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  • Ristrutturazioni di immobili, la situazione italiana

    Nel nostro Paese, il patrimonio edilizio è costituito per i quattro quinti da residenze: in altri termini, l’80% del settore immobiliare è rappresentato da abitazioni private. Il dato allarmante, però, è che per la maggior parte tale patrimonio è da considerarsi poco adeguato e non efficiente: in una parola, vetusto. Non è un caso che il 97% degli immobili italiani sia riconducibile alla classe energetica G, ed è anche per questo motivo che si rivela improrogabile l’esigenza di rimettere il mattone nostrano in efficienza. Un’urgenza da cui non ci si può sottrarre, e che si traduce in chance decisamente preziose e invitanti per gli operatori del settore.

    Lo scenario italiano

    In un contesto in cui appena il 3% degli immobili è di una classe energetica diversa dalla G, non sorprende scoprire che le case italiane costituiscono l’origine dei due quinti dell’inquinamento complessivo che colpisce il Belpaese. Come è stato fatto notare in occasione del Forum di previsioni e strategie nato su iniziativa di Scenari Immobiliari, il taglio medio delle case nostrane presuppone una superficie di 120 metri quadri: rispetto al passato non ci sono novità significative da questo punto di vista, ma la differenza è che intanto si è assistito a una riduzione delle famiglie, le quali hanno mediamente un componente in meno delle famiglie di appena una decina di anni fa.

    Tra tutte le operazioni di compravendita che si svolgono sul nostro territorio, l’85% riguarda case non ristrutturate e di seconda meno, mentre appena 3 transazioni ogni 100 sono relative ad abitazioni nuove che rientrano in una categoria di efficienza energetica elevata. Insomma, che si tratti di appartamenti a Padova, a Vicenza, a Bologna o in qualsiasi altra parte d’Italia, allo stato attuale è praticamente solo l’usato al centro dell’attenzione. Per di più, c’è da fare i conti con un numero eccessivo di abitazioni che in teoria sono ritenute nuove, ma solo perché per colpa della crisi non sono mai state vendute. Insomma, si tratta di case – più o meno 130mila unità – che non possono essere definite usate, ma che di sicuro non sono nemmeno nuove.

    Il recupero edilizio in Italia

    Per le operazioni di recupero edilizio si spende, ogni anno, una cifra che oscilla tra i 40 e i 50 miliardi di euro: come si può intuire, è un business decisamente significativo. I numeri consentono di scoprire che sono circa 13 miliardi i metri quadri di case che hanno bisogno di essere ristrutturate: per gli operatori del settore, vuol dire più o meno poter contare su lavoro per il prossimo mezzo secolo, a condizione che l’occasione venga sfruttata a dovere. D’altro canto, i vantaggi che derivano dalla riqualificazione degli immobili e dalla loro ottimizzazione sono numerosi ed evidenti, non solo per i proprietari immobiliari, ma anche a livello di sistema. Si pensi, per esempio, che nel momento in cui un appartamento sovradimensionato viene frazionato allo scopo di ottenerne due e rimesso in efficienza energetica, il valore medio della superficie complessiva è destinato ad aumentare del 25%, al netto dei costi che devono essere sostenuti.

    I dati del 2017

    I dati più recenti a disposizione in materia di ristrutturazione sono, ovviamente, quelli relativi al 2017: lo scorso anno in questo ambito sono stati spesi 47 miliardi di euro, mentre per l’acquisto di abitazioni nuove la somma globalmente investita è stata di 19 miliardi. Nel 2017 sono stati portati a termine 420mila interventi di riqualificazione per i quali è stata concessa l’apposita detrazione fiscale: di questi, circa la metà era relativa ai serramenti, mentre un quarto ha riguardato gli impianti di raffreddamento e di riscaldamento. Ciò vuol dire che quasi sempre una ristrutturazione – a dispetto del nome – non comporta una modifica di carattere strutturale.

  • Stampare volantini e biglietti da visita: l’importanza della comunicazione offline

    Volantini, logo, brochure, biglietti da visita ecc. Tutte forme di comunicazione tradizionale che, nell’era in cui a farla da padrone è il digitale, vengono definite offline. Un metodo che non è obsoleto come in molti ormai tendono a credere, ma che anzi dà la possibilità di integrare in maniera perfetta la comunicazione online che ormai imperversa di questi tempi.  Si tratta non solo di un’occasione da non lasciarsi sfuggire, ma anche di una pratica che con piccoli e semplici passaggi permette di ampliare sensibilmente il range di potenziali clienti interessati ai nostri prodotti o servizi. Affidarsi ad un servizio di stampa volantini è il primo step da fare. Vediamo quali sono gli altri.

    Qr code e upselling: le basi per coesistere comunicazione online e offline

    L’errore più comune di chi è alle prime armi è credere che la comunicazione online porti automaticamente risultati. Non è investendo soldi e riempiendo i canali multimediali di contenuti che si ottengono conversioni: un utente si troverà di fronte una serie di proposte, tutte potenzialmente interessanti, per cui bisogna diversificarsi. Partendo dal presupposto che ogni proposta si differenzia in base al prodotto o servizio offerto, è necessario sottolineare l’importanza della comunicazione offline nella fase di fidelizzazione di un cliente.

    L’upselling è quella tecnica di marketing che induce un cliente, potenzialmente interessato ad un prodotto, a perfezionare un acquisto ancora più costoso o dettagliato. In questo caso comunicazione offline e online hanno un enorme peso: poniamo infatti che un cliente noti su un volantino (comunicazione offline) un’offerta molto interessante relativa ad uno smartphone. A questo punto interviene l’upselling: attraverso un qr code (un codice a barre da inserire su cartaceo per rimandare ad un link) il cliente viene “fatto atterrare” su una landing page in cui troverà, oltre al prodotto selezionato, anche altri prodotti dello stesso tenore ma più costosi e forniti. Sempre prendendo ad esempio il caso dello smartphone, se il cliente ha visto un prodotto da 300 euro, accanto gli verrà mostrata anche l’opzione da 400 euro che contiene migliorie dal punto di vista tecnico. Un metodo molto utilizzato, che può indurre un utente realmente interessato a compiere un acquisto a fare una sorta di upgrade, dando modo all’azienda di compiere il cosiddetto upselling.

