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  • Quando è opportuno rivolgersi ad un sessuologo?

    Nessuno di noi sarebbe lieto di ammettere di avere la necessità di rivolgersi a un sessuologo: eppure questa esigenza è alquanto diffusa tra persone di tutte le età, anche se quella che deve essere presa è una decisione a dir poco sofferta, o comunque delicata. Ci vuole coraggio, insomma, nel chiedere aiuto a una figura professionale di questo tipo, il cui compito è quello di indagare la sessualità non solo sul piano biologico, ma anche dal punto di vista relazionale e in termini psicologici. Non vanno dimenticati, poi, i tratti storici, sociali e culturali di questa situazione.

    A chi serve uno sessuologo

    Occorre chiedersi, a questo punto, in che modo sia possibile capire se è arrivato o meno il momento di contattare un sessuologo per chiedergli aiuto. Abbandonato ogni pregiudizio e messo da parte il comprensibile sentimento di vergogna con cui si potrebbe avere a che fare, chi si rivolge a un professionista del settore lo fa per ottenere informazioni precise relative alla sessualità in generale, anche se spesso è motivato da difficoltà personali. Ovviamente, è importante che, in precedenza, ci si sia sottoposti a una visita approfondita presso un andrologo o un ginecologo – a seconda dei casi – per scongiurare la presenza di altre malattie.

    Come vivere la sessualità nel migliore dei modi

    In molte occasioni la sessualità è un ostacolo per chi vuol vivere una relazione in modo sereno: può accadere che, dopo qualche anno, la passione tra due partner che stanno insieme da tempo si sia spenta o comunque abbia bisogno di essere ravvivata. La terapia prevede un percorso articolato in diverse sedute nel corso delle quali il paziente si espone e racconta del proprio vissuto. In alcuni casi è contemplata la somministrazione di test che riguardano la personalità e la sessualità del soggetto, insieme con compiti da svolgere a casa ed esercizi.

    I risultati della terapia

    Grazie alla terapia, si ha la possibilità di conoscere sé stessi in maniera più approfondita, a livello sessuale e non solo. Inoltre, si impara a relazionarsi con l’altro secondo un approccio più piacevole e più sereno. Parlare di sessualità senza limiti e senza tabù per molte persone è un compito impegnativo, e una terapia sessuologica può aiutare a raggiungere questo obiettivo con efficacia. Poche sedute, di solito, sono più che sufficienti quando si tratta di intervenire su una sessualità che è già funzionale e che ha solo bisogno di essere migliorata. Nel caso in cui si abbia a che fare con disturbi del desiderio o altre specifiche difficoltà, la durata del percorso varia a seconda del problema che deve essere affrontato.

    Come si svolge una seduta

    Nel corso di una seduta dal sessuologo vengono presi in esame i problemi che hanno originato la situazione di disturbo. Nel tempo si impara ad ascoltare il proprio corpo e a percepire quel che esso ha da dire.

    Il dottor Adriano Legacci e l’importanza di un supporto professionale

    Il ricorso a un sessuologo a Padova come il dottor Adriano Legacci si può rivelare di fondamentale importanza in un contesto – come quello attuale – in cui la cultura favorisce una sorta di separazione tra l’amore e la sessualità. Nel momento in cui la corrente affettiva viene separata da quella sessuale, quest’ultima si identifica come un’attività che spesso deve essere consumata in maniera rapida, se non addirittura in modalità istantanea. Ciò ffa sì che gli aspetti più profondi relatvi a un legame affettivo vengano meno. Tuttavia, in varie circostanze un attivismo sessuale molto forte deve essere analizzato, in quanto sintomo di disagio.

  • L’alopecia è una patologia?

    Anche se non è debilitante, l’alopecia deve essere considerata a tutti gli effetti una patologia, che – in quanto tale – richiede trattamenti specifici. Questo disturbo, infatti, consiste in una malattia del follicolo, che può essere curata con l’aiuto della terapia medica rigenerativa o dei farmaci, ma non solo. Il consiglio degli esperti, al fine di ottenere risultati ottimali, è quello di adottare un approccio multidisciplinare, che assicuri un intervento sinergico.

