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  • Conviene fare acquisti in una farmacia online? Tutte le risposte

    Il ricorso ai servizi offerti da una farmacia online per molti consumatori corrisponde alla possibilità di ottenere risparmi significativi per l’acquisto di rimedi omeopatici o integratori alimentari (inclusi quelli destinati agli animali domestici). Gli esperti raccomandano, ovviamente, di affidarsi unicamente i siti che sono autorizzati alla vendita, fermo restando che ogni portale può variare i prezzi dei medicinali da banco. Ma come ci si deve comportare per avere la certezza di spendere il meno possibile? In primo luogo è opportuno controllare con attenzione le spese di spedizione, che nella maggior parte dei casi sono di pochi euro e, in altre circostanze, sono addirittura gratuite se si supera un determinato limite di spesa.

    Per capire se una farmacia online è autorizzata o meno alla rivendita dei farmaci, è sufficiente accertarsi che il sito mostri il bollino del Ministero della Salute. Anche per questi acquisti è in vigore il diritto di recesso, che deve essere esercitato entro le due settimane successive rispetto alla data in cui la merce è stata ricevuta. Quando si acquistano i medicinali online, comunque, è sempre preferibile prevenire l’effetto scorta, per evitare che essi scadano senza essere stati utilizzati. Bisogna, inoltre, imparare a distinguere i farmaci in funzione del loro principio attivo, non solo per essere sicuri di non comprare doppioni, ma anche per l’opportunità di puntare su farmaci equivalenti che costano di meno.

    La semplicità di gestione degli acquisti è solo uno dei tanti motivi per i quali conviene affidarsi a una farmacia online, il cui catalogo in molti casi include anche i cosmetici, i prodotti dedicati alla cura del corpo e un vasto assortimento di articoli che hanno a che fare con il benessere individuale. Ovunque ci si trovi, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza vincoli di spazio e di tempo si può portare a termine il proprio acquisto sapendo che i prodotti saranno consegnati nel giro di breve tempo all’indirizzo indicato.

    farmacia online
  • Un regalo biologico e naturale: i cosmetici OllyNatural

    Cercare il giusto regalo di Natale per la cura di se stessi è sempre difficile soprattutto quando non si conoscono bene i gusti delle persone e le loro eventuali problematiche legate a allergie o intolleranze. Per non sbagliare, quindi, è bene affidarsi a prodotti naturali al 100% che siano ecologici e dermo-compatibili.

    Bellezza naturale

    I cosmetici naturali sono quelli realizzati senza la presenza di parabeni, siliconi, coloranti, alcool e molto altro ancora che possono portare dei danni alla pelle e al benessere della persona.
    Per questo motivo è bene scegliere dei prodotti ecologici che rispettino a pieno la natura, realizzati da aziende specializzate e affidabili come OllyNatural. Il brand, grazie all’utilizzo di ingredienti organici che derivano dalle piante, ha saputo creare dei cosmetici adatti a ogni tipo di pelle ma anche prodotti per capelli delicati e nutrienti.
    I cosmetici del brand sono tutti dermatologicamente testati e presentano la certificazione di qualità cosmetica eco biologica dell’Istituto di Certificazione Etica e Ambiente (ICEA).
    Le formulazioni biologiche di ogni singolo prodotto riescono a scongiurare il rischio di intolleranze e ogni confezione, astuccio o flacone è stato pensato per ridurre al massimo l’impatto ambientale.
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    Il catalogo di OllyNatural – Naturalmente Essenziale è ricco di prodotti per viso, corpo e capelli e, tra questi, sarà facile trovare quello giusto per il perfetto regalo di Natale.

    Cofanetti per ogni gusto

    Nella pagina del sito OllyNatural.it è possibile trovare una serie di idee regalo che faranno felice qualsiasi donna abbia a cura il proprio benessere e la propria bellezza.
    I cosmetici biologici OllyNatural sono stati racchiusi in meravigliosi cofanetti da scegliere sulla base del proprio gusto personale.
    Per iniziare la giornata al meglio, nel cofanetto Bonjour e Best tea Time sono stati inseriti prodotti capaci di dare grinta e brio. Il primo contiene una crema viso bio idratante e un barattolo porta biscotti in stile Country Chic dal fascino irresistibile. Con il Best tea Time sarà possibile svegliarsi vicino a una mug a lavagna con gessetto, per salutare il mattino nel migliore dei modi, dopo essersi spalmate la crema corpo bio nutriente per fare un pieno di positività.
    Per momenti di puro relax, invece, è possibile optare per il cofanetto Relaxing Rituals che riuscirà a far rilassare i nervi grazie alla crema corpo extra dolce e nutriente accompagnata da una tea light avvolta in un porta candele Shabby Chic.
    Le donne più romantiche e dolci potranno enfatizzare la loro bellezza con la delicata maschera viso bio ossigenante perfetta per ogni tipo di pelle presente nel cofanetto Macaron Chic all’interno del quale un bellissimo barattolo in vetro potrà essere utilizzato come contenitore per ogni occasione.
    Per un Natale al top è possibile creare un’atmosfera unica grazie al cofanetto Sweet Dream, all’interno del quale la delicata profumazione del bagno doccia rilassante riuscirà a scaldare l’ambiente dando un senso di benessere immediato. La speciale formulazione naturale al 100% deterge la pelle secca e disidratata, la quale acquisterà morbidezza al tatto e un nuovo equilibrio.
    Sarà possibile farsi accarezzare dal prodotto e rilassare lo spirito grazie alla profumata candela presente nel cofanetto, la cui fragranza è perfetta per dare un senso di pace e calore inimitabile. Il design del bicchiere porta candele sobrio ed elegante si abbina a qualsiasi ambiente, rappresentando quindi il miglior regalo di Natale.

  • Come si abbina lo Champagne al formaggio?