    Volantini e biglietti da visita: l’immagine nella comunicazione offline

    Nella comunicazione offline l’immagine ha ancora un suo forte peso nel trasmettere il core business di un brand. Prendiamo l’esempio dei volantini: nei diversi formati in cui è possibile realizzarli, si possono inserire una serie di informazioni (offerte, sconti, o semplici prezzi) ma soprattutto immagini che creino una suggestione o che inducano il cliente all’acquisto. L’occhio vuole ancora la sua parte, e il cartaceo non è ancora affatto morto se è vero come è vero che ogni azienda ha il compito di differenziarsi dalle altre non solo nei contenuti ma anche nel modo di trasmetterli. In questo una brochure o un volantino possono aiutare molto, visto che contengono importanti informazioni quantomeno in merito al logo o al visual branding.

    Non si discosta di molto il discorso realtivo ai biglietti da visita, che devono essere funzionali alle informazioni più importanti da fornire. Le dimensioni non devono essere esagerate e contenere tutti i recapiti utili (nome dell’azienda o del professionista, numero di telefono e indirizzo email). Inoltre il design e la grafica devono essere personalizzati: stampare biglietti da visita con un template prestabilito non permetterebbe di diversificarsi dalla massa. Attenzione però, grafica e design hanno bisogno di buon gusto. No a troppi colori o a strane linee ornamentali: l’obbiettivo di un biglietto da visita resta sempre quello di farsi conoscere, quindi è meglio evitare brutte figure.  Meglio spendere qualche euro in più ed affidarsi agli esperti del settore.

  • Come si ristruttura una farmacia?

    In vista della ristrutturazione di una farmacia è molto importante organizzare in anticipo gli interventi che dovranno essere effettuati e pianificare i lavori da svolgere. Uno dei primi aspetti di cui ci si deve preoccupare è la scelta degli arredi, la cui conformazione e le cui dimensioni possono condizionare i lavori. Qualunque sia l’idea iniziale che si ha in mente, non bisogna dimenticare che una farmacia deve risultare il più possibile ospitale e accogliente, per fare in modo che i clienti – quasi sempre alle prese con un problema di salute, e quindi preoccupati – si possano sentire a proprio agio. Il bancone è, ovviamente, il protagonista del locale: esso deve essere lungo e largo a sufficiente per far sì che il farmacista possa lavorare in maniera pratica. Non sono rari, inoltre, i casi di farmacie in cui lavorano in contemporanea più operatori: in tale circostanza il bancone deve essere abbastanza ampio da consentire a ognuno di essi di muoversi senza vincoli, in completa libertà.

    La scelta dello stile

    La ristrutturazione farmacie deve essere operata pensando a uno stile ben preciso: la sobrietà è sempre apprezzata in un ambiente del genere, che dovrebbe essere caratterizzato da un approccio minimal, magari contemporaneo. Molto importanti sono gli espositori destinati ad accogliere i prodotti: valutare in anticipo la quantità e la tipologia degli articoli che dovranno essere esposti permette di selezionare gli arredi più adatti, non troppo piccoli ma al tempo stesso non eccessivi. La semplicità del design è una soluzione sempre apprezzata: la pulizia delle linee e l’essenzialità sono punti di forza di una farmacia che vuol trasmettere una sensazione di serietà e di autorevolezza, senza decorazioni appariscenti o orpelli vistosi più idonei per un bar o un ristorante. Personalità ed eleganza devono essere le caratteristiche da ricercare: caratteristiche che possono essere rese anche attraverso l’illuminazione, che non deve essere troppo fredda e che, al contempo, deve consentire di leggere anche le scritte più piccole sulle confezioni. Un’idea interessante è quella che prevede di ricorrere a faretti a risparmio energetico, indispensabili per contenere i consumi.

    La suddivisione degli spazi

    La suddivisione e la distribuzione degli spazi rappresentano due aspetti fondamentali nella ristrutturazione di una farmacia: tenendo conto delle dimensioni del locale con cui si ha a che fare, è necessario ottimizzare la metratura a disposizione. In presenza di un’area piuttosto vasta si può decidere di aggiungere un maggior numero di espositori di prodotti, senza dimenticare l’importanza di prevedere uno spazio di attesa che garantisca la necessaria privacy ai clienti che si trovano al bancone. Per quel che concerne il pavimento, il linoleum è una delle scelte più comuni, ma ciò che conta è evitare soluzioni che si possono usurare nel giro di breve tempo, magari perché troppo delicate. Il consiglio è quello di puntare su materiali che durino negli anni e siano ben resistenti, anche per non dover perdere troppo tempo con la loro manutenzione.

    L’importanza dei colori

    Per mettere la clientela di buon umore, la scelta dei colori giusti è fondamentale: gli esperti raccomandano di privilegiare le tonalità più tenui e chiare, tra le quali l’avorio, il beige e il bianco, che hanno il pregio di far apparire l’ambiente più spazioso di quanto non sia realmente. Queste nuance, inoltre, assicurano una maggiore luminosità, fermo restando che le tinte basiche e neutre sono sinonimo di competenza, di affidabilità e di professionalità. Da mettere al bando, invece, la vivacità del giallo, del blu elettrico e del rosso, se non per un eventuale angolo dedicato ai bambini.