    Come nascondere i capelli diradati

    Le fibre per capelli possono costituire una soluzione ottimale per chi soffre di diradamento dei capelli: una situazione che può essere fonte di disagio, soprattutto nelle relazioni sociali, e che può facilmente essere nascosta con un prodotto come quello proposto da Cottonfix. Realizzato con microfibre di cotone, esso nel giro di pochi secondi è in grado di mascherare la capigliatura diradata, attraverso un procedimento di applicazione semplice e immediato: le fibre, infatti, si attaccano senza difficoltà ai vellus del cuoio capelluto in virtù della forza elettrostatica.

    La medicina rigenerativa

    Se le microfibre costituiscono un ottimo punto di partenza per sopperire alle conseguenze estetiche della calvizie, quando si vuole affrontare il problema più in profondità occorre fare riferimento alla medicina rigenerativa, che consente ai follicoli di ritrovare la propria funzionalità, che viene riequilibrata e, quindi, ricondotta alla normalità. Un protocollo medico di questo genere consente di rimediare all’alopecia sia sul piano estetico che sotto il profilo clinico, sempre nel contesto di una varietà di trattamenti coordinati gli uni con gli altri.

    L’autotrapianto è efficace?

    Negli ultimi tempi si sta rivalutando l’efficacia degli autotrapianti, che in diverse occasioni si sono rivelati inutili, o comunque non in grado di garantire risultati ottimali nel corso del tempo. Il problema principale di questa soluzione, infatti, va individuato nella necessità di ripetere l’intervento per più volte; inoltre, c’è da considerare l’esigenza di assumere farmaci che, a lungo andare, potrebbero avere effetti dannosi per l’organismo. La medicina rigenerativa permette di neutralizzare tali inconvenienti, e in più ha il pregio di potersi adattare sia alle esigenze degli uomini che a quelle delle donne.

    Come agire sui follicoli

    I responsabili della caduta dei capelli sono i follicoli, vale a dire gli anfratti di dimensioni contenute a partire dai quali i capelli crescono. O, almeno, dovrebbero crescere. Nelle persone che soffrono di alopecia, infatti, i follicoli non lavorano più. Le ragioni possono essere tante, anche perché sono numerosi gli input che servono a garantire la crescita dei capelli: un nutrimento adeguato, la giusta quantità di ossigeno e una circolazione sanguigna ottimale. Sono questi gli stimoli che, combinati gli uni con gli altri, fanno sì che i follicoli consentano ai capelli di crescere robusti e sani.

    Quando serve la medicina rigenerativa

    La medicina rigenerativa non presenta controindicazioni, e proprio per questo motivo è consigliata per tutti i casi di calvizie che possono essere trattati, inclusi quelli avanzati. Le potenzialità del trattamento, tuttavia, si esprimono soprattutto quando si è in presenza di diradamento, a prescindere dal fatto che sia diffuso, marcato, localizzato o sparso. Il risultato più significativo che ne deriva è l’inversione della miniaturizzazione; di conseguenza, si riscontra un notevole incremento della densità globale, che ha effetti visibili sul piano estetico. Ma non è tutto, perché questa prospettiva di cura è in grado di intervenire anche nei confronti dell’invecchiamento precoce delle cellule. Si tratta di una condizione indispensabile per poter beneficiare degli standard più elevati per la rigenerazione cellulare autologa: il primo passo per riconquistare un aspetto più gradevole e un maggior tasso di autostima nella vita di tutti i giorni.

  • Il caffè non è un’abitudine solo casalinga: il consumo in ufficio

    La pausa caffè in ufficio è un obbligo per tutti i dipendenti: non solo come momento in cui scaricare la tensione o come scusa per alzarsi dalla scrivania, ma anche per il vero e concreto piacere di gustare un buon espresso prima di rimettersi al lavoro. I numeri lo confermano: nel corso degli ultimi tre anni è cresciuto di più del 6% il valore del consumo di caffè in ufficio a livello europeo, per un giro di affari che nel Vecchio Continente è pari a circa 3 miliardi e 100 milioni. Come si può facilmente prevedere, il primo Paese nella graduatoria continentale è il nostro, seguito dalla Francia e dalla Germania; ai piedi del podio ci sono, invece, la Spagna e il Regno unito. La top five costituisce più del 70% del valore complessivo: insieme agli altri quattro Paesi che offrono il contributo più elevato, siamo cresciuti in media di oltre il 3% nell’ultimo triennio.