    Lo champagne ed il formaggio rappresentano due universi di gusto. Questi due modi di degustare possono fondersi in uno solo attraverso l’abbinamento. I pareri sono discordanti ed in genere si legge spesso che il loro accostamento risulta difficoltoso, in questo articolo si sostiene la tesi opposta ma non per il gusto di andare controcorrente ma per semplici assiomi che sarai poi tu a verificare al palato. Di vino per formaggio ne trovi in abbondanza, alcuni bianchi si abbinano alla perfezione con il sapore, considera lo champagne altro non è che un vino bianco particolare. Oltre a questa considerazione vale la pena soffermarsi sul modo in cui i due prodotti vengono alla luce. Si tratta della maturazione e del tempo che ci vuole per arrivare ad essere consumati. Che si tratti di fermentazione per gli champagne o di stagionatura per i formaggi è il tempo ad accomunarli, e a farli sviluppare in sapore.

    Per creare il connubio perfetto e far in modo che si valorizzino a vicenda ci sono alcune piccole regole molto semplici da seguire. Segui le righe che seguono per scoprire come realizzare l’accordo in sintonia di gusto tra formaggi e champagne con successo e quale sono i prodotti da selezionare per realizzare il duetto.

    Alcuni consigli pratici per riuscire ad abbinare i formaggi agli champagne

    In molti casi si tratta di buon senso, in altri occorre essere un po’ audace ed esplorare.

    – Come regola generale non bisogna offrire un piatto di tre formaggi e con gusti molto lontani. Per uno champagne la selezione che dovrai fare è tra 1 e 3. Il motivo è semplice: tra un formaggio e l’altro ci può essere una densità di pasta e sapore per cui risulta troppo difficile realizzare l’abbinamento. Per contro un solo formaggio non crea armonia di gusto tra vari sapori che vengono accompagnati dalla finezza dello champagne.

    – Gusti troppo intensi dei formaggi potrebbero eliminare il sapore delicato dello champagne, quindi scegli formaggi dai sapori delicati e meno strong.

    – un buon inizio può essere quello di offrire dei formaggi freschi come quelli di capra da abbinare a champagne leggeri, freschi e giovani.

    – Un buon formaggio stagionato può accordarsi con uno champagne d’annata.

    Una nuova tendenza da saper controllare per non sfociare nell’impossibile

    Vale la pena a questo punto fare qualche suggerimento di duetto tra formaggio e champagne per mettersi alla prova. Cercare quella che per noi sarà la coppia perfetta con le linee guida e con la voglia di testare sul palato. Ne rimarrai stupito e sarà un cavallo di battaglia delle tue cene.

    Vediamo quali sono le tendenze in atto.

    – Di un formaggio fresco di capra abbiamo già detto come funzioni in abbinamento con uno champagne giovane dal gusto floreale, di cera d’api e miele. Più in particolare un formaggio di capra fresco può funzionare bene con uno Champagne Blanc de Blancs, prodotto con uve bianche dal vitigno Chardonnay. Il sapore richiama quelle note di agrumi, di mango, di pesca e di susina bianca.

    – Un formaggio grasso ha bisogno di uno champagne secco e minerale, per cancellare la parte più grassa e cremosa al palato. Proviamo uno Champagne Blanc de Noirs, derivante dalla vinificazione in bianco di uve a bacca rossa che possono appartenere a diverse annate. La sua acidità è ciò che c’è bisogno per armonizzare.

    – un Brie senza crosta per non aver il gusto amaro che rovina il dolce, lo accostiamo con uno champagne che viene dalle Montagne de Reims dove si lavora il Pinot Nero a bacca rossa.

    – un Camembert con uno champagne bianco per esaltare l’eleganza e la freschezza. Una nota di mela a confronto con un formaggio rustico e cremoso.

    – e per chiudere un Grana Padano con dei mesi importanti, con uno champagne che proviene dalla Cote des Blancs dove viene coltivato lo Chardonnay a bacca bianca.

  • Cellule epiteliali. Cosa sono e da quali patologie sono interessate

    Le cellule epiteliali compongono il tessuto dell’organismo umano ed animale: il tessuto epitelio. Come gli altri tessuti del nostro organismo, l’epitelio svolge importanti funzioni al pari del tessuto connettivo, muscolare e nervoso. L’alto valore di cellule epiteliali nelle urine sono spesso indice di patologie, ma non è sempre un segnale preoccupante.

    Cosa sono e dove si trovano le cellule epiteliali

    Il nostro organismo è costituito da cellule e grazie ad esse i tessuti organici possono svolgere importanti funzioni, fondamentali per il corretto funzionamento dell’intero organismo. Per capire cosa sono le cellule epiteliali occorre comprendere cos’è l’epidermide. Essa può essere considerata come un vero e proprio “rivestimento” dei principali organi che garantiscono le funzioni della digestione, della respirazione, ma anche della riproduzione e della escrezione. Queste cellule, a stretto contatto tra loro, formano i suddetti tessuti, componendo delle strutture e delle forme diverse in base alla zona interessata. Ogni tessuto costituito dalle cellule epiteliali va a prendere così nome e forma diversa, caratterizzando dunque l’epitelio stesso.
    Troviamo perciò l’epitelio pavimentoso o squamoso semplice, soprattutto nelle zone polmonari e nei vasi sanguigni; l’epitelio cubico semplice situato in alcuni tessuti dei reni e delle ovaie e delle ghiandole; l’epitelio cilindrico semplice nelle cellule intestinali o negli enterociti ed ancora numerose forme, tutte destinate a funzioni e zone diverse dei tessuti organici.

    Le cellule epiteliali nelle urine

    Come si può evincere da quanto detto è facile dunque capire cosa sono le cellule epiteliali, fondamentali nella composizione di tutti i tessuti organici umani ed animali. Esse possono talvolta essere presenti anche nelle urine, ma ciò non è sempre da considerarsi come un fattore preoccupante. Sono piuttosto i valori alti in queste ultime a rappresentare un campanello d’allarme e talvolta un vero e proprio indice di presenza di preoccupanti patologie. Per determinare la gravità della presenza delle cellule epiteliali nelle urine è ovviamente necessario tenere conto dei valori di laboratorio dove vengono svolte le analisi e se queste sono più alte dei valori medi indicati, un approfondimento diagnostico</str ong> deve essere considerato necessario. Infatti solo con delle analisi di laboratorio più approfondite sarà possibile individuare la tipologia della cellula rilevata nelle urine e da questo ottenere maggiori informazioni riguardanti il tessuto organico dal quale le cellule epiteliali rilevate provengono. Un leggero sfaldamento dell’epitelio va dunque considerato normale in virtù dell’altrettanto normale rinnovamento cellulare.

