Salute & BenessereRSS di categoria

Altre notizie Salute & Benessere

  • Cos’è la gigantomastia e come si può risolvere

    Con il termine gigantomastia, si intende una patologia che si manifesta con lo sviluppo eccessivo del seno che può raggiungere un peso della portata complessiva di circa dieci chili (cinque per ogni mammella). Come dichiarano i dati dell'Associazione Italiana Chirurgia Estetica, nel nostro Paese è un problema molto diffuso e ogni anno oltre cinquemila donne si sottopongono ad un intervento di riduzione del tessuto mammario.

    Possibili cause dell'ipertrofia mammaria

    Avere un bel dècoltè è il sogno di molte donne, ma quando le mammelle assumono un peso di svariati chili, l'immagine femminile viene compromessa e insorgono problemi di natura fisica e psicologica. Si tratta di una vera e propria patologia, solitamente riconducibile a tre cause principali che riportiamo di seguito.
    Sviluppo ormonale: durante il periodo della pubertà, un eccesso di ormoni femminili quali estrogeni e progesterone può comportare un'ipertrofia della ghiandola mammaria;
    Obesità: le persone affette da gravi disturbi di peso, tendono ad accumulare ingenti quantità di grasso nel tessuto mammario;
    Conseguenza post partum: è possibile che in seguito ad una gravidanza, alcuni depositi adiposi si infilino nelle ghiandole mammarie, accrescendo di fatto il volume del seno;

    I problemi causati da un seno molto prosperoso

    Avere mammelle smisurate genera effetti negativi sull'autostima delle donne che spesso diminuiscono incontri e relazioni sociali pur di non mostrare un fisico disarmonico. Non solo, l'ipertrofia mammaria crea evidenti danni alla postura e alla colonna vertebrale, la quale deve sostenere un peso toracico al di fuori della propria portata. Anche la scelta del reggiseno può rivelarsi difficoltosa: non sempre infatti si trovano taglie superiori all'ottava e anche le bretelle che sostengono le coppe spesso creano dei veri e propri decubiti o eczemi sulle spalle, in corrispondenza della zona sopra clavicolare. Una mammella eccessivamente grande inoltre ostacola le tecniche di prevenzione, come la palpazione o l'esame ecografico; l'ingente volume infatti potrebbe arrivare a coprire le zone laterali dove frequentemente si formano noduli o iniziali masse tumorali.

    Risolvere il problema attraverso un intervento di mastoplastica

    L'unica possibile soluzione per risolvere il problema della gigantomastia è sottoporsi ad un intervento chirurgico di mastoplastica, ossia a una riduzione del seno. L'operazione richiede tempi brevi e un rapido decorso post operatorio, tuttavia prima di compiere una simile scelta è bene richiedere il consulto di un medico senologo, effettuare screening diagnostici e sottoporsi alle tradizionali analisi ematologiche. L'intervento di mastoplastica avviene nel giro di poche ore, mentre la paziente è sotto l'effetto di un'anestesia generale. In sala operatoria il chirurgo provvede ad asportare i tessuti mammari in eccedenza e a ricomporre la cute rimasta in forma ridotta e più armonica, spostando aureola e capezzolo delle singole mammelle in posizione più elevata. Anche nei casi più gravi la degenza nelle strutture ospedaliere o specializzate non supera i due gior
    ni. Nella settimana seguente l'intervento la paziente dovrà stare a riposo, senza eccedere negli sforzi fisici, ma già dopo quindici giorni può iniziare a togliere i punti di sutura, solitamente posti nella parte inferiore delle mammelle e pertanto non visibili. Il decorso post operatorio non comporta dolori eccessivi, bensì regala subito un aspetto migliore e un'appagante sensazione di leggerezza.

  • I migliori servizi per un sorriso perfetto e trattamenti indolori

    Il miglior rapporto qualità prezzo scegliendo i vari servizi di uno studio dentistico all’avanguardia: cura delle carie con laser, ricostruzioni dei denti, trattamenti estetici e molto altro.

    Trattamenti dentistici a Brescia
  • Sigaretta elettronica: nel Regno Unito via al contributo pubblico

    L’Italia, ormai lo sappiamo, tende in molte cose a fare il bastian contrario rispetto ad altre Nazioni del mondo. Un esempio eclatante è quello delle sigarette elettroniche: da noi la loro diffusione viene regolarmente ostacolata da una serie di leggi e decreti, che costringono periodicamente i negozi a chiudere e i consumatori a pagare nuove tasse. Proprio il contrario di quanto avviene nel Regno Unito, che da sempre ha sfruttato questi nuovi dispositivi nella lotta contro il fumo.