    L’Italia e la Spagna

    In Spagna ci sono più o meno 2 milioni e 700mila aziende, la maggior parte delle quali di medie e piccole dimensioni. Il Paese iberico ha fatto registrare una crescita di 4 punti percentuali e mezzo, più bassa solo di quella dell’Italia dove si è arrivati al 5%: a contribuire a questi dati è il consumo consistente di capsule sul posto di lavoro. In Italia ci sono circa 1 milione di aziende in più rispetto alla Spagna: più o meno 3 milioni e 700mila, un dato che ci pone al primo posto nella classifica europea. Appena 1 azienda su 1000 ha più di 250 dipendenti, e le vendite di caffè, nel corso dell’ultimo anno, hanno fatto registrare – per quel che riguarda gli uffici – un valore pari a 410 milioni di euro.

    Gli altri Paesi

    Un forte incremento è quello della Spagna, con vendite per 380 milioni di euro, mentre più alto è il valore in Francia, con 520 milioni di euro per le vendite di caffè per ufficio. Il Paese che consuma più caffè in ufficio, in ogni caso, è la Germania, che supera – e di molto – i 700 milioni di euro, per di più con una crescita media pari al 3%. La ragione di questo trend deve essere individuata nella vendita di caffè in grani OCS table-top, a fronte di una riduzione delle vendite di caffè filtrato. I dipendenti di solito hanno la possibilità di usare in maniera gratuita le macchine, le quali sono collocate in punti differenti per offrire a ogni lavoratore un punto di ristoro non troppo distante.

    La situazione in Germania

    La Germania conta sul proprio territorio un totale di 2 milioni e mezzo di imprese, molte delle quali sono medio-grandi: in questo si distingue dal resto dell’Europa. La domanda è notevole sia per quel che riguarda le capsule sia per quanto concerne i chicchi di caffè, a discapito di una forte flessione per il caffè con filtro.

    Il Regno Unito

    Nel Regno Unito, il consumo di caffè in ufficio si attesta attorno ai 245 milioni di euro, con un incremento medio di 1 punto percentuale e mezzo che segue una crescita decisa avvenuta nel corso degli ultimi anni. Qui ci sono più o meno 2 milioni e 100mila aziende, e il numero di imprese di medie dimensioni è secondo solo a quello della Germania a livello europeo.

    Il resto d’Europa

    Insomma, che si tratti di pop caffè o di qualsiasi altro marchio, un buon espresso in ufficio è una consuetudine diffusa a ogni latitudine, almeno nel nostro continente. Tra i Paesi che hanno messo in evidenza un tasso di crescita importante ci sono anche la Repubblica Ceca e la Polonia.

  • Quando il testosterone non basta, meglio i metodi naturali

    Fra le parti anatomiche che possono definire la personalità e il carattere di un uomo troviamo le dimensioni del pene. Se crescendo si ha la percezione, a volte assolutamente erronea, che le proprie dimensioni non siano “adeguate” rispetto a quelle messe in mostra dal proprio gruppo di amici, è facile che venga sviluppata la “sindrome da spogliatoio”, che porta a nascondere il più possibile il deficit di dimensioni, anche se nella realtà può non esistere, sia fra pari, sia di conseguenza in camera da letto.

    In molti casi coloro che cercano informazioni su come ingrandire il proprio pene hanno dimensioni che sono nella norma, dal punto di vista medico, ma sono magari inferiori a quelle che sono le dimensioni che si ritiene che le donne considerino minime. Avere a disposizione prodotti ed esercizi che aiutino ad aumentare le dimensioni del pene consente anche, di conseguenza, di effettuare un lavoro psicologico che porti a essere orgogliosi di se stessi. Prodotti specifici ed esercizi hanno anche il vantaggio, rispetto ad interventi chirurgici, di non avere effetti collaterali e possono essere svolti a casa propria. Sottoporsi a un’operazione chirurgica comporta diversi rischi, a partire da quello di non ottenere alcun beneficio. Oltre a ciò, è possibile che vi siano problemi con l’anestesia, o si rischia di creare danni al resto dell’organismo, a partire dall’apparato genitale, di cui il pene fa parte. Sottoporsi ad un’operazione di questo tipo è estremamente ed è bene percorrere altre strade, decisamente meno invasive.