    Le cause e le patologie delle cellule epiteliali

    Quando però vi è un’alto valore di cellule epiteliali nelle urine è chiaro che qualcosa non va. Le principali cause e patologie correlate, a ciò che va considerato come un vero e proprio campanello d’allarme, sono solitamente le infezioni alle basse vie urinarie oppure delle patologie o delle problematiche a carico dei reni. Purtroppo però non è raro che i valori molto alti di queste cellule nelle urine siano sintomo della presenza di una neoplasia. Attenzione però, se tali valori sono stati riscontrati a seguito di esami diagnostici invadenti, come quelli che prevedono l’uso di sonde, le quali non di rado lesionano i tessuti seppur in modo lieve, anche i traumi alle basse vie urinarie possono comportare episodi simili e
    dunque nessuna presenza di patologia. Altri fattori che possono condizionare i valori di queste cellule nelle urine sono quelle condizioni che favoriscono le infezioni urinarie come ad esempio avviene durante l’intero periodo della gravidanza. Per avere un chiaro quadro sull’intera situazione, il consulto del medico specialista è d’obbligo perché in ognuno dei casi sopracitati è fondamentale la correlazione che vi è con queste cellule e le altre, come ad esempio i globuli bianchi o i leucociti.

  • Quali errori non commettere nella progettazione di uno studio odontoiatrico

    La ristrutturazione di uno studio odontoiatrico che si può rendere necessaria con il passare degli anni impone di assumere delle scelte che meritano di essere ponderate con la dovuta attenzione. Valutare tutti gli aspetti in gioco nella progettazione studi dentistici è indispensabile per non rendersi protagonisti di investimenti avventati: non esiste una soluzione progettuale perfetta e priva di difetti, ma ogni proposta presenta dei pro e dei contro che vale la pena di soppesare. Alla fine, poi, si deve raggiungere un equilibrio ottimale, un compromesso in grado di assecondare il più possibile le esigenze del titolare del laboratorio oltre che, ovviamente, quelle dei pazienti. Avere le idee ben chiare è un ottimo punto di partenza, anche per far capire all’architetto a cui ci si rivolge che cosa si vuole e come lo si vuole. Gli input possono essere non solo di natura estetica, ma anche di carattere psicologico.

    Come cominciare

    Potrebbe essere utile, in una prima fase, stilare una lista dei servizi e delle funzioni che dovranno essere messe a disposizione dallo studio. Nulla vieta di arricchire tale elenco con i suggerimenti dei collaboratori: tutte le integrazioni e tutte le correzioni sono utili per garantire il futuro svolgimento di ogni attività senza rischi né ostacoli di carattere pratico. Si pensi, per esempio, alla delicatezza delle procedure di sterilizzazione, ma anche alle peculiarità degli spogliatoi, dei bagni e degli ambienti dedicati al personale: è chiaro che poter contare su varie prospettive e su più di un punto di vista è una soluzione ottimale. Per di più, nel momento in cui ha la sensazione di essere coinvolto in prima persona nelle decisioni che si prendono nella fase progettuale, ogni membro dello staff si sente appagato e gratificato, più disponibile ad accettare anche eventuali compromessi o limitazioni.

    Vincoli e libertà

    Nella maggior parte dei casi, una unità immobiliare a pianta libera mette a disposizione un ampio ventaglio di opportunità distributive: il progetto di massima rappresenta lo strumento primario utilizzato dall’architetto al fine di studiare il migliore assetto distributivo possibile. Non è detto che le variabili di progetto consentite siano così tante, perché bisogna sempre fare i conti con vincoli di sagoma o strutturali. Un bravo architetto, ad ogni modo, è quello che riesce a sviluppare diverse varianti, tutte ugualmente interessanti e valide. Non si deve aver paura di richiedere almeno due o tre alternative, in quanto ogni occasione di miglioramento va studiata e sfruttata fino in fondo. Per di più, non si deve sottovalutare il fatto che più si va avanti nei lavori e più i cambiamenti che vengono richiesti e apportati nelle fasi seguenti sono destinati a costare di più, per modifiche di carattere progettuale o per cambiamenti realizzativi.

    La protezione della riservatezza

    Nel momento in cui si pensa a come lo studio dovrebbe essere progettato, uno dei fattori più rilevanti – ma al tempo stesso più trascurati – è quello che riguarda i movimenti di chi si trova dentro lo studio, e che ha a che fare direttamente con la difesa della privacy. Sono tre i flussi che devono convivere all’interno di un ambulatorio: quello dei medici, quello degli altri componenti del personale e quello dei pazienti. Tali flussi vanno ben studiati per limitare le perdite di tempo: negli Stati Uniti, per esempio, si stanno diffondendo i doppi corridoi, con un corridoio dedicato agli assistenti di sala e uno destinato ai pazienti. Ovviamente, non è detto che una soluzione di questo tipo possa essere sempre messa in pratica.

  • I migliori oli extravergine d’oliva della nostra penisola

    Classificare un olio extravergine d’oliva non è mai un compito semplice: la grande varietà e qualità di questo prodotto presente in Italia infatti rende l’operazione ancora più complicata per chi si occupa di stilare graduatorie di merito.

    Negli ultimi tempi è cresciuto sensibilmente il numero di aziende agricole che producono olio, anche biologico. Sta aumentando anche il livello di cultura e informazione rispetto a questo argomento, troppo spesso nel recente passato oggetto di discussioni e diatribe. Il problema di trovare olio contraffatto all’interno dei supermercati è stata infatti una brutta piaga, che va necessariamente combattuta attraverso dei preziosi accorgimenti.

    Se state cercando degli spunti per trovare il miglior olio extravergine siete capitati nella pagina giusta. Proviamo in questo articolo a vedere quali sono i prodotti più pregiati presenti in circolazione.