  • RATING NEGATIVO PER L’ITALIA: COME INVESTIRE SENZA PERICOLI

    Normalmente i Titoli di Stato sono un’ottima opportunità per chi vuole investire i propri risparmi senza correre grandi rischi, dato che è estremamente raro che uno Stato fallisca, anche se è già successo che alcuni Stati siano andati in default, causato normalmente da una mancanza di liquidità nelle casse dello Stato, causata dal malgoverno (come nel caso del Venezuela, che si sta avvicinando pericolosamente al default) o dalla crisi di un intero sistema economico.

    Il default di uno Stato non è dichiarato dallo Stato in questione, ma dal mercato obbligazionario, dato che il mercato non acquista obbligazioni di Stati che hanno poca liquidità in cassa, che porta di conseguenza ad avere rendimenti altissimi. La Grecia, nel periodo peggiore della crisi che l’ha coinvolta, ha avuto tassi di rendimento sulle obbligazioni pari al 25%, un valore decisamente alto e sintomatico della crisi interna che affliggeva il Paese.

    Per quanto riguarda l’Italia, uno scenario simile è alquanto improbabile e ancora sufficientemente lontano da non destare preoccupazione, ma ci sono stati che si stanno avvicinando sempre più al default. L’esempio più eclatante è quello del Venezuela, la cui crisi economica è fuori controllo ormai da mesi, tanto che la creazione di una nuova moneta non ha sortito gli effetti sperati dal presidente Maduro. Il Venezuela ha un indicatore della crisi che sta passando anche nel rating fornito dalle Agenzie di Rating (SD per S&Poor’s, Caa3 per Moody’s, C secondo Fitch e CCC secondo Dagong), mentre l’Italia ha un rating decisamente più stabile (BBB, Baa2, BBB, BB+).

    Abbiamo intervistato il consulente finanziario Walter Moladori per capire quali siano i mercati più promettenti su cui investire i nostri risparmi senza correre inutili pericoli.

    “Innanzitutto – spiega Moladori – un indicatore di quanto il nostro paese sia ritenuto affidabile o meno dagli investitori è dato dallo spread (in italiano differenziale) fra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. I titoli di stato sono il mezzo con cui uno stato ottiene dei soldi in prestito, vendendoli una certa cifra, promettendo di rimborsarli entro una certa data a chi li ha comprati, e sono acquistati da fondi di investimento, banche, risparmiatori grandi e piccoli. Come ogni investimento finanziario, più è facile che i soldi tornino a chi ha effettuato l’investimento, meno l’investimento stesso fornisce interessi. Se aumenta l’incertezza, più è alto il tasso di interesse richiesto dagli investitori per comprare i titoli di stato”.

    “Le agenzie di rating, che valutano periodicamente i vari paesi per confermare o modificare il rating, hanno più volte ricordato come per l’Italia un aumento del deficit e del debito sarebbero fattori molto negativi, tanto che se arrivasse una nuova ondata di declassamenti a causa dei piani di deficit del nuovo governo, l’Italia si ritroverebbe sulla soglia di uscita dal livello «investimento». Le banche sarebbero al limite di non poter più prendere prestiti dalla Bce offrendo titoli italiani in garanzia e lo spread esploderebbe”.

    “A inizio mese Fitch ha confermato il rating BBB dell’Italia, ma con una revisione al ribasso dell’outlook, che passa da “stabile” a “negativo”. Il rapporto deficit/pil è stimato all’1,8% nel 2018, più alto di 0,2 punti rispetto alle stime del Governo, per effetto dei maggiori interessi sui titoli di Stato, spiega Fitch. Fra i problemi principali sollevati si trovano la natura nuova e non collaudata del governo, le considerevoli differenze politiche fra i partner della coalizione e le contraddizioni fra gli elevati costi dell’attuazione degli impegni presi nel ‘Contratto’ e l’obiettivo di ridurre il debito pubblico. Non è chiaro come queste tensioni politiche saranno risolte”.

    “Visto il rating negativo per l’Italia, in molti si domandano come poter investire almeno parte dei loro risparmi senza rischi. Premettendo che nulla è esente da rischi, tra gli investimenti più sicuri ci sono i PIR (o Piani Individuali di Risparmio. Ma teniamo anche in considerzione le opportunità di investimento offerti dai Big Data”.

    Tuttavia solo un colloquio con un consulente finanziario affidabile vi offrirà la possibilità di avere tutto sotto controllo, investimenti, finanziamenti, opportunità di investimento, ma anche analizzare nel dettaglio eventuali rischi o opportunità che altrimenti da soli non potremmo conoscere, pianificando bene il futuro per consentirci di affrontarlo con la giusta serenità.

    Un professionista che non si sostituisce alle nostre decisioni, ma si affianca consigliando (non imponendo mai nulla) e in particolare nel caso del dott. Moladori, con una la solidità di una realtà come Allianz Bank.

    Per porre domande al consulente finanziario Walter Moladori visita il sito waltermoladori.allianzbankfa.it o scrivi a walter.moladori@allianzbankfa.it

    Walter Moladori
  • Assicurazioni Pubblica Amministrazione

    Che tu sia un medico o semplicemente un dipendente della pubblica amministrazione puoi usufruire di pacchetti assicurativi personalizzati anche per il tuo lavoro ecco perché oggi andremo a parlare delle varie tipologie assicurative per la pubblica amministrazione.