    L’assunto di partenza
    Le sigarette elettroniche sono molto meno nocive rispetto a quelle tradizionali. Meno fumatori di sigarette con il tabacco significa minore incidenza delle malattie causate da questa pessima abitudine, con conseguente diminuzione della spesa pubblica. Questo tipo di concetto è ben chiaro ai centri antifumo della Gran Bretagna, che da alcune settimane forniscono ai loro assistiti dei voucher da 25 sterline per l’acquisto di un vaporizzatore elettronico. L’intento è quello di diffondere tra chi fa un uso eccesivo di sigarette tradizionali l’abitudine a sfruttare di più quelle elettroniche, nel tentativo di farli smettere di fumare.

    Smettere di fumare tramite le sigarette elettroniche
    Da più parti si sente ormai dichiarare come le sigarette elettroniche permettano di smettere di fumare. Non si tratta di una leggenda metropolitana, nonostante in Italia ci siano diversi detrattori di questi dispositivi che vogliono farci credere così. In realtà grazie alle sigarette elettroniche è possibile sostituire un’abitudine dannosissima per la salute con un’altra simile, ma decisamente molto meno dannosa. Una migrazione in massa dal fumo di sigaretta allo svapo porterebbe ad una minore incidenza di tumori alle vie respiratorie, in questo senso nel Regno Unito operano perché tale migrazione avvenga. Del resto fumare e svapare sono due passatempi molto simili, il secondo consente di sopportare le crisi dovute alla dipendenza psicologica da fumo, consentendo all’ex fumatore di non ricominciare. Inoltre è possibile utilizzare dei fluidi per lo svapo che contengono quantità progressivamente minori di nicotina, fino a far scomparire completamente la dipendenza fisica da questa sostanza. Certo ci vuole costanza e forza di volontà per smettere di fumare, ma grazie alle sigarette elettroniche si può avere un valido aiuto, semplice da ottenere.

    Cosa si svapa
    Mentre con le sigarette tradizionali si brucia del tabacco, nelle sigarette elettroniche non vi è combustione. Sono infatti dei serbatoi contenenti una resistenza che, scaldandosi, vaporizza il fluido contenuto al loro interno. In pratica durante lo svapo non si inspira fumo, ma del vapore che contiene essenzialmente sostanze innocue per la salute, come ad esempio aromi alimentari. Dopo aver eliminato la dipendenza da nicotina si può continuare a svapare, sfruttando fluidi privi di tale sostanze, per diletto e per assaporarne il gusto. I fluidi sono infatti arricchiti da aromi, disponibili in diverse varietà, da quelli alla frutta fino ai più particolari gusti, come ad esempio muffin al mirtillo o gelato alla vaniglia. Nei negozi specializzati sono disponibili tantissimi diversi fluidi per lo svapo già pronti, oppure si possono preparare da soli a casa. Potete trovare tantissimi aromi sigaretta elettronica su FlavourArt.

  • Quando c’è bisogno di rivolgersi a un centro specializzato per la cura della depressione

    Rivolgersi a un centro specializzato per la cura della depressione vuol dire essere consapevoli di aver bisogno di un supporto professionale per la cura di una vera e propria patologia. La deflessione – o abbassamento, che dir si voglia – del tono dell’umore è solo uno degli effetti di questa malattia, che determina in chi ne soffre il venir meno dello slancio vitale e una tendenza a guardare il presente e il futuro con pessimismo. Con il trascorrere del tempo il dolore non solo non si allevia, ma rischia perfino di aggravarsi, anche se agli occhi di una persona esterna può apparire incomprensibile, inappropriato, esagerato o non riconducibile a motivi evidenti.

    In un centro specializzato per la cura della depressione si interviene attraverso una accurata analisi di tutti i sintomi sperimentati dai pazienti: sintomi che non riguardano unicamente la sfera affettiva ed emotiva, ma che investono anche l’area neurovegetativa e finiscono per coinvolgere perfino l’attività psicomotoria e la cognitività, con conseguenze potenzialmente gravi. Dai sentimenti di colpa e dall’impressione di sentirsi in rovina e inadeguati, dunque, si passa a cambiamenti del corpo più o meno evidenti, come una riduzione (o un aumento, a seconda dei casi) del peso corporeo, un’alterazione del ritmo sonno veglia e un cambiamento delle abitudini alimentari).