    Alcuni numeri sulla produzione di olio

    Partiamo analizzando alcuni numeri che riguardano la produzione di olio nel nostro paese, per far comprendere come si tratti in effetti di uno dei settori più floridi in assoluto. In italia esistono circa 6mila frantoi, mentre le varietà di olive coltivabili sono ben 538. Una cifra che corrisponde a circa il 40% della produzione globale, il che pone l’accento sulla reale portata del business. Questi numeri collocano l’Italia al top mondiale (al pari di altri paesi del Mediterraneo) e le danno la possibilità di selezionare le olive migliori da utilizzare per tirare fuori l’olio più buono. Per questo in Italia vengono usate solo 50 varietà di olive, meno di un decimo di quelle complessivamente a disposizione.

    Un altro dato interessante è quello che riguarda il certificato DOP (denominazione di origine controllata), che in Italia è stato conferito a ben 24 etichette diverse. Una sola etichetta si è invece fregiata del certificato IGP (indicazione geografica protetta). Si tratta di due parametri comunitari che garantiscono l’assoluta qualità del prodotto, e scongiurano cattive sorprese (come un olio di oliva o di semi spacciato per extravergine).

    A stilare una classifica dei migliori oli extravergine sul mercato ci ha pensato la prestigiosa rivista di food “Il gambero rosso”, che ogni anno passa in rassegna ben 600 oli di tutto il paese. Ne emerso che quest’anno i migliori provengono dalla Toscana, premiata con ben 51 oli menzionati. La sorpresa arriva al secondo posto, dove l’Umbria ha scalzato l’agguerrita concorrenza delle altre regioni. Solo terza posizione per la Puglia, che tuttavia conserva la densità più alta di frantoi e una qualità elevatissima dei propri prodotti.

    Le principali caratteristiche di un olio di qualità

    La prima cosa da fare per scegliere un olio di qualità è guardare il prezzo. Può sembrare scontato ma spesso non lo è; un olio di basso costo è senza dubbio sinonimo di scarso livello. Una buona bottiglia di olio extravergine si attesta attorno ai 10/12 euro all’interno di un supermercato, per cui è meglio diffidare da cifre minori di queste.  Un altro elemento da considerare è quello dell’etichetta, che deve essere chiara, leggibile e contenere tutte le caratteristiche necessarie per riconoscere la provenienza dell’olio. Tra queste bisogna controllare la data di scadenza e la percentuale di acidità (che nell’olio extravergine non può superare l’1%), oltre alle altre caratteristiche organolettiche del prodotto.

    Per quanto riguarda il colore, va detto che l’olio più giovane (entro i primi due mesi dalla spremitura) è più verdastro, mentre man mano che passa il tempo il colore si fa sempre più giallo. Il consiglio è quello di consumare lìolio entro l’anno della sua spremitura, in maniera tale da apprezzarne appieno l’autenticità del sapore e fermo restando che può essere consumato anche oltre i 20 mesi dalla produzione.

  • Legge sulla concorrenza, cosa cambia per chi ha una clinica dentale

    La legge sulla concorrenza che è entrata in vigore il 29 agosto del 2017 ha delle ripercussioni anche per chi gestisce una clinica dentale. Approvata dal Parlamento italiano dopo più di due anni di dibattito e di discussioni, essa nasce con l’intento di tutelare la salute dei pazienti: le associazioni di categoria di questo ambiente, insieme con i sindacati, hanno tentato di intervenire sulla situazione precedente al fine di contrastare la diffusione delle catene, che in molti casi sono state accusate di puntare unicamente alla massimizzazione del profitto a dispetto del reale benessere del paziente. In seguito anche le società di capitali sono state coinvolte in misura più o meno significativa: accade, infatti, che gli odontoiatri di frequente decidano di approfittare delle srl, cioè le società a responsabilità limitata, per gestire la propria attività in modo più efficace.

    Come si è giunti alla legge

    Dopo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito il proprio parere a proposito del ricorso alle società di capitali per l’erogazione ai pazienti di prestazioni odontoiatriche, è maturato un importante dibattito di carattere giuridico che si è concretizzato, appunto, nella legge n. 124 del 2017, vale a dire la legge sulla concorrenza. Per chiunque possieda una clinica dentale, questa legge non può essere considerata rivoluzionaria, ma si limita a rappresentare un normale aggiustamento della precedente situazione.

    Le novità

    Tra tutte le novità previste, la più importante dal punto di vista delle società di capitali che agiscono in ambito odontoiatrico ha a che fare con la figura del direttore sanitario e la sua centralità. A partire dal 29 agosto dello scorso anno, ogni direttore sanitario che opera in una società che svolge attività odontoiatrica non può ricoprire la stessa mansione in altre strutture: ciò significa che non è possibile essere direttori sanitari di strutture differenti. Nel caso di una struttura sanitaria polispecialistica in cui le prestazioni odontoiatriche siano erogate in un contesto più ampio che comprende altri tipi di prestazioni sanitarie, è indispensabile individuare un direttore sanitario in possesso dei necessari requisiti professionali che sia responsabile per i servizi odontoiatrici. Nulla cambia se il direttore sanitario precedente già disponeva di tali requisiti, compresa l’iscrizione presso l’Albo degli odontoiatri.

    Gli effetti della legge sulla concorrenza

    Resta da capire, a questo punto, quali siano le conseguenze pratiche derivanti dalla legge sulla concorrenza per chi lavora all’interno di una clinica dentale. Prima di tutto, viene ribadito e messo in evidenza che solo i soggetti che sono iscritti all’Albo degli odontoiatri, e che dunque possiedono i necessari titoli abilitanti, possono esercitare l’attività odontoiatrica. Tale esercizio, comunque, è permesso anche nelle strutture il cui direttore sanitario sia registrato presso l’albo in questione, ma a condizione che a erogare i servizi odontoiatrici siano unicamente professionisti iscritti.

    Chi volesse esercitare l’attività odontoiatrica oggi in Italia ha diverse opzioni a disposizione: un centro dentale in forma societaria, il cosiddetto studio associato e la classica partita Iva individuale. In quest’ultimo caso è permesso l’esercizio in forma indipendente e singola, come accade per chi ha uno studio mono-professionale. L’odontoiatra, dal punto di vista fiscale, è soggetto ad Irpef secondo un’aliquota che varia in base al reddito, essendo compresa tra il 23 e il 43%. Una quarta soluzione va individuata, appunto, nella società tra professionisti che è stata introdotta di recente. In questo caso, è indispensabile che non meno dei due terzi dei soci siano professionisti abilitati, e inoltre è richiesta la sottoscrizione di una polizza assicurativa atta a garantire la copertura dei rischi in relazione alla responsabilità civile per gli eventuali danni.