    Si sente spesso parlare di pubblica amministrazione ma a chi ci rivolgiamo quando parliamo di dipendenti della pubblica amministrazione? La risposta è molto vasta. Quando parliamo di dipendenti della pubblica amministrazione parliamo di persone che lavorano in istituzioni comunali, istituzioni statali, scuole, ospedali e via discorrendo. Mettono perciò a servizio la loro professione anche delle istituzioni anziché farlo solamente come libero professionista. Un medico ad esempio può sia lavorare in ospedale che privatamente. Questo però ovviamente non vale per tutte le professioni, infatti non sempre ogni professionista potrà fare entrambe le cose, ossia lavorare privatamente e pubblicamente. Prendiamo ad esempio il preside di una scuola, non può per ragioni di logica fare il preside privatamente può scegliere di essere preside di un plesso scolastico privato ma non potrà farlo contemporaneamente alla sua scelta di operare nel settore della pubblica amministrazione. Proprio per questo il codice delle assicurazioni ha stabilito che il professionista della pubblica amministrazione può stipulare, a tutela del suo lavoro e della sua persona, determinati tipi di assicurazioni. Una volta le assicurazioni di questo genere erano gli enti stessi a stipularli per i propri dipendenti. Oggi la legge è cambiata e non obbliga più l’ente a fornire un’assicurazione al proprio dipendente, ma offre la possibilità al professionista o al dipende di stipularla per suo conto in base alle proprie esigenze e al suo lavoro.

    Online ci è possibile trovarci davanti tantissimi tipi di pacchetti assicurativi per la pubblica amministrazione, la maggior parte delle volte ci capiterà di trovarli suddivisi per categoria lavorativa e quindi Medici, Dirigenti, Forze dell’ordine e via discorrendo.  In linea di massima offrono tutti alcuni prodotti ad esempio possiamo trovare:

    • Assicurazione Patrimoniale per tutte le cariche a disposizione e quindi dipendenti e dirigenti in ogni ambito a partire dalla sanita per poi arrivare alle scuole ma anche alle forze dell’ordine
    • Polizze individuale personale Responsabilità civili e danno erariale.
    • Responsabilità civile presso terzi
    • Le responsabilità civili per colpa grave
    • Retroattiva di copertura da 5 anni a illimitata
    • Copertura per imposte e multe
    • Responsabilità Amministrativa

    Insomma ne possiamo trovare davvero di ogni tipo. Ovviamente la scelta della polizza assicurativa non riguarda soltanto noi, dobbiamo necessariamente affidarci ad un esperto che ci supporti nella scelta del pacchetto. In questo caso il professionista che può aiutarci in questa scelta è sicuramente il broker assicurativo che nel suo lavoro crea, vagliando le opzioni del mercato, dei pacchetti assicurativi personalizzati sul cliente. Ad esempio se siamo un medico avremo bisogno di un certo tipo di assicurazione, se invece siamo una segretaria avremo bisogno di un altro tipo.

    Il broker assicurativo va ad analizzare la nostra storia, il nostro lavoro e il nostro aspetto finanziario. Dopo di che vaglia sul mercato tutte le proposte che ci forniscono le varie assicurazioni e in base alle nostre esigenze crea appunto il nostro pacchetto assicurativo per pubblica amministrazione personalizzato.

    Online troviamo molti pacchetti già pronti vale la pena acquistarli?

    In alcuni casi si, se il broker assicurativo che ha realizzato il pacchetto e poi messo in vendita è una persona peculiare vi offrirà pacchetti già pronti che contengono tutto ciò di cui avete bisogno per tutelare voi e il vostro lavoro. Infatti le assicurazioni per la pubblica amministrazione nascono proprio per la tutela di una persona fisica sia nell’ambito lavorativo sia in quello personale. Se cerchiamo però qualcosa che sia più personalizzato allora l’ideale è affidarvi ad un broker assicurativo che in base alle vostre caratteristiche e al vostro lavoro vi fornirà il pacchetto più congeniale alle vostre esigenze.

  • Videosorveglianza nei cantieri

    Ogni giorno in Italia ci sono migliaia di cantieri edili. E’ un settore decisivo per l’economia italiana con un numero di addetti talvolta solo stimato talmente alto è il numero del personale, anche occasionale che talvolta circola per pochi giorni. Questo ingente numero di cantieri comporta una serie di precauzioni da tenere che determinano necessità di una serie di servizi dedicati ad aspetti peculiari. Un argomento centrale per le ditte che si occupano di edilizia è la sicurezza contro i furti.

    Non c’è dubbio che il tempo dei cani messi a sorvegliare i cantieri sia giunto al termine. Oggi c’è bisogno di efficacia nella prevenzione ed un abbaio non fa più tremare le gambe ai ladri che anzi si sentono rasserenati dalla presenza del quadrupede, vista la facilità con cui può essere neutralizzato.

    Per compiere un’azione di monitoraggio attenta in luoghi altamente vulnerabili bisogna disporre di strumenti avanzati, come telecamere di sorveglianza, sensori antifurto, ponteggi allarmati ecc. Tutte precauzioni divenute tipiche nel settore edile, oltre a ciò gli appaltatori possono anche chiedere delle misure aggiuntive come la presenza di guardie.

    Questi strumenti li possiamo chiamare strumenti di mitigazione del rischio furti e comportano un impegno non indifferente se pensiamo a quanto vasto può essere un cantiere edile.

    Perché è importante  il monitoraggio sui cantieri?

    I cantieri edili e industriali ogni giorno sono sottoposti ad numerosi rischi, in alcune zone sono preponderanti i furti, in altre ed in certi periodi dell’anno ci sono altri rischi da tenere sottocchio, persino quelli climatici. Il motivo per cui un impresario decide di dotarsi di un sistema di videosorveglianza è sempre strettamente legato all’esposizione della sua merce al furto ed al vandalismo.

    Attivare un programma di prevenzione significa sapere ciò che si deve fare e normalmente occorre affidarsi a professionisti capaci di individuare i passaggi obbligati dove posizionare i sensori antifurto. Persino i macchinari sono oggetto di attenzione dei ladri, il loro valore è altissimo ed esiste un mercato che li rende appetibili.

    La protezione di un cantiere viene fatta in senso fisico attraverso le barriere architettoniche, quali recinzioni, portoni, sbarre, ed in generale strumenti di riconoscimento individuale, ed in senso virtuale con meccanismi tecnologici che individuano i passaggi più scoperti e facili da superare che le barriere fisiche non hanno saputo impedire.