    Dal punto di vista psicologico e fisico, i sintomi possono essere rappresentati da una certa difficoltà nell’esprimersi o da una sensazione di vuoto mentale, ma anche da una alterazione della mimica o dai rallentamenti dei movimenti. La complessiva perdita di vitalità che contraddistingue il quadro patologico si riflette nella vita di tutti i giorni, non solo nell’alterazione della memoria e della capacità di concentrarsi, ma anche nelle espressioni del volto.

    Fare affidamento su un centro specializzato per la cura della depressione, dunque, vuol dire provare a dire addio a quel sentimento di indifferenza e di malinconia in cui ci si trova immersi: le persone depresse, in effetti, sembrano aver perso la capacità di provare emozioni. La circadianità è una delle peculiarità degli stati depressivi, come dimostrano le fluttuazioni tipiche della deflessione dell’umore: può accadere che la condizione peggiori al mattino e migliori la sera, ma in altri casi è proprio nelle ore serali che il sollievo svanisce. Non bisogna mai dimenticare che la depressione si sviluppa in fasi ed episodi: si tratta di una malattia che può tornare periodicamente e che impone una meticolosa prevenzione delle occasioni di ricaduta che possono verificarsi.

    cura della depressione a quale centro rivolgersi
  • Cambiare medico di famiglia: come farlo Subito

    Vuoi cambiare medico di famiglia perché non ti trovi più bene? Oppure hai cambiato città ma non residenza? Scopri subito come fare e quali sono le tempistiche necessarie affinché la modifica venga regolamentata e ufficializzata.

    Il cambio del medico di base (così come averlo) è un tuo diritto, che nessuno potrà mai toglierti. Il rapporto fra entrambi può sciogliersi senza alcun preavviso e senza obblighi. Però, qualora fosse il medico a non voler più te come “paziente”, allora egli dovrà comunicare il motivo all’Asl.

    Chiaramente il dottore affinché rifiuti un paziente, deve avere un motivo giustificato e che sia ritenuto talmente grave da approvare tale richiesta.

    Salvo casi in cui un Comune possiede solo un dottore della mutua, e a patto di condizioni particolari, la richiesta della modifica potrebbe non esser accettata.

    Richiede il cambio del medico senza spostarsi di città in città

    Innanzittutto prima di spiegare come cambiare medico di famiglia, ti ricordiamo che inizialmente il Comune sottoscrive la scelta del tuo dottore, mediante il Servizio Sanitario Nazionale in base ad un vincolo annuale.

    Superato quest’anno, qualora non ci fossero ulteriori comunicazioni in merito, il rinnovo del “contratto” avviene automaticamente.

    Se vuoi cambiare dottore di base perché non sa nemmeno riconoscere una intolleranza alimentare o perché non esiste la fiducia di un tempo, quello che dovrai fare è farne richiesta online o recarsi presso uno sportello Asl.

    Quali documenti servono?

    • Carta di identità;
    • Tessera sanitaria;
    • Dichiarazione sostitutiva o certificato di residenza;

    Questi sono i documenti essenziali che permetteranno di cambiare medico di famiglia. Qualora si volessero accelerare le tempistiche burocratiche, si può procedere online recandosi sul sito della propria Regione d’appartenenza.

    Tutto ciò è possibile grazie al nuovo sistema adottata dalla nuova tessera sanitaria, che viene definita “Carta regionale dei servizi”. Ecco cosa occorre fare:

    1. Registrarsi sul sito della propria Regione;
    2. Installare il software e il lettore appartenente alla Crs;

    Ciò permetterà ai cittadini di poter entrare nel portale personalizzato, e allo stesso tempo di usufruire dei servizi pubblici messi a disposizione online.

    Tutte le informazioni relative all’installazione del programma e delle condizioni si trovano sul sito ufficiale sanitario. Mentre il costo del lettore accennato in precedenza, sarà a carico del cittadino. Tale dispositivo in molte Regioni non supera nemmeno i €5.

    Insomma una valida alternativa non solo per poter cambiare medico di famiglia online, ma soprattutto per evitare lunghe code agli sportelli pubblici, ed evitare lunghi iter burocratici che allungherebbero i tempi.