  • Trattamenti viso: Consigli utili e rimedi per ogni età

    Per garantire la cura e la salute della propria epidermide, ogni donna deve dedicare molto tempo ai trattamenti viso. Curare la pelle è una cosa molto importante che deve iniziare fin dalla tenera età: dalla comparsa dell’acne fino all’invecchiamento cutaneo, dalla cura delle macchie solari al miglioramento della texture dell’epidermide. In ogni fase d’età è importante curare la propria immagine ed eliminare i segni evidenti del tempo e dello stress ossidativo. Ecco i consigli utili per eseguire i trattamenti viso più efficaci ed i rimedi necessari per migliorare la salute ed il benessere della propria pelle.

    Segni dell’acne: ecco i trattamenti viso e i rimedi

    Segni dell’acne? In età adolescenziale, ogni ragazza deve lottare contro i segni “indelebili” dell’acne vulgaris: a volte, si tratta di vere e proprie cicatrici evidenti che deturpano la bellezza estetica del viso. I brufoli e l’acne cistica rappresentano un problema non di poco conto: cagionano inestetismi della pelle “indelebili” che possono avere anche delle ripercussioni psicologiche. Ecco i trattamenti viso disponibili per eliminare le “cicatrici” ed i “buchi” lasciati dall’acne. Occorre partire dalla gravità del caso per capire quale trattamento e rimedio è necessario adottare per cercare di migliorare l’inestetismo dermatologico. Se le cicatrici risultano di lieve entità e poco profonde, si può ricorrere ai peeling medicali a base di acido glicolico e mandelico. Si tratta di un’esfoliazione della pelle svolta da determinate sostanze chimiche che consentono di eliminare dai tessuti epiteliali le cellule necrotiche. Grazie a questo trattamento, nuove cellule si riformano ex novo per ridare alla pelle un aspetto sano, tonico e senza particolari inestetismi. Inoltre, il peeling medicale a base di acido glicolico e mandelico permette di stimolare la produzione di collagene, di fibroblasti e di elastina. Favorisce l’assorbimento di sostanze con azione antiaging e antiossidanti (creme o sieri a base di vitamine). In ogni caso, a seconda della sostanza chimica utilizzata, il peeling deve essere eseguito da un medico iscritto all’Ordine che sappia risolvere eventuali effetti indesiderati come prurito, reazioni, allergie e rossori. Non affidarsi mai ai centri estetici, ma solo agli studi medici competenti e professionali. Per chi, invece, mostra segni dell’acne piuttosto profondi e gravi, è meglio ricorrere al laser frazionato che emette raggi di luce in grado di stimolare il processo di guarigione della pelle, di produrre nuovo collagene e di sostituire il tessuto epiteliale danneggiato con quello rigenerato ex novo. In genere, sono sufficienti tre o quattro sedute; i risultati non sono immediati, ma occorre circa 3/4 mesi dall’ultima seduta, prima di visionare gli effetti estetici.

    Trattamenti viso antimacchia e antiage

    Sono molteplici i trattamenti viso che si possono provare per contrastare in modo definitivo i segni del tempo e le macchie solari, che compaiono sulla pelle. Tra i migliori, i medici estetici e i dermatologi consigliano il trattamento viso al plasma arricchito con piastrine (PRP). Per ridurre visibilmente le rughe, per combattere i primi segni del tempo, per risolvere le macchie solari e migliorare le “zampette di gallina”, il trattamento viso con plasma sfrutta le proprietà “cicatrizzanti” delle piastrine, favorendo un immediato processo di rigenerazione cellulare. Il medico estetico, dopo aver anestetizzato la parte topica da trattare, procede ad iniettare il PRP nei tessuti epiteliali mediante l’utilizzo di micro aghi. Non vi sono controindicazioni, non vi è rischio di reazioni allergiche dato che il PRP proviene dal proprio sangue. Essendo un concentrato di piastrine, il plasma stimola la riparazione, la produzione di nuovo collagene, la riduzione delle rughe e il ringiovanimento epiteliale migliorandone l’elasticità, il tono, il colore e la densità. I risultati sono efficaci e visibili dopo 3-6 mesi successivi al trattamento: la pelle appare rimpolpata, lucente e compatta.

  • Ricomincia la scuola!

    Ebbene sì, il grande momento è arrivato: tra pochissimi giorni ricomincerà la scuola e sono moltissime le famiglie che stanno facendo i conti con l’acquisto dei libri e, molto più in generale, di tutto il necessario per il ritorno dei loro bambini sui banchi di scuola. Ma come fare per rendere il rientro meno traumatico del previsto e, soprattutto, come affrontare al meglio un momento così importante per la vita di un bambino?

    Rientro a scuola: ecco come ridurre al minimo lo stress

    Una cosa è certa: dopo quasi tre mesi di vacanze, tornare a scuola per i più piccoli può rappresentare un vero e proprio trauma. Attenzione, però: tutto è strettamente legato al modo in cui i genitori faranno vivere loro questo importante momento. La cosa migliore da fare, di sicuro, è quella di vivere il momento del rientro a scuola non come una rottura quanto, piuttosto, come l’arrivo di una nuova ed entusiasmante fase. I bambini, infatti, non fanno altro che riporre la loro massima fiducia nei genitori e, per tale ragione, vederli sereni del fatto che la scuola stia per ricominciare non farà altro che renderli altrettanto sereni. Inoltre, sarà bene riuscire a fare in modo che tutto sia sotto controllo. Aiutare i bambini a fare gli ultimi compiti, verificare che tutto sia in ordine e che il necessario sia stato acquistato correttamente rappresenterà un incentivo in più per tornare sui banchi di scuola. Alle volte, l’ansia dei piccoli è strettamente legata ad alcune insicurezze che sta proprio ai genitori riuscire a ridurre al minimo se non addirittura eliminare del tutto. Un aspetto che non deve essere trascurato riguarda, poi, la fase i cui i bambini si trovano. Se, ad esempio, sono alle prese con un nuovo ciclo scolastico, si dovrà ricordare loro che con l’inizio della scuola avranno la possibilità di conoscere molti nuovi amici con i quali condividere bellissime esperienze. Di contro, nel caso in cui dovessero continuare un ciclo scolastico già iniziato si dovrà, invece, invogliarli ricordandogli che avranno la possibilità di rivedere i vecchi compagni. Insomma, come è facile intuire, individuare una motivazione valida per la quale tornare a scuola è la soluzione migliore per rendere il rientro niente affatto traumatico.