    Fra i prodotti che è possibile utilizzare per l’allungamento del pene, si trova il gel per l’aumento delle dimensioni e delle prestazioni maschili Titan Gel Gold, che consente agli uomini che lo utilizzano di risolvere diversi problemi sessuali e migliorare le loro prestazioni a letto, migliorando fin da subito la forza dell’erezione, estendendo anche la durata totale del rapporto. Titan Gel Gold entra in circolo attraverso la pelle e viene assorbito facilmente dai tessuti del pene, aumentando le dimensioni di circa 1 cm al mese. Titan Gold Gel è composto da ingredienti naturali, come la L-Arginina, l’Horny Goat Weed, il Gingko Biloba, l’estratto di fragola e Verbena e acidi come acido succinico e ialuronico. La combinazione di questi ingredienti consente di rivitalizzare ed energizzare parti specifiche del pene, mentre altri migliorano la circolazione del sangue in quest’area, in modo da migliorare l’erezione e ottimizzando la funzione sessuale negli uomini.

    Per quanto siano efficaci prodotti come Titan Gel Gold, è bene ricordarsi che per migliorare le proprie prestazioni sessuali è fondamentale anche prendersi cura di se stessi, e non solo del proprio pene. Centimetro alla mano, una persona grassa riterrà il proprio più piccolo di quello di una persona magra e in forma, anche se la lunghezza è identica. Evitare di mangiare costantemente cibi spazzatura e prediligere un’alimentazione sana consente di stare meglio, migliorando da dentro le prestazioni sessuali.

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  • Combattere l’obesità in modo naturale

    L’obesità è una delle patologie più diffuse, e con le conseguenze più gravi e pervasive. Possono esserci diverse conseguenze, come un rischio di morte prematura o la comparsa di numerosi disturbi debilitanti e psicologici che, pur non essendo necessariamente letali, influenzano sicuramente la qualità della vita, già compromessa dall’obesità stessa. Fra i problemi principali causati dall’obesità troviamo:

    • Diabete di Tipo 2
    • Malattie cardiovascolari e ipertensione
    • Malattie respiratorie (sindrome da “apnea nel sonno”)
    • Alcune forme di cancro
    • Osteoartrite
    • Problemi psicologici
    • Alterazione della qualità della vita.

    Maggiore è il peso in eccesso, maggiore è il rischio di soffrire di uno o più problemi, anche in relazione all’attività fisica effettuata e alla localizzazione del grasso in eccesso. In moltissimi casi già con una riduzione modesta del peso, pari al 10 – 15%, si può assistere a un miglioramento della maggior parte dei problemi legati all’obesità.

    Come già accennato, la localizzazione del grasso in eccesso causa problemi di salute differenti. Il grasso viscerale, per esempio, causa problemi che vanno dall’alta pressione sanguigna, all’aumento delle malattie cardiache fino ai problemi renali. Le cause principali dell’obesità sono la cattiva alimentazione e le attività sedentarie, che provocano l’accumulo di grasso invece che lo smaltimento. I prodotti proposti dal mercato per aiutare a perdere peso sono ormai tantissimi, ma spesso poco efficaci, in quanto non riescono a raggiungere propriamente la fonte del problema. Si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità/sovrappeso. In totale, sovrappeso e obesità rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo. Le malattie cardiovascolari, fra cui le più importanti sono la malattia coronarica, l’ictus e la malattia vascolare periferica, sono accentuate e favorite dall’obesità.

    Per combattere l’obesità prima che diventi troppo grave, richiedendo un intervento chirurgico, è consigliabile aumentare l’attività fisica e un cambiamento della dieta, privilegiando una dieta salutare e non ipercalorica. Oltre a ciò è possibile utilizzare cerotti espressamente sviluppati per aumentare il consumo di grasso corporeo, in modo da diminuire di peso. Fra i migliori cerotti che combattono l’obesità attualmente disponibili sul mercato si trova Sliminazer, che accelerano il processo di combustione dei grassi, fornendo al corpo tutte le sostanze necessarie per mantenersi energico. La formula dei cerotti è basata su un assorbimento transdermico, che rilascia gli elementi attivi nel corpo in maniera costante. Il trattamento è svolto in due distinte fasi ed infatti durante il giorno Sliminazer aumenta la combustione dei grassi, stimolala circolazione sanguigna accelerando il metabolismo. Durante la notte, invece, Sliminazer facilita il sonno diminuendo la produzione di grelina, le sazietà durante la notte, l’ L-Carnitina brucia i grassi e migliora il metabolismo.