    I dissuasori sono poi dei cartelli che delimitano in senso psicologico l’area privata oggetto del cantiere. I cartelli informano dei pericoli a cui si va incontro se si oltrepassano le barriere fisiche, ma lanciano anche avvertimenti in merito all’utilizzo della videosorveglianza.

    Il vandalismo è ancor più pericoloso dei furti

    Da non sottovalutare il vandalismo e con esso non si intende lo studente ubriaco che fa una sfida di coraggio con i suoi colleghi, ma atti di sabotaggio, incendi dolosi, situazioni limite che potrebbero verificarsi in aree ad alto rischio criminale. In questi casi la stessa ditta specializzata in sensori e antifurto per cantieri suggerisce un’altra serie di rimedi basati su tecnologie di registrazione e presenza fisica in loco.

    I sistemi di videosorveglianza scoraggiano i criminali ad entrare nel cantiere quando questo è incustodito. I sensori sono determinanti per l’azionamento della luce che fa scappare il ladro ed informa prontamente la sicurezza. Il loro azionamento non deve dipendere da energia elettrica facilmente escludibile. Sistemi wireless lavorano per fornire il loro supporto in condizioni ottimali a patto che si disponga di una regolare manutenzione.

    Ma tutto ciò non è sufficiente se si rimane indietro con le ultime soluzioni che solo una ditta specializzata è in grado di fornire. Telecamere e sensori potrebbero essere accecati o ingannati, è una competizione che si gioca a colpi di professionalità.

    Videosorveglianza cantieri
  • Business internazionali: perché tradurre dall’italiano all’inglese

    Le traduzioni italiano – inglese sono le più richieste in Italia, a causa dell’enorme utilizzo della lingua inglese come strumento pressoché universale di comunicazione in ambiti professionali diversissimi tra loro.

    Sono moltissimi i vantaggi del tradurre un sito, una pagina professionale o un e-commerce nella lingua dal vocabolario più ampio del mondo.

    Perché tradurre dall’italiano all’inglese?

    La globalizzazione è una realtà. Anche senza spingersi fino agli estremi del globo per confrontarsi con i colossi asiatici emergenti, è necessario ammettere le aziende o i professionisti che operano soltanto nell’ambito della propria nazione di origine sono un passo indietro rispetto al nuovo modo di fare business.

    Grazie al web, oggi un’attività in qualunque angolo del globo può essere raggiunta da un utente qualsiasi, a prescindere dalla concreta distanza dell’utente dalla sede fisica dell’attività in questione. Per questo motivo offrire i propri servizi a un pubblico internazionale è un passo fondamentale nella costruzione del trust di un’impresa o di un professionista.

    La lingua della scienza, della tecnica e dell’impresa

    Grazie alla sua enorme diffusione e alla facilità del suo apprendimento, l’inglese è ormai riconosciuto come lingua universale della scienza, nonché della tecnica e dell’attività imprenditoriale. Questo comporta un costante ampliamento del suo vocabolario, che ingloba progressivamente neologismi o tecnicismi necessari a indicare nuovi concetti, nuove pratiche, nuove scoperte. Ne consegue che la lingua inglese è oggi la lingua con il più ampio vocabolario del mondo, in grado di veicolare con precisione anche (e soprattutto) concetti all’avanguardia.

    Fatte queste considerazioni, non stupisce quindi che anche nella lingua italiana siano entrate in maniera sempre più invadente espressioni mutuate dall’inglese di cui spesso si rinuncia a fornire una traduzione.

    Aziende, piccole imprese, professionisti

    È opinione comune che soltanto le grandi aziende multinazionali debbano presentare siti web multilingua, o offrire ai propri utenti almeno una versione inglese.

    Grazie alla geolocalizzazione delle attività sulla rete, su cui i principali motori di ricerca stanno puntando in maniera sempre più decisa, anche le piccole e piccolissime imprese come quelle artigianali potrebbero ottenere grandi vantaggi dalla presenza in lingua inglese sul web, al fine di essere raggiunte da potenziali clienti stranieri che si trovino temporaneamente in Italia.

    Allo stesso modo un professionista o un artigiano che abbia deciso di concretizzare la propria presenza sul web attraverso un sito vetrina o un e-commerce raggiungerà un numero di utenti molto maggiore attraverso una versione del proprio sito web in lingua inglese.

    Traduzioni dall’italiano all’inglese: perché devono essere perfette

    Realizzare una versione inglese del proprio sito web è quindi un investimento lungimirante per qualsiasi attività poiché esprime la volontà e la capacità di soddisfare le esigenze di un pubblico internazionale. Per questo motivo le traduzioni dall’italiano all’inglese dei testi per il web dovranno essere impeccabili: se così non fosse si trasformerebbe una preziosa opportunità in un terribile danno per l’immagine aziendale.

    L’unico modo per essere certi di ottenere per il proprio sito web testi efficaci, ottimizzati per il posizionamento sui motori di ricerca e allo stesso tempo in grado di trasmettere i valori aziendali in maniera appropriata è affidarsi a professionisti della traduzione che sappiano mettere in campo una serie di competenze altamente specializzate.

  • Attrezzatura edile: i migliori utensili di lavoro

    Il settore dell’attrezzatura edile include un ricco assortimento di utensili che permettono di provvedere alle molteplici esigenze di questo ambito. Basti pensare, per esempio, alle troncatrici, che si prestano a una grande varietà di applicazioni nell’ambito del taglio e delle rifiniture.

    Le troncatrici: uno strumento indispensabile nell’attrezzatura edile

    Tali macchine sono munite di un motore che si contraddistingue per una coppia elevata non solo nello spunto ma anche nel funzionamento: si basano, infatti, su un disco che a contatto con il pezzo che deve essere tagliato agisce con un effetto abrasivo. Ogni troncatrice presenta, in corrispondenza delle impugnature, degli assorbitori di vibrazioni, che hanno lo scopo di limitare lo stress muscolare e di contenere il rischio di danni fisici per chi la utilizza.