    Orari e abitudini

    Ovviamente, al termine dell’estate e con l’inizio della scuola le abitudini cambiano radicalmente. Se, ad esempio, durante le vacanze estive i piccoli erano soliti alzarsi piuttosto tardi, con l’inizio della scuola il discorso è destinato a cambiare completamente. Per questo motivo, è bene che i genitori si preoccupino di riabituare i bambini agli orari e alle abitudini invernali in maniera graduale. Iniziare con lo svegliarli presto anche quando non c’è scuola o con il non mandarli a dormire troppo tardi potrebbe essere un ottimo compromesso grazie al quale rendere il cambiamento niente affatto faticoso. Stessa cosa vale per le abitudini alimentari: stando molto più a casa, i bambini in estate si abituano ad un modo di alimentarsi diverso da quello a cui sono soliti durante i mesi invernali. Anche in questo caso, un periodo di adattamento non potrà che fare bene. In ultimo, è bene che i genitori dedichino qualche ora del loro tempo a giocare con i bambini in casa più di quanto non lo facessero in estate. Se, infatti, nei mesi estivi si è soliti andare molto in giro e stare all’aria aperta, con l’arrivo dei mesi più freddi e della scuola queste abitudini sono destinate a cambiare e, quindi, è bene abituarsi in maniera graduale. Altro suggerimento utile è quello di iniziare a ridurre, anche in questo caso in maniera graduale, il tempo trascorso davanti alla TV o con i videogame. Anche in questo caso, in estate il tempo da dedicare allo svago è maggiore rispetto ai mesi invernali. Un cambio drastico di abitudini, però, potrebbe rappresentare un trauma non indifferente. Iniziare con qualche giorno di anticipo, invece, potrebbe essere una soluzione a dir poco perfetta grazie alla quale fare in modo che il rientro non sia eccessivamente gravoso ma che, al contrario, possa rappresentare un’occasione di divertimento tanto quanto le vacanze estive. Quella che sembra un’impresa impossibile, dunque, se affrontata con metodo e con il giusto spirito potrebbe trasformarsi in un’avventura divertente e da scoprire giorno per giorno i compagnia dei propri figli che stanno per tornare a dover fare i compiti con lezioni, interrogazioni, compiti e attività didattiche di vario genere.

    Compiti e attività collaterali

    Un aspetto che deve essere affrontato in maniera a dir poco approfondita è quello relativo ai compiti. Pur essendo solo all’inizio, la scuola rappresenta un impegno notevole per i più piccolini e gli insegnanti, in linea generale, non risparmiano affatto gli alunni. Per questo motivo, è bene che i piccoli, sin dai primi giorni, riescano a capire come organizzare il proprio tempo al fine di evitare di rimanere indietro con i compiti e con i vari impegni. Ai genitori, subito dopo il rientro in classe, tocca l’impegno di aiutarli a districarsi tra i compiti e le varie attività pomeridiane. A proposito di attività pomeridiane, con l’inizio della scuola ricominciano anche gli sport e, più in generale, le varie attività che vengono svolte dai bambini e dai ragazzi nel pomeriggio. Se, da una parte, queste attività hanno tutte le carte in regola per rappresentare una vera e propria valvola di sfogo grazie alla quale riuscire a fare fronte al meglio al ritorno sui banchi, dall’altra è bene ricordare che si tratta comunque di un ennesimo cambio di abitudini che potrebbe comunque farsi sentire, magari portando i bambini a non dare il massimo a scuola. Anche in questo caso, la cosa migliore da fare è procedere per gradi e, possibilmente, iniziare le varie attività non in concomitanza con il rientro a scuola ma qualche settimana dopo. Così facendo, si avrà la possibilità di distribuire al meglio il tempo e di capire come fare per abituarsi alle nuove attività. Insomma, con il rientro a scuola che si avvicina inesorabile, le mamme e i papà non devono fare altro che rimboccarsi le maniche e aiutare i loro cuccioli ad affrontare al meglio il nuovo anno che sta per iniziare, certi che si tratterà di una stagione piena di risultati e di soddisfazioni a cui è bene affacciarsi nel migliore dei modi. Essere positivi e farsi vedere dai bambini pronti ad affrontare una nuova avventura con il sorriso sulle labbra è il motore più potente e prezioso per un genitore.

    Rientro a scuola
  • Carni crude, i vantaggi a livello nutritivo

    Le carni crude rappresentano una pietanza ideale, fresca e molto gustosa. Il loro consumo presenta indiscutibili vantaggi a livello nutritivo, in quanto vi è la perfetta conservazione di tutti gli elementi nutritivi, quali ferro, magnesio, zinco, selenio e calcio, in genere parzialmente persi a causa di cotture prolungate o troppo aggressive.

    La conservazione dell’acqua all’interno della carne, dovuta alla mancata cottura, rappresenta un modo per idratare il corpo e rendere la carne cruda uno degli alimenti più freschi e utili della dieta estiva. Particolarmente soggette alla dispersione a causa della cottura, le vitamine – specialmente quelle del gruppo del gruppo B, in particolare l’essenziale vitamina B12, sono degli elementi nutritivi fondamentali, presenti appunto in grandi quantità nella carne cruda.

    Tuttavia, è necessario consumare carne cruda in assoluta sicurezza, in quanto potrebbe contenere dei microrganismi responsabili di infezioni alimentari. La carne di maiale e soprattutto quella di pollo, ad esempio, sono da evitare crude. Una volta cotte, però, possono essere tranquillamente consumate anche fredde, sia singolarmente sia in sfiziose insalate. Le dovute accortezze permettono invece il consumo di carne cruda di bovino. È fondamentale che la carne sia di ottima qualità, di colore rosso vivo, morbida, magra e possibilmente ottenuta dalle parti più interne, come i pezzi magri della coscia.