    La formula di Sliminazer contiene i seguenti ingredienti:

    • Antiossidanti – Che bruciano il colesterolo del corpo.
    • Tè verde – La catechina in esso contenuta aiuta a scomporre i grassi in eccesso. La caffeina invece aumenta il numero di livelli di energia e migliora la resistenza per l’esercizio fisico.
    • HCA – Che sopprime l’appetito aumentando i livelli di serotonina. I bassi livelli di serotonina promuovono il consumo emotivo. Inoltre inibisce i processi di produzione dei grassi con la formazione di citrato liasi. Aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo.
    • Acido idrolitico – neutralizza i grassi e il glucosio del corpo.
    Obesità
  • Alimentazione cani: scegliere quella giusta in base a età e taglia

    I cani sono animali che necessitano di molte cure ed attenzioni per vivere bene e in salute. Per questo motivo bisogna prestare la massima attenzione alla loro alimentazione che deve essere mirata e studiata in base all’età e alla taglia. Non esiste dunque un cibo per cani uguale per tutti, pertanto è necessario capire quale sia quello più adatto al proprio animale.

    Scegliere un’alimentazione sana e mirata per il proprio animale

    Al giorno d’oggi chi ha a cuore la salute del proprio cane deve badare innanzitutto al tipo di alimentazione somministrata all’animale. Quest’ultima infatti non può essere la stessa per tutti, sebbene i cani abbiano uno stile di vita simile. Proprio per tale ragione il brand Natural Trainer si occupa di realizzare cibo mirato per ogni categoria di animale. Il brand infatti rappresenta uno dei più conosciuti ed apprezzati in questo ambito poiché si impegna nella produzione di linee di alimentazione personalizzate sia per cani che per gatti attraverso la combinazione di ingredienti naturali con specifiche funzioni. Tutte le ricette con cui sono prodotti gli alimenti di Natural Trainer contengono proteine animali, carne italiana al 100% e due ingredienti naturali attivi che si basano sulla taglia e sull’età del cane.

    L’alimentazione giusta per il cane in base alla taglia

    Natural Trainer ha sviluppato due tipologie di sezioni di cibo per cani a cui fanno parte ricette diverse. La prima sezione tiene conto della taglia del cane ed è caratterizzata da tre ricette: Small&Toy, Medium e Maxi.
    La prima è una ricetta specifica per un cane di piccola taglia che ha un apparato digerente delicato e che ha un alto bisogno di proteine. Ciò però potrebbe causare un cattivo odore delle feci. Per tale ragione viene adoperato nella ricetta un ingrediente attivo, ovvero la yucca schidigera (un tubero con alto contenuto di fibre), che aiuta ad avere una corretta digestione, limita le fermentazioni a livello intestinale e ciò si traduce in un controllo del cattivo odore delle feci. Medium invece è riservato a un cane di taglia media che trascorre la maggior parte del tempo all’aria aperta. I cani di taglia media hanno un apparato intestinale più corto dei cani di piccola taglia e per tale ragione molte volte necessitano un miglioramento delle funzioni intestinali. In virtù di tali motivazioni la linea Medium utilizza prevalentemente la cicoria che aiuta la crescita dei batteri intestinali buoni. In tal modo a giovarne è la dig
    estione, l’assimilazione dei nutrienti e le difese dell’organismo. La linea Maxi invece è specifica per i cani di taglia grande che spesso possono avere problemi osteo-articolari a causa del peso. Per questa linea vengono utilizzati i semi di lino (caratterizzati da omega 3 e peptidi bioattivi del collagene) che favoriscono un buon funzionamento delle articolazioni.

    Alimentazione giusta in base all’età del cane

    In base all’età, il cibo per cani prodotto da Natural Trainer si divide in tre linee: Puppy, Adult e Maturity. Puppy è una linea specifica per i cuccioli che di solito non hanno ancora un apparato digerente ben sviluppato. In questo caso il secondo ingrediente attivo è il lievito che stimola le difese naturali e aiuta a sviluppare il sistema immunitario. Adult invece è una linea specifica per il cane adulto e utilizza l’alga spirulina che ha la funzione di antiossidante e detossificante. Maturity infine è adatta ai cani più anziani che hanno problemi articolari e di deambulazione. In questa linea viene usato come secondo ingrediente attivo l’artiglio del diavolo che favorisce la mobilità dell’animale grazie ai peptidi bioattivi del collagene. In ultimo non bisogna sottovalutare la linea Light: quest’ultima non rappresenta un’età dell’animale ma la tendenza al sovra
    ppeso. In tal caso il secondo ingrediente attivo che viene utilizzato è il fagiolo, che ha un ridotto contenuto di grassi, riduce l’assorbimento delle calorie e dei carboidrati e aiuta a mantenere il peso ideale.