  • Impianti all on four a Napoli: tutti i segreti del trattamento

    Una delle soluzioni più indicate per il ripristino della dentatura è rappresentata dalla tecnica dei 4 impianti + protesi fissa, nota anche con il nome di all on four: a livello implantologico, si tratta di una procedura molto efficace che prevede l’inserimento, all’interno dell’osso mascellare o dell’osso mandibolare della persona che si sottopone al trattamento, di quattro impianti in titanio: in questo modo, si può realizzare una base solida a partire dalla quale è possibile procedere con la successiva applicazione della protesi.

    Il ricorso a impianti all on four, anche a Napoli, si basa su tre fasi differenti. Nel corso della fase preliminare, vengono estratti dalla bocca del paziente gli elementi dentali presenti in origine. Viene messa in pratica, quindi, una pulizia della zona orale, la quale è bonificata in vista dell’innesto implantologico successivo: la bonifica è fondamentale per garantire una riuscita impeccabile dell’intervento, e si basa sulla ripulitura totale delle porzioni ossee su cui gli impianti devono essere inseriti. Si effettua, inoltre, una scollatura della parte gengivale, in modo tale che vengono assicurati gli standard igienici più elevati, indispensabili per fare in modo che gli impianti si integrino in maniera corretta.

    Dopo la fase preliminare, è la volta della fase intermedia: in questa circostanza, sull’emiarcata destra e sull’emiarcata sinistra della mascella o della mandibola vengono inseriti due impianti in coppia: si ottengono, in questo modo, due serie di impianti situati alla stessa distanza, che rappresentano la base per l’applicazione della protesi. Dopodiché, è il momento della fase finale: una volta che l’inserimento implantologico è stato portato a termine, la protesi che è stata creata in laboratorio viene applicata sul paziente: in particolare, la si ancora ai quattro impianti che sono stati inseriti in precedenza, in modo tale che si crei un tutt’uno insieme con l’arcata. In un primo momento, a essere applicata è una protesi di tipo provvisorio, che viene mantenuta per non più di quattro o cinque mesi; in seguito, essa viene sostituita con una protesi definitiva.

    vantaggi che derivano dalla scelta di questa tecnica sono molteplici, a cominciare dal fatto che si tratta di un intervento non invasivo e, al tempo stesso, rapido: non dura più di 48 ore. Meritano di essere messe in evidenza, inoltre, la sua funzionalità e la sua bellezza dal punto di vista estetico. Gli impianti all on four, inoltre, sono indicati per i pazienti edentuli, cioè privi di denti, e sono in grado di durare molto a lungo nel tempo senza danneggiarsi.

    impianti all on four dove trovare un dentista a Napoli
  • Chirurgia estetica: come intervenire con la femminilizzazione del viso

    L’identità sessuale

    Per definire l’identità sessuale, la nostra società ha adottato per secoli uno schema riduttivo composto solo da due modalità: maschio e femmina. Questa distinzione non teneva conto di nient’altro che del sesso biologico, attribuendo alla persona con genitali esterni maschili certe caratteristiche inequivocabili e immutabili, e alla persona con genitali esterni femminili le caratteristiche opposte, immutabili nel tempo. In realtà l’identità sessuale è molto più variegata. Ecco le 4 variabili che entrano in gioco nella definizione della propria completa identità sessuale.

    Il sesso biologico: dipende dai cromosomi sessuali. Chi ha il corredo genetico che termina con XX è un individuo di sesso femminile, chi termina con XY è un individuo di sesso maschile. Risponde alla domanda: “Il tuo corredo genetico è maschile o femminile?”

    L’identità di genere: l’identificazione di una persona con il genere maschile o femminile. Risponde alla domanda “mi sento un maschio o mi sento una femmina?”. Di solito avviene nella prima infanzia e difficilmente cambia durante la vita.

    Il ruolo di genere: cambia da società a società e si evolve nelle diverse epoche. Comprende le aspettative verso i comportamenti di maschi e femmine. Per fare un esempio che avviene nel quotidiano: nella nostra cultura, oggi, è disdicevole per i maschi indossare la gonna, come anni fa era disdicevole per le femmine indossare i pantaloni. Risponde alla domanda “Come devono comportarsi le donne e gli uomini in questa società durante questo specifico periodo storico?”.