    A seconda della tipologia di lavorazione a cui si deve procedere, la troncatrice può essere munita di accessori specifici: per tagliare il legno, per esempio, le troncatrici da banco sono caratterizzate dalla presenza di un braccio a cerniera che permette di sollevarle e di abbassarle senza che venga compromessa la linearità del taglio, così che la superficie del pezzo rimanga sempre perpendicolare.

    L’uso delle carotatrici nel settore edile

    Anche la carotatrice fa parte dell’attrezzatura edile indispensabile per le imprese del settore. Possono essere identificate due tipologie: le carotatrici manuali, che sono sorrette dagli operatori mentre sono in azione, e le carotatrici a colonna, che sono collocate su telai che vengono ancorati al pavimento, al soffitto o al muro che devono essere forati. Nel secondo caso, il movimento della carotatrice lungo il telaio può essere assicurato da un dispositivo di avanzamento automatico applicato ad hoc o da un’azione manuale. A seconda dell’ambiente di lavoro con cui si ha a che fare e del tipo di materiale che deve essere sottoposto alla foratura, si decide se ricorrere a una carotatrice a umido o a una carotatrice a secco. Anche la posizione è un parametro determinante per stabilire se sia più indicata l’una o l’altra soluzione.

    Gli utensili diamantati indispensabili nell’attrezzatura edile

    Infine, nel novero degli utensili di attrezzatura edile vale la pena di menzionare gli utensili diamantati, che in genere sono composti da due parti: lo stelo, noto anche come anima, è un supporto di acciaio, mentre il segmento, noto anche come corona, è la parte diamantata. Quest’ultima può essere ottenuta miscelando grani di diamante – da cui il nome – e polveri di metallo: la miscela viene pressata a freddo, in modo da ottenere semilavorati di forme differenti che in seguito vengono riscaldati e pressati nello stesso momento attraverso la sinterizzazione.

    Operaio lavora con matrello pneumatico ed attrezzatura edile
  • Attrezzature per il cantiere: tipologie e utilizzi in edilizia

    Le attrezzature per il cantiere rappresentano il punto di inizio di ogni creazione strutturale, essenziali in quanto permettono di procedere all’opera in modo sicuro e celere. Elementi del tutto essenziali nella cantieristica moderna in ciascuna fase del lavoro, essi ricoprono con efficienza e sicurezza ogni ambito di necessità lavorativa, dalle carrucole per il sollevamento dei carichi ai ganci per ancorare i ponteggi. Un buon lavoro richiede ottime attrezzature.

    Attrezzature per il cantiere: tipologie e ambiti d’impiego

    La vasta gamma di attrezzature per il cantiere permette di soddisfare le esigenze di ogni cantiere edile, dalla messa in sicurezza per operai e utenti vicini alla velocizzazione e agevolazione del lavoro edile in sé. La fase iniziale della cantieristica si occupa della delimitazione dell’area di lavoro, in rispetto della sicurezza degli utenti non addetti ai lavori e agli operai. In questo campo, vengono in aiuto le transenne, realizzate in acciaio e disponibili in vari modelli, a loro volta catalogati in varie fasce di prezzo, garantiscono la massima resistenza alle problematiche dell’ambiente e la massima efficienza nell’inibire il passaggio ai non addetti a lavori. La modularità delle transenne consente la delimitazione di aree virtualmente infinite. Di questo settore fanno parte anche le recinzioni da installare in ponteggi e parapetti temporanei, necessari per proteggere l’ambiente lavorativo da cadute accidentali delle attrezzature. Disponibili in varie misure, le recinzioni risultano applicabili con rapidità ed efficienza alle proprie attrezzature impiegate. Le carrucole per il cantiere, robuste e facili da installare in ogni ambiente lavorativo, rappresentano la soluzione più immediata e sicura per il sollevamento sicuro e rapido di carichi da un piano all’altro.

    Attrezzature per il cantiere: materiali di realizzazione e vantaggi

    Le direttive internazionali, tra cui Direttiva 2006/42/CE, c.d. Direttiva Macchine, richiedono il massimo rispetto. Per far sì che ciò sia concretamente possibile, le attrezzature per il cantiere, data la loro principale sistemazione in luoghi esterni, sono realizzate in materiali resistenti agli urti meccanici e alle condizioni atmosferiche avverse, come l’acciaio inossidabile, ulteriormente irrobustito mediante una fase di zincatura a caldo. Tale resistenza si rivela particolarmente vantaggiosa data la garantita durata nel tempo dell’attrezzatura e la contemporanea semplice manutenzione da essa richiesta, connubio che corrisponde a un non elevato investimento iniziale che comporta un abbattimento dei costi in futuro.  Per dare la possibilità a ogni professionista di poter adeguarsi alle conformità di sicurezza internazionale nei cantieri edili, sono disponibili delle efficienti soluzioni certificate per ogni tipo di budget.

    Operai al lavoro mentre utilizzano attrezzature per il cantiere
  • Guida alla scelta del portone industriale

    Che si tratti di un portone scorrevole o di una serranda, il portone industriale ideale è quello che riesce a coniugare il massimo della funzionalità con i più alti standard di sicurezza, meglio ancora se all’insegna dell’efficienza energetica. Le soluzioni di Trivellato rappresentano un ottimo punto di riferimento da questo punto di vista, indicate per tutte quelle strutture logistiche in cui è necessario chiudere, sia internamente che esternamente agli edifici, i varchi in modo pratico e sicuro. Sin dal momento della progettazione occorre avere un’idea ben precisa del tipo di impiego a cui i portoni industriali saranno destinati, così che essi possano essere scelti con attenzione e in maniera oculata.