    Affinché sia possibile consumare carne cruda in tutta tranquillità, gli operatori del settore seguono delle rigide procedure HACCP, lavorando su piani sanificati, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della catena del freddo. È indispensabile, in ogni caso, una collaborazione da parte del consumatore nella propria abitazione, in quanto è fortemente consigliato tenere separate la carne cruda da quella cotta.

    In genere è riconosciuta una più alta digeribilità alla carne cotta, ma ciò non significa che non lo siano anche le carni crude. Queste, infatti, possono essere consumate come tartare o carpaccio, pietanze famose proprio per la loro leggerezza. L’aggiunta di succo di limone, particolarmente indicato specialmente sul carpaccio, permette poi di marinare la carne, rendendola così ancora più facile da digerire. Non solo, il limone sulla carne porta anche a una maggiore massima capacità di assorbimento del ferro contenuto nella stessa da parte del nostro organismo.

    Insomma, la carne cruda, prodotta da una filiera controllata in ogni suo punto e distribuita facendo estrema attenzione alla catena del freddo, presenta numerosi vantaggi a livello nutritivo e di gusto. Bisogna però consumarla facendo attenzione anche a casa alle basilari norme di sicurezza. A partire da una sua adeguata conservazione in frigorifero.

    tartare di carne cruda su tagliere estivo
  • L’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari

    Nella società occidentale moderna le malattie del cuore e del sistema circolatorio rappresentano la causa principale non solo di morte, ma anche di disabilità: solo nel nostro Paese, per esempio, ogni anno sono circa 160mila le persone che vengono colpite da un attacco di cuore. Ciò che stupisce è che la maggior parte dei fattori di rischio è modificabile, nel senso che essi possono essere ridimensionati con l’aiuto di terapie farmacologiche o con interventi sullo stile di vita.

    I fattori di rischio che possono essere modificati

    Tra i fattori di rischio sui quali è possibile intervenire c’è, per esempio, la colesterolemia totale: come noto, infatti, un eccesso di colesterolo è in grado di incrementare in modo significativo le probabilità che esso vada a depositarsi in corrispondenza delle pareti delle arterie. Anche il fumo è una variabile importante: è stato accertato, infatti, che il battito cardiaco viene accelerato dalla nicotina, mentre il monossido di carbonio ha un effetto negativo sulla salute dal momento che riduce la quantità di ossigeno nel flusso ematico; ciò, tra l’altro, favorisce un incremento dei radicali liberi, da cui dipende lo stress ossidativo che, a sua volta, può rendere più rapido il processo arteriosclerotico.

    La pressione arteriosa è un altro dei fattori di rischio modificabili per ciò che concerne le patologie cardiovascolari: nell’organismo di chi soffre di pressione alta il muscolo cardiaco viene obbligato a svolgere un super lavoro, il che agevola la comparsa di placche arteriosclerotiche nelle arterie. Come noto, uno stile alimentare non adeguato può avere un’influenza negativa sul benessere del cuore: ciò è vero soprattutto a fronte di diete poco bilanciate e caratterizzate da un apporto smodato di grassi. In tale circostanza, in effetti, si verifica un aumento della concentrazione delle lipoproteine LDL nel plasma, il che agevola la nascita della placca aterosclerotica.

    Uno stile di vita sedentario è molto pericoloso: l’attività fisica e l’allenamento, infatti, permettono di diminuire il grasso corporeo e al tempo stesso consentono di tenere sotto controllo la glicemia. Non solo: lo sport aumenta il cosiddetto colesterolo buono e limita quello cattivo, oltre a innescare una crescita della sensibilità all’insulina. Anche le persone obese, o che comunque sono in sovrappeso, dovrebbero prestare una particolare attenzione ai propri comportamenti, in quanto un eccesso ponderale può essere foriero di diabete e di ipertensione.

    I fattori di rischio che non possono essere modificati

    Il sesso, l’età e l’ereditarietà sono i tre fattori di rischio non modificabili quando si parla di patologie cardiache. Come noto, i rischi crescono a mano a mano che gli anni aumentano; dal punto di vista dell’ereditarietà, invece, è necessario prendere in considerazione la presenza nella propria famiglia di parenti con dislipidemia o che comunque prima dei 60 anni sono stati vittime di eventi cardiovascolari. Infine, a proposito del genere sessuale, è opportuno ricordare che i rischi aumentano tra le donne dopo la menopausa.

    Quando è necessario rivolgersi a un cardiologo?

    Una delle insidie più pericolose relative alle malattie del cuore va individuato nel fatto che esse sono asintomatiche e possono insorgere in maniera imprevista. Resta sempre consigliabile rivolgersi a un bravo cardiologo a Bolzano per verificare le proprie condizioni di salute, ricordando che la prevenzione è un’alleata di cui non si può fare a meno nella lotta contro le malattie del cuore e che i fattori modificabili su cui è possibile intervenire non sono pochi.

  • Scegliere la residenza per anziani: una guida per la struttura giusta

    Ci sono casi in cui i nostri cari anziani siano perfettamente autosufficienti e con ottime capacità cognitive per cui sarebbe auspicabile un periodo di vacanza per rigenerarli, stare a contatto con la natura, in un contesto qualitativo che sia in costante controllo anche sanitario.

    Sono i residence per anziani, quelli pensati proprio per permettere all’ospite ed alla sua famiglia di recuperare un po’ di energie mentali e fisiche ed al contempo fare dei controlli che non guastano mai.

    Una di queste strutture di eccellenza è la regina residence che ha strutturato due tipi di percorsi chiamati rispettivamente Vacanza Sanitaria e Residenza Protetta.

    Nel primo caso l’anziano o gli anziani, sono del tutto autosufficienti ed affrontano un periodo in cui vengono fatti dei controlli sanitari, ma al contempo vengono organizzati degli esercizi per stimolare l’attività mentale e motoria. Gli effetti di questo periodo sono rigenerativi e portano a ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico.