    Orientamento sessuale: indica il sesso biologico del partner preferito. Le variabili sono principalmente tre: l’orientamento omosessuale indica una preferenza per i partner col sesso biologico identico al proprio, l’orientamento eterosessuale indica una preferenza per partner di sesso biologico opposto al proprio, mentre l’orientamento bisessuale indica una preferenza per il partner slegata dal sesso biologico. Risponde alla domanda: “Preferisci un partner del tuo sesso biologico, di quello opposto o è indifferente?”.

    La transizione sessuale

    Per allineare il proprio sesso biologico alla propria identità di genere, ovvero per apparire come maschi quando ci si identifica nel genere maschile, e come femmine quando ci si identifica nel genere femminile, è necessario effettuare la transizione sessuale, modificando il proprio aspetto fisico. Si parte da una adeguata terapia ormonale, da un solido supporto psicologico fino ad arrivare alla chirurgia per ottenere il corpo adeguato per il proprio genere. La gamma di interventi va dalla ricostruzione dei genitali fino alla femminilizzazione del viso.

    chirurgia plastica femminilizzazione del viso
  • Come risolvere il problema del mal di schiena

    Il dolore alla schiena colpisce soprattutto la parte lombare bassa, estendendosi anche al resto della superficie in altre casistiche, con una sensazione talvolta estremamente fastidiosa.

    Esistono diverse gradazioni del dolore che possono variare da una fase sorda, ad una fase acuta di estremo malessere improvviso. Le cause del mal di schiena e le origini del dolore possono sfociare da uno sforzo eccessivo, un carico troppo pesante, un infortunio, un incidente, dall’uso dei tacchi alti, oppure dal trascorrere dell’età e i cambiamenti relativi alla colonna vertebrale stessa. Persino uno stile di vita troppo sedentario concorre alla formazione del mal di schiena in eventi di maggiore attività e sforzo improvvisi.

    Una fase acuta ha una durata di circa pochi giorni o settimane, risolvendosi spontaneamente; mentre una fase subacuta possiede una durata in grado di protrarsi fino a 12 settimane. Una fase cronica invece persiste oltre le 12 settimane, sottoforma di dolore intenso.

    In quale modo è possibile risolvere il problema del mal di schiena?

     

    RIMEDI NATURALI CONTRO IL MAL DI SCHIENA

     

    BAGNO CALDO: in presenza di mal di schiena è consigliabile effettuare docce e bagni caldi al fine di stimolare la circolazione sanguigna e l’elasticità dei muscoli, sciogliendone la tensione.

     

    ESERCIZI DI YOGA E RILASSAMENTO: gli esercizi di yoga possono aiuatare zona della schiena a rilassarsi, dimunendo il dolore e rilassando la muscolatura.

     

    FRAGOLE E AGRUMI: assumere fragole e agrumi, ricchi di vitamina C, aiuta a contrastare e a prevenire i sintomi classici del mal di schiena.

     

    CORRETTA POSIZIONE DURANTE IL SONNO: assumere una posizione supina, possibilemente con un cuscino al di sotto delle ginocchia, aiuta a ridurre i sintomi del dolore, migliorando la postura della colonna vertebrale durante il sonno.

     

    SCIROPPO DI BASILICO: questo metodo lenisce il dolore se assunto 1/2 volte al giorno. Per realizzare il decotto di basilico, denominato anche antibiotico di basilico, saranno necessarie 10 foglie della pianta e del sale. Il composto andrà portato a ebollizione e lasciato raffredare sino al raggiuungimento di uno liquoroso come un vero e proprio sciroppo.

     

    SOLETTE: alcuni specialisti consigliano delle particolari solette da introdurre all’interno delle scarpe al fine di migliorare la postura e ridurre il dolore alla schiena.

     

    GINNASTICA PER IL MAL DI SCHIENA: alcuni esercizi mirati sono in grado di porre rimedio al fastidioso disturbo del mal di schiena.Tuttavia è preferibile rivolgersi ad un fisoterapista che sarà in grado di identificare la zona infiammata su cui agire nel modo corretto. Esistono diversi esercizi, tra cui anche la ginnastica d’ufficio, per permettervi di ottenere miglioramenti.

     

    FONTI DI CALORE: esistono diverse fasce a rilascio di calore e cerotti disponibili in farmacia, con un effetto sino a 8 ore, per ridurre la sensazione di dolore e sciogliere la tensione dei muscoli. Un metodoo casalingo è quello della borsa dell’acqua calda, da applicare sulla zona interessata per circa 15/20 minuti alla volta.