  • Conviene fare acquisti in una farmacia online? Tutte le risposte

    Il ricorso ai servizi offerti da una farmacia online per molti consumatori corrisponde alla possibilità di ottenere risparmi significativi per l’acquisto di rimedi omeopatici o integratori alimentari (inclusi quelli destinati agli animali domestici). Gli esperti raccomandano, ovviamente, di affidarsi unicamente i siti che sono autorizzati alla vendita, fermo restando che ogni portale può variare i prezzi dei medicinali da banco. Ma come ci si deve comportare per avere la certezza di spendere il meno possibile? In primo luogo è opportuno controllare con attenzione le spese di spedizione, che nella maggior parte dei casi sono di pochi euro e, in altre circostanze, sono addirittura gratuite se si supera un determinato limite di spesa.

    Per capire se una farmacia online è autorizzata o meno alla rivendita dei farmaci, è sufficiente accertarsi che il sito mostri il bollino del Ministero della Salute. Anche per questi acquisti è in vigore il diritto di recesso, che deve essere esercitato entro le due settimane successive rispetto alla data in cui la merce è stata ricevuta. Quando si acquistano i medicinali online, comunque, è sempre preferibile prevenire l’effetto scorta, per evitare che essi scadano senza essere stati utilizzati. Bisogna, inoltre, imparare a distinguere i farmaci in funzione del loro principio attivo, non solo per essere sicuri di non comprare doppioni, ma anche per l’opportunità di puntare su farmaci equivalenti che costano di meno.

    La semplicità di gestione degli acquisti è solo uno dei tanti motivi per i quali conviene affidarsi a una farmacia online, il cui catalogo in molti casi include anche i cosmetici, i prodotti dedicati alla cura del corpo e un vasto assortimento di articoli che hanno a che fare con il benessere individuale. Ovunque ci si trovi, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza vincoli di spazio e di tempo si può portare a termine il proprio acquisto sapendo che i prodotti saranno consegnati nel giro di breve tempo all’indirizzo indicato.

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  • Un regalo biologico e naturale: i cosmetici OllyNatural

    Cercare il giusto regalo di Natale per la cura di se stessi è sempre difficile soprattutto quando non si conoscono bene i gusti delle persone e le loro eventuali problematiche legate a allergie o intolleranze. Per non sbagliare, quindi, è bene affidarsi a prodotti naturali al 100% che siano ecologici e dermo-compatibili.

    Bellezza naturale

    I cosmetici naturali sono quelli realizzati senza la presenza di parabeni, siliconi, coloranti, alcool e molto altro ancora che possono portare dei danni alla pelle e al benessere della persona.
    Per questo motivo è bene scegliere dei prodotti ecologici che rispettino a pieno la natura, realizzati da aziende specializzate e affidabili come OllyNatural. Il brand, grazie all’utilizzo di ingredienti organici che derivano dalle piante, ha saputo creare dei cosmetici adatti a ogni tipo di pelle ma anche prodotti per capelli delicati e nutrienti.
    I cosmetici del brand sono tutti dermatologicamente testati e presentano la certificazione di qualità cosmetica eco biologica dell’Istituto di Certificazione Etica e Ambiente (ICEA).
    Le formulazioni biologiche di ogni singolo prodotto riescono a scongiurare il rischio di intolleranze e ogni confezione, astuccio o flacone è stato pensato per ridurre al massimo l’impatto ambientale.
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    Il catalogo di OllyNatural – Naturalmente Essenziale è ricco di prodotti per viso, corpo e capelli e, tra questi, sarà facile trovare quello giusto per il perfetto regalo di Natale.

