causa del rumore costituisce un terzo di tutte le malattie professionali dichiarate.

    Il decreto impone la valutazione del rischio rumore come parte integrante delle valutazioni generiche dei rischi sul lavoro. Ciò presuppone che in tutti gli ambienti di lavoro si devono svolgere verifiche e controlli fonometrici a inizio attività e ogni volta che si apportano modifiche al cosiddetto ciclo produttivo. I controlli devono verificare il soddisfacimento dei limiti fissati (attualmente non superiore a 87 db). L’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del lavoro) ha messo a disposizione di tutti le Linee Guida sul Rischio Rumore.

    Quali sono gli obblighi del datore di lavoro

    La legge identifica nel datore di lavoro colui che è obbligato a ridurre al minimo il rumore prodotto anche se inferiore a 80 db. Qualora si supera la soglia degli 80 decibel subentrano le disposizioni in materia di informazione, controllo sanitario periodico dei lavoratori e uso dei dispositivi di protezione individuali che il datore è tenuto a mettere a disposizione. L’art. 190 del suddetto decreto prescrive che è compito del datore di lavoro provvedere alla valutazione del rischio rumore nella propria azienda tramite l’aiuto di un tecnico competente accreditato al fine di individuare i lavoratori e gli ambiti di lavoro più esposti al rumore ed eventualmente adottare misure preventive di protezione. L’art. 193 dispone in materia dei mezzi di protezione individuale dell’udito quali cuffie, inserti auricolari, archetti, nonché l’obbligo del datore di lavoro di metterli a disposizione qualora la verifica abbia riscontrato un’esposizione quotidiana al rumore superiore a 85 decibel.

    Chi è il tecnico competente

    Il tecnico competente è colui che effettua le misurazioni dell’inquinamento acustico con perizie fonometriche, le verifiche sul rispetto della normativa, effettua piani di risanamento acustico, svolge attività di controllo. Il tecnico competente deve essere accreditato e riconosciuto dalle Amministrazioni regionali e provinciali del territorio di appartenenza. A questo proposito, ci si può rivolgere a società specializzate in sicurezza del lavoro e dotate di uno staff di tecnici competenti per materie e ambiti, come la US Group di Roma che oltre a fornire servizi di formazione e informazione in materia di sicurezza sul lavoro dispone di uno staff di consulenti tecnici per ambiti di competenza.