     

    POSTURA: per contrastare e prevenire il mal di schiena è importante mantenere sempre una buona postura eretta, evitando scarpe e tacchi eccessivamente alti, posizioni prolungate e scomode, carichi pesanti.

     

    MEDICINALI: nella peggiore delle ipotesi il vostro medico curante potrà prescriversi degli antidolorifici da assumere in forma di pastiglie, iniezioni, ecc. 

  • Capillari e vene più forti con l’integratore Triade H

    Le vene varicose sono un disturbo diffuso nella popolazione adulta. Se ci si limita a considerare la degenerazione dei sistemi della vena Safena e delle sue vene collaterali, il problema riguarda dal 15 al 20 per cento della popolazione adulta; se però si allarga la visione anche al problema semplicemente estetico delle vene varicose, i numeri crescono visto che il disturbo arriva a interessare il 35 per cento degli italiani. Le vene varicose, ossia vene ingrossate, dolenti e gonfie di solito su gambe e piedi, possono essere la causa principale di un’infiammazione dolorosa: la flebite.

    In termini corretti la tromboflebite, più familiarmente chiamata flebite, si chiama trombosi venosa superficiale e indica l’infiammazione di una vena vicino alla superficie della pelle. Questa infiammazione è provocata da un trombo che occlude una vena o anche di più solitamente nelle gambe facendole così gonfiare. Questo disturbo compare più facilmente quando si soffre di vene varicose, di fragilità capillare e quando si ha una insufficienza venosa. In questi casi, un medicinale molto utile allo scopo, è Triade H preparato in bustina, a base di diosmina, troxerutina ed esperidina, da assumere dopo i pasti principali disciolto in mezzo bicchiere di acqua. A che cosa servono i principi attivi contenuti nell’integratore alimentare Triade H? Vediamoli uno per uno:

    • la diosmina è un flavonoide ritenuto particolarmente efficace per normalizzare la permeabilità venulo-capillare perché riesce a favorire l’aumento del tono venoso e allo stesso tempo riduce anche la risposta dei recettori alle catecolamine. Non solo, la diosmina contenuta in Triade H aumenta la deformabilità dei globuli rossi e vanta anche efficaci effetti anti infiammatori. Naturalmente, come tutti i flavonoidi la diosmina ha proprietà protettive contro i radicali liberi;
    • l’esperidina è una molecola particolarmente potente nella capacità di aumentare la resistenza delle pareti di vene e capillari e nell’azione antiossidante contro l’aggressione dei radicali liberi. L’esperidina è altresì importante perché contrasta il trofismo del collagene interstiziale e blocca la formazione degli enzimi lisosomiali che sono responsabili del danneggiamento dell’endotelio, ovvero il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni. Possiede inoltre un effetto antistaminico e antinfiammatorio;
    • la troxerutina corregge le alterazioni del metabolismo glucidico e secondo, gli ultimi studi pubblicati da numerose riviste scientifiche internazionali, ha la capacità di migliorare in maniera significativa la deformabilità dei globuli rossi, le emazie, e la funzionalità del microcircolo.

    Più movimento e antiossidanti

    I motivi per cui si formano i trombi nelle vene possono essere tanti e di solito non si riesce a identificare la causa precisa di ogni singolo episodio, quel che è certo è che trascorrere parecchio tempo in posizione seduta, quando si viaggia a lungo in auto o in aereo per esempio, oppure in posizione sdraiata come quando si è costretti a letti per una lunga malattia o durante una convalescenza post operazione chirurgica, favorisce la formazione di queste infiammazioni. Per ridurre le probabilità, è bene ricorrere ad alcuni rimedi e terapie farmacologiche, a volte può bastare cominciare ad usare un integratore specifico come Triade H, per fornire all’ organismo quelle sostanze antiossidanti necessarie per rinforzare le pareti di vene e di capillari e prevenire o attenuare, non appena fanno la loro comparsa, le vene varicose. Naturalmente è anche importante fare movimento regolare, sgranchirsi le gambe periodicamente o alzarsi a fare due passi anche quando si è costretti a stare a lungo nella stessa posizione, non fumare e non essere in sovrappeso. Più sono presenti i fattori di rischio e maggiore è il rischio di soffrire di flebite, infiammazione che secondo le stime colpisce senza distinzione di sesso uomini e donne di una fascia di età che va dai 54 e 58 anni.