    La Residenza protetta presso la struttura La Terrazza invece, è pensata sempre per gli anziani autosufficienti che vogliono vivere nel comfort di appartamenti ampiamente dotati, svolgendo attività sia per il corpo che per la mente, in completa assistenza sanitaria. Sono compresi anche dei servizi per l’ospitalità delle famiglie.

    Verificare se le condizioni corrispondono alle necessità dell’ospite

    Trovare una soluzione ideale come quella che hai letto qui sopra non è facile, si tende a confondere persino i nomi dei luoghi che vengono dedicati alle cure degli anziani. Le residenze per anziani possono essere assistenziali (RA), oppure assistenziali sanitarie (RSA).  In quest’ultimo caso ci si riferisce ad anziani che non abbiano la capacità di autosufficienza, per cui è necessario il ricovero non potendo più gestire le cure nemmeno al suo domicilio. Diverse sono le RA che invece offrono un luogo protetto ed assistito ma non per le cure mediche. In pratica si tratta di accogliere anziani che hanno ancora un margine di autosufficienza.

    L’ideale per poter effettuare una scelta di lungo periodo, è affidarsi ad un istituto che abbia le due condizioni egualmente presenti al suo interno. Ciò non è solo una scelta che si pensa possa includere uno stato dell’anziano che si pensa che in futuro possa divenire necessaria la RSA, ma anche per evitare quelle situazioni di mezzo che portano a traumi psicologici sia il familiare che la sua famiglia.

    Una RSA in genere ha maggiori garanzie, se alla RSA si uniscono servizi di tipo Residence la condizione dell’anziano diventa ottimale e vissuta nel tempo in maniera naturale senza scompensi affettivi ed emotivi.

    Le stesse attività ricreative che si svolgono in una struttura pensata come un residence hanno una resa migliore per la vita sociale dell’anziano che di buon grado partecipa e si interessa.

    Le garanzie ed il buon senso

    C’è da dire che la legge impone alle RSA e RA dei requisiti minimi strutturali al fine di concedere le autorizzazioni e l’accreditamento. Queste indicazioni sono importanti ma la famiglia e l’anziano devono poter compiere una scelta qualitativa che si fonda sui servizi, sulle attività ricreative e sulla professionalità degli addetti ai lavori.

    Una residenza per anziani comporta un impegno da parte di tutti. La struttura è chiamata a fare la sua parte per assicurare il raggiungimento di standard adeguati, la famiglia deve promuovere il dialogo sia con la struttura che col il familiare anziano, e il protagonista dovrà affidarsi alla struttura per migliorare la sua condizione.

    Questo circuito va alimentato ogni giorno dalla fiducia gli uni verso gli altri con l’atteggiamento aperto, con visite guidate per conoscere prima le caratteristiche della struttura e con informazioni anche personalizzate volte a non implementare il disagio che inevitabilmente si crea.

  • Cellule epiteliali, cosa sono e a cosa servono

    Le cellule epiteliali sono componenti del tessuto epiteliale, ovvero uno dei tessuti di cui è composto l’organismo umano – come ad esempio anche tessuto connettivo, nervoso o muscolare. Il tessuto epiteliale ha la funzione di rivestimento, sia interno che esterno, dell’organismo e dei suoi vari organi. Ognuno di questi tessuti è costituito da un insieme di cellule, con diverse funzioni.

    Cosa è e a cosa serve il tessuto epiteliale?

    La cellula epiteliale è l’unità costituente del tessuto epiteliale, che è un particolare tipo di tessuto dalle svariate funzioni organiche. Si distinguono tre tipi di tessuto epiteliale: di rivestimento, ghiandolare, sensoriale. Il tessuto epiteliale di rivestimento può trovarsi al livello della pelle, e in questo caso è un tessuto di rivestimento che si definisce ‘epidermide’, ma può anche essere l’involucro protettivo per i vari organi che si trovano all’interno del corpo, come quelli dell’apparato digerente, respiratorio, secretorio. Oltre all’epitelio di rivestimento si distingue nell’organismo anche l’epitelio ghiandolare, che ha funzione secernente e costituisce le ghiandole (endocrine ed esocrine) e l’epitelio sensoriale, adibito alla copertura di particolari funzioni e organi sensoriali. A sua volta il tessuto epiteliale può essere monostratificato o pluristratificato, e assumere diver
    se conformazioni: cubico, cilindrico, piatto. In definitiva, in base alla natura del tessuto epiteliale vi saranno prodotti diversi tipi di cellule epiteliali, le quali andranno a svolgere una funzione diversa all’interno del nostro organismo.

    Come si presentano e qual è la funzione delle cellule epiteliali?

    L’epitelio è formato da agglomerati di cellule separate tra loro, che hanno la funzione di rivestimento per corpo e organi, ma anche altre funzioni anatomiche, come quella di trasportare ossigeno e nutrimento o di assorbire e secernere le sostanze organiche in eccesso. Queste cellule sono assai compatte, caratterizzate da una scarsa interposizione di sostanze intercellulari e unite tra loro strettamente da speciali giunture cellulari, che le rendono resistenti. Hanno una forma variabile, in base alla tipologia di epitelio da cui vengono generate. Caratteristica essenziale delle cellule epiteliali degli strati più esterni è la capacità di cheratinizzazione, ovvero sono in grado di produrre cheratina, una molecola filamentosa che rende i tessuti più compatti e resistenti ed è responsabile della compattezza organica del nostro corpo.

    Cellule epiteliali alte, che significa?

    Talvolta si può riscontrare nell’organismo un eccesso di cellule epiteliali: ciò è particolarmente visibile ad esempio nelle urine, ma ciò non è necessariamente indice di qualche patologia. Può essere normale avere un’elevata produzione di cellule epiteliali, se entro un certo limite. Il superamento di tale limite, può avvenire in alcuni casi: ad esempio può essere un chiaro indicatore della presenza di qualche patologia alle vie urinarie, o al rene. Tuttavia le cellule epiteliali aumentano anche in seguito ad una gradivanza. Un’altra situazione in cui si può presentare un elevato valore di cellule dell’epitelio è a seguito di traumi o cure rivolte al rene e alle vie urinarie. Per scongiurare problemi in ogni caso sarà opportuno sottoporsi a saltuari check dal medico, il quale sempre può consigliare la soluzione adatta per il benessere fisico della persona.

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