    La funzionalità di un portone industriale

    Quando ci si mette in cerca di un portone industriale, dunque, non si può fare a meno di pensare all’utilizzo che ne verrà fatto e al tipo di contesto in cui dovrà essere collocato, senza dimenticare i requisiti di sicurezza prescritti dalle normative in vigore. Essere consapevoli del settore in cui si opera permette, d’altro canto, di conoscere le caratteristiche e le necessità dell’edificio, anche per ciò che riguarda il comfort e la frequenza di apertura. 

    A proposito di sicurezza, in particolare, la normativa di riferimento a livello europeo è la EN 13241-1, dalla quale vengono disciplinati i requisiti che devono essere rispettati sul fronte delle prestazioni delle chiusure – siano esse manuali o automatizzate – in ambito pubblico, in ambito commerciale o in ambito privato. I portoni, quindi, devono essere progettati, realizzati e installati sulla base di tali requisiti: per esempio devono essere in grado di bloccarsi in modo automatico nel caso in cui venga ravvisata la presenza di oggetti o persone; inoltre, devono riuscire a evitare il contatto, tramite una inversione di marcia, o comunque a limitare la propria forza nel caso in cui esso non possa venire evitato. La presenza della marcatura CE è una garanzia di qualità e di affidabilità, ma soprattutto consente di avere la certezza che tali disposizioni siano rispettate.

    L’efficienza energetica

    Un altro aspetto che è opportuno considerare nella scelta è l’efficienza energetica, sia per ragioni ecologiche che per motivi economici: ci troviamo, infatti, in un’epoca che è caratterizzata da prezzi sempre più alti per l’energia da riscaldamento, mentre diventano sempre più stringenti e rigorose le disposizioni del regolamento sul risparmio energetico. In questo scenario, usufruire della migliore coibentazione termica possibile è quasi un obbligo a cui non ci si può sottrarre: ciò vuol dire che sulla facciata esterna i portoni devono risultare coibentati nel migliore dei modi, impedendo la dispersione del calore interno. In specifici settori industriali, per altro, le prestazioni energetiche sono di fondamentale importanza sul piano della competitività.

    Le altre caratteristiche dei portoni industriali

    La valutazione delle altre caratteristiche di funzionalità dei portoni industriali varia anche a seconda degli impianti e degli edifici a cui essi sono destinati: è chiaro, per esempio, che in un magazzino che fa parte del settore logistico c’è da tenere conto di un numero elevato dicicli di apertura ogni giorno, e pertanto occorre puntare su prodotti che riescano ad assicurare prestazioni affidabili sotto questo profilo. Nel caso in cui la frequenza di apertura dei portoni sia limitata, d’altro canto, il consiglio è quello di puntare su chiusure che siano caratterizzate dalla presenza di una piccola porta pedonale, che consenta il transito delle persone.

    Insomma, sul mercato le proposte che possono essere considerate sono tante – dai portoni con impacchettamento a libro ai portoni a scorrimento rapido, dalle serrande avvolgibili ai portoni scorrevoli -: ecco perché è importante studiare con cura le caratteristiche, le potenzialità e i punti di forza di ognuna di esse.

     

  • Gli ambiti applicativi di levigatrici e smerigliatrici angolari

    Levigatrici angolari

    Le levigatrici angolari sono dei prodotti dall’elevata efficacia qualitativa nella realizzazione delle più svariate operazioni, si tratta di macchine che operano prevalentemente per la lavorazione ad umido e sono disponibili presso i Rivenditori Univer. Esistono vari modelli di levigatrici angolari, a partire da quelle con impugnatura laterale, estremamente comode per operare in direzione perpendicolare rispetto a chi le utilizza, inoltre sono dotate di un tubo di aria e acqua la cui dimensione può essere di vario tipo, ma solitamente è compresa fra il metro e il metro e mezzo. Un altro interessante modello è rappresentato dalla levigatrice angolare con impugnatura frontale, in modo da poter regolare la macchina per lavorare nelle varie angolazioni necessarie a completare l’opera. Spesso a questa tipologia di oggetto si accompagna anche una calotta paraspruzzi per evitare che chi opera venga colpito in qualsiasi modo dagli spruzzi emessi, questo perché come ricordato in precedenza queste macchine operano ad umido. L’utilizzo ideale di queste tipologie di apparecchi riguarda l’applicazione e la lucidatura, mediante i dischi realizzati in modo appositamente flessibile, di pietre che si trovano in natura, ma anche di vetro, della vetroresina, degli agglomerati di ogni tipo fino ad arrivare alla ceramica.

    Smerigliatrici angolari

    Come le levigatrici anche gli smerigliatori possono essere di tipo angolare ed effettuare complesse lavorazioni ad una velocità elevatissima. Ovviamente ci sono numerosi modelli disponibili sul mercato, ma tendenzialmente la dotazione offerta insieme a questo tipo di apparecchio riguarda il tubo per l’aria, il tubo di scarico, il platorello in gomma che spesso è di 30 millimetri (ma può raggiungerne anche un massimo di 50) e ideali per i dischi di vario tipo, senza dimenticare la presenza dall’apposita chiave. In altri casi gli smerigliatori angolari offrono anche una calotta di protezione, che rende in parte più precise e protette le svariate operazioni possibili, ma anche un set di dischi abrasivi, per la piena riuscita della smerigliatura, così come una mola in abrasivo. Tali smerigliatrici angolari vengono utilizzate in ambiti applicati che riguardano le sculture, per conservarle ed esaltarne le forme, ma anche per la lavorazione stampi di ogni tipo, per la molatura del vetro (un’operazione sempre delicata che richiede la massima precisione) o per la lavorazione dei materiali composti, sempre delicati. Infine, altre applicazioni possibili riguardano dei particolari ambiti lavorativi, si pensi ad esempio all’oreficeria, dove si devono trattare senza alcuna possibilità di errore dei materiali di valore o l’odontoiatria, in cui la salute della dentatura dei pazienti richiede la massima efficacia e sicurezza delle operazioni.