  • Superfood, ecco il cibo della longevità: zero grassi e tanto benessere

    Negli ultimi anni anche in Italia il regime alimentare di giovani e meno giovani ha fatto registrare rispetto al passato dei cambiamenti radicali. Nel fare attenzione allo star bene, ed al benessere anche a tavola, spesso a pranzo ed a cena si consumano infatti cibi che sono meno grassi e nello stesso tempo costituiti da sostanze che sono in prevalenza vegetali, e che assicurano salute e longevità. Tra questi cibi spiccano i cosiddetti superfood, dei prodotti alimentari che anche in Italia hanno invaso ormai da tempo non solo gli scaffali dei negozi bio e delle erboristerie, ma anche quelli dei supermercati. Ma detto questo, cosa è un superfood ovvero il cibo per la salute?

    Ebbene, il superfood non è altro che un alimento che da un lato presenta una elevata densità a livello nutrizionale, e dall’altro, è al 100% di origine vegetale con elementi selezionati da coltivazioni bio e, di conseguenza, privo di pesticidi e di agrofarmaci. La composizione standard dei superfood è caratterizzata da una elevata concentrazione di vitamine, di minerali, di aminoacidi essenziali, ma anche di acidi grassi sani e di sostanze fitochimiche che sono utili spesso allo scopo non solo di rimanere in forma, ma anche di prevenire l’invecchiamento e di perdere eventuali chili di troppo.

    Le sostanze assunte con i superfood, infatti, sono nutrienti ed antiossidanti al fine di contrastare i radicali liberi che portano ad un invecchiamento prematuro. I superfood, in base alla loro composizione, possono inoltre agire come antivirali e tonificanti dei vasi sanguigni, generano effetti antinfiammatori, e sono indicati pure per migliorare, in maniera del tutto naturale, la regolare funzione intestinale.

    Non a caso i superfood seguono quello che è, per quel che riguarda i prodotti vegetali, il cosiddetto arcobaleno degli alimenti con il giallo che depura l’organismo e tiene in salute il fegato, mentre con il rosso si accelera il metabolismo e si riattiva la circolazione vascolare. Poi ci sono i fitonutrienti dei vegetali di colore arancio che favoriscono la digestione, quelli di colore verde che sono ottimi depuratori del sangue, quelli viola che, ricchi di magnesio, stimolano le le funzioni cerebrali, e quelli bianchi che invece proteggono l’apparato respiratorio dalle infezioni.

    Ecco perché i superfood vengono anche definiti come i cibi della longevità visto che non sono dei cibi da cucinare in quanto possono essere assunti anche in capsule. I superfood non sono neanche dei semplici integratori alimentari, così come non possono essere considerati dei semplici rimedi naturali. Volendo dare una definizione precisa, infatti, il superfood è un cibo che fornisce, oltre ad un elevato apporto nutrizionale, anche sapore, salute ed energia a fronte di un numero minimo di calorie e zero grassi di cattiva qualità.

  • Le carni sono sostenibili?

    Una dieta sana ed equilibrata deve contenerne un bilanciato rapporto tra proteine, vitamine e carboidrati. Le proteine animali, importantissime in tutte le diete oggi si possono trovare anche nella carni sostenibili.

    Carni sostenibili per un dieta sana ed equilibrata
  • Come proteggere i piedi sul lavoro

    Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi capaci di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro viene definita DPI, ovvero Dispositivo di Protezione Individuale.

    Ricoprono, quindi, particolare importanza come DPI le calzature, cioè le scarpe da lavoro che servono per la protezione degli arti inferiori.

    Le scarpe antinfortunistiche fanno riferimento alle seguenti normative:

    • EN ISO 20344 Metodologia di prova e requisiti generali.
    • EN ISO 20345 Calzature di sicurezza con puntale resistente a 200 joule. Il puntale deve resistere senza rompersi alla caduta di un peso di circa 20 kg da 1 metro di altezza.
    • EN ISO 20346 Calzature di protezione con puntale resistente a 100 joule. Il puntale deve resistere senza rompersi alla caduta di un peso di 20 kg da mezzo metro di altezza. Sono calzature sostanzialmente uguali a quelle di sicurezza, ma avendo il puntale con resistenza a 100J vengono marchiate con la lettera P (protezione).
    • EN ISO 20347 Calzature da lavoro senza puntale, vengono marchiate con la lettera O.
    • EN ISO 20345 Le calzature che rientrano in questa norma sono contraddistinte dalla lettera S, (safety = sicurezza), seguita da lettere e/o numeri:

    SB, requisiti minimi:

    – Puntale con resistenza a 200 joule

    – Tomaia in pelle crosta o similare

    – Altezza minima della tomaia

     

    S1, hanno le caratteristiche SB, integrate da:

    – Antistaticità (A)

    – Assorbimento d’energia nella zona del tallone (E)

    – Calzatura chiusa posteriormente

    – Suola antiscivolo
    S2, hanno le caratteristiche S1, integrate da:

    – Impermeabilità della tomaia

     

    S3, hanno le caratteristiche S2, integrate da:

    – Lamina antiperforazione (P)

    – Suola scolpita o tassellata

    S4, hanno le caratteristiche S1 integrate da:

    – Resistenza agli idrocarburi (ORO)

    S5, hanno le caratteristiche S4 integrate da:

    – Lamina antiperforazione (P)

    – Suola scolpita o tassellata

    – Resistenza della suola agli idrocarburi

    Sul mercato sono presenti tanti modelli con tutti questi requisiti, ma è molto importante anche stare comodi per affrontare la giornata lavorativa senza avere fastidi dovuti alle scarpe, come ad esempio le vesciche.

    A tal proposito è necessario indossare delle buone calze da lavoro poiché, molto spesso, indossando dei calzini sbagliati anche le scarpe più comode possono causare problemi ai piedi. È possibile scegliere delle calze tecniche adatte, traspiranti e resistenti e scegliere tra i vari modelli alti o bassi, e tessuti adatti per i periodi estivi, invernali, o per le mezze stagioni.

  • Le proprietà benefiche dell’olio extravergine d’oliva

    L’olio pugliese, toscano o campano rappresentano eccellenze mondiali, alimento che regna sulle tavole delle famiglie italiane e orgoglio identitario per tutto il nostro Paese. L’olio extravergine di oliva, però, svolge anche un ruolo chiave per ciò che riguarda il nostro benessere fisico e le sue proprietà organolettiche lo rendono un prodotto ideale, sinonimo di leggerezza, digeribilità e salubrità.

    Riduce il colesterolo

    L’attività congiunta di fitosteroli e acidi grassi monoinsaturi permette l’abbattimento del colesterolo (LDL) nel sangue e l’aumento di quello che è definito colesterolo buono (HDL), riducendo di oltre il 40% il rischio di ictus.

    Circolazione sanguigna e pressione arteriosa

    La presenza di vitamina E, polifenoli e di antiossidanti favorisce un effetto preventivo delle malattie del sangue, riduce di un terzo il rischio di infarti, previene l’arteriosclerosi e l’invecchiamento delle cellule. I polifenoli permettono anche una maggiore elasticità delle pareti cellulari e dei vasi sanguigni, proteggendo il sistema cardiocircolatorio.

    Effetti sulla mente

    Il consumo di extravergine permette un potenziamento delle abilità mnemoniche, soprattutto sugli anziani e sui bambini. I polifenoli possono ritardare l’insorgenza di malattie neurodegenerative quali l’alzheimer oltre che migliorare le capacità verbali.

    Antitumorale

    L’impiego misurato e sano di olio extravergine di oliva nella propria alimentazione ridurrebbe il rischio di contrarre alcuni tipi di tumore. Diverse ricerche hanno messo in luce il rapporto positivo tra insorgenza di cancro del seno e consumo di extravergine, evidenziando come nei Paesi del Nord Europa – dove l’uso è molto ridotto – l’insorgenza è molto più alta rispetto ai Paesi del Mediterraneo.

    Depressione

    L’olio extravergine ha effetti benefici anche sul rischio di depressione abbassando la soglia di rischio.

    Diabete

    I grassi monoinsaturi contenuti nell’extravergine, non solo non rappresentano alcun rischio per ciò che riguarda il diabete di tipo 2, causato soprattutto da un alto consumo lipidico, ma ne ridurrebbe l’incidenza del 50%.

    Digestione

    L’olio extravergine di oliva gica anche un ruolo di supporto al sistema digerente, agevola l’attività di digestione e previene il rischio di stitichezza.