    Come funziona una smerigliatrice angolare
  • Le Sterline in oro: pro e contro di questo modo di investire in oro

    La sterlina d’oro è una delle monete maggiormente acquistate in tutto il mondo, sia dai collezionisti che da coloro che vogliono semplicemente investire in oro fisico. L’oro, si sa, è un bene prezioso che mantiene nel tempo il suo valore, nonostante il periodo di recessione economica che stiamo attraversando. Ma la sterlina in oro è ancora oggi un buon investimento? Cercheremo di verificarlo, analizzando la situazione economica ed i pro e contro di questo bene prezioso.

    L’acquisto di sterline in oro può avvenire sia presso rivenditori autorizzati come le banche, che su siti web affidabili e certificati, che si occupano proprio della compravendita di questo prezioso oggetto. Ovviamente potrete scegliere se acquistare delle sterline in oro di nuovo conio ovvero prodotte dopo il 1957, oppure se antiche o comunque più datate, ante 1957. Le differenze non sono molte: tenete conto che il valore della sterline in oro dipende dalla purezza e dalla quantità di metallo contenuto al suo interno, non dalla sua datazione storica. Anche se, ovviamente, vi sono pezzi molto rari che acquisiscono valore proprio per la loro unicità sul mercato.

    I vantaggi di acquistare Sterline in oro

    I pro di questo modo di investire in oro sono molti: primo tra tutti il valore economico. Una sterlina in oro attualmente ha un valore di mercato compreso tra i 250 ed i 280 euro dunque un ottimo investimento per chi intende destinare una cifra modesta per un bene comunque durevole. Le variazioni sono dovute ovviamente all’andamento del prezzo dell’oro sui mercati finanziari: considerate che il valore delle sterline in oro viene valutato dal London Bullion Market. Tra gli altri punti a favore ci sono anche le quotazioni giornaliere, la possibilità di frazionare il capitale più facilmente rispetto ad un lingotto in oro, la conservazione del valore della moneta nel tempo (un aspetto che non va assolutamente sottovalutato).

    Inoltre si possono acquistare in regime di esenzione IVA dopo la recente entrata in vigore delle Legge 7 del 2000: un altro ottimo motivo per fare un investimento di questo tipo. Infine, aspetto non meno importante di quelli fino ad ora indicati, ricordiamo che si tratta del conio più diffuso al mondo, più ricercato e quindi più prezioso.

    Gli aspetti meno vantaggiosi legati all’acquisto di sterline

    I contro dell’acquisto di sterline d’oro sono essenzialmente legati all’andamento del mercato, che decide il valore di acquisto e vendite del bene. Inoltre se non siete esperti del settore, acquistate le monete in banca per evitare che vi rifilino pezzi con titolo di oro basso: la quantità dell’oro contenuta nella moneta è ciò che ne determina il valore. Acquistare tali beni senza la certezza che le sterline proposte siano in oro a 22 carati (916/1000), potrebbe farvi incappare in un pessimo investimento.

  • La pulizia necessaria negli uffici è una priorità assoluta

    L’igiene negli uffici pubblici e privati

    La pulizia e l’igiene degli uffici, sia privati che pubblici, sono operazioni necessarie per la buona convivenza dei colleghi in ufficio. Lavorare in un ambiente pulito e familiare, crea un rapporto diverso tra il lavoratore e il suo luogo di lavoro. Troppe volte le aziende sottovalutano le esigenze dei loro dipendenti che invece iniziano a produrre meglio grazie a dei piccoli accorgimenti che possono derivare proprio dall’ambiente quotidiano in cui devono operare. Azioni comuni, come andare in bagno e trovare sanitari puliti, pavimenti igienizzati, prodotti per l’igiene sempre ordinati, crea un feeling con il lavoratore che riesce a trovarsi a suo agio come fosse a casa sua. La pulizia degli uffici Parma e provincia può essere affidata a società esperte che sanno come assicurare dei livelli di pulizia davvero eccellenti. Il consiglio è di affidarsi a società certificate, che lavorano da molti anni nel settore e che sono in grado non solo di pulire e mantenere l’ordine nei vostri locali, ma anche di sanificare gli ambienti per evitare il proliferarsi di batteri ed agenti patogeni.

    Sicurezza nel contatto con il pubblico

    Gli uffici soprattutto quelli che hanno il contatto con il pubblico sono i più consoni alla possibile contaminazione da parte di batteri. Ogni giorno persone diverse entrano, si accomodano e magari restano ore in fila prima di poter sbrigare la loro pratica. Possiamo immaginare in quel lasso di tempo quanti batteri anche solo trasmessi per via aerea, o per contatto manuale vengano trasmessi. E’ essenziale e anche primario nella gestione di un ufficio, preoccuparsi di affidare la pulizia di dette stanze a coloro che posseggono anche la giusta attrezzatura per sanificare sedie, poltrone, passamano, bidoni dell’immondizia, zona snack o caffè e soprattutto bagni riservati ai clienti e al personale. Altre aree che hanno bisogno di essere pulite accuratamente sono gli ingressi degli edifici, le portinerie, le sale di attesa, le scale, le sale riunioni, ma anche le zone lavoro. Un’azienda di pulizia che è pratica e soprattutto attrezzata per ogni evenienza sa come trattare qualsiasi ambiente con la giusta attrezzatura per risanare con l’uso di prodotti giusti ogni tipo di problema. Sanificare e pulire la moquette del pavimento, ripulire i vetri delle finestre, pulire le scale e i parapetti, ma anche gli angoli più nascosti dove si può accumulare eventuale sporcizia. I prodotti usati devono essere certificati e in regola con le leggi del settore, il cliente deve conoscere ciò che viene usato ed eventualmente anche le schede tecniche che ne dimostrino l’effettiva efficacia.

    Imprese di pulizie degli uffici a Parma ed Emilia Romagna