    Cofanetti per ogni gusto

    Nella pagina del sito OllyNatural.it è possibile trovare una serie di idee regalo che faranno felice qualsiasi donna abbia a cura il proprio benessere e la propria bellezza.
    I cosmetici biologici OllyNatural sono stati racchiusi in meravigliosi cofanetti da scegliere sulla base del proprio gusto personale.
    Per iniziare la giornata al meglio, nel cofanetto Bonjour e Best tea Time sono stati inseriti prodotti capaci di dare grinta e brio. Il primo contiene una crema viso bio idratante e un barattolo porta biscotti in stile Country Chic dal fascino irresistibile. Con il Best tea Time sarà possibile svegliarsi vicino a una mug a lavagna con gessetto, per salutare il mattino nel migliore dei modi, dopo essersi spalmate la crema corpo bio nutriente per fare un pieno di positività.
    Per momenti di puro relax, invece, è possibile optare per il cofanetto Relaxing Rituals che riuscirà a far rilassare i nervi grazie alla crema corpo extra dolce e nutriente accompagnata da una tea light avvolta in un porta candele Shabby Chic.
    Le donne più romantiche e dolci potranno enfatizzare la loro bellezza con la delicata maschera viso bio ossigenante perfetta per ogni tipo di pelle presente nel cofanetto Macaron Chic all’interno del quale un bellissimo barattolo in vetro potrà essere utilizzato come contenitore per ogni occasione.
    Per un Natale al top è possibile creare un’atmosfera unica grazie al cofanetto Sweet Dream, all’interno del quale la delicata profumazione del bagno doccia rilassante riuscirà a scaldare l’ambiente dando un senso di benessere immediato. La speciale formulazione naturale al 100% deterge la pelle secca e disidratata, la quale acquisterà morbidezza al tatto e un nuovo equilibrio.
    Sarà possibile farsi accarezzare dal prodotto e rilassare lo spirito grazie alla profumata candela presente nel cofanetto, la cui fragranza è perfetta per dare un senso di pace e calore inimitabile. Il design del bicchiere porta candele sobrio ed elegante si abbina a qualsiasi ambiente, rappresentando quindi il miglior regalo di Natale.

  • Come si abbina lo Champagne al formaggio?

    Lo champagne ed il formaggio rappresentano due universi di gusto. Questi due modi di degustare possono fondersi in uno solo attraverso l’abbinamento. I pareri sono discordanti ed in genere si legge spesso che il loro accostamento risulta difficoltoso, in questo articolo si sostiene la tesi opposta ma non per il gusto di andare controcorrente ma per semplici assiomi che sarai poi tu a verificare al palato. Di vino per formaggio ne trovi in abbondanza, alcuni bianchi si abbinano alla perfezione con il sapore, considera lo champagne altro non è che un vino bianco particolare. Oltre a questa considerazione vale la pena soffermarsi sul modo in cui i due prodotti vengono alla luce. Si tratta della maturazione e del tempo che ci vuole per arrivare ad essere consumati. Che si tratti di fermentazione per gli champagne o di stagionatura per i formaggi è il tempo ad accomunarli, e a farli sviluppare in sapore.

    Per creare il connubio perfetto e far in modo che si valorizzino a vicenda ci sono alcune piccole regole molto semplici da seguire. Segui le righe che seguono per scoprire come realizzare l’accordo in sintonia di gusto tra formaggi e champagne con successo e quale sono i prodotti da selezionare per realizzare il duetto.

    Alcuni consigli pratici per riuscire ad abbinare i formaggi agli champagne

    In molti casi si tratta di buon senso, in altri occorre essere un po’ audace ed esplorare.

    – Come regola generale non bisogna offrire un piatto di tre formaggi e con gusti molto lontani. Per uno champagne la selezione che dovrai fare è tra 1 e 3. Il motivo è semplice: tra un formaggio e l’altro ci può essere una densità di pasta e sapore per cui risulta troppo difficile realizzare l’abbinamento. Per contro un solo formaggio non crea armonia di gusto tra vari sapori che vengono accompagnati dalla finezza dello champagne.

    – Gusti troppo intensi dei formaggi potrebbero eliminare il sapore delicato dello champagne, quindi scegli formaggi dai sapori delicati e meno strong.

    – un buon inizio può essere quello di offrire dei formaggi freschi come quelli di capra da abbinare a champagne leggeri, freschi e giovani.

    – Un buon formaggio stagionato può accordarsi con uno champagne d’annata.

    Una nuova tendenza da saper controllare per non sfociare nell’impossibile

    Vale la pena a questo punto fare qualche suggerimento di duetto tra formaggio e champagne per mettersi alla prova. Cercare quella che per noi sarà la coppia perfetta con le linee guida e con la voglia di testare sul palato. Ne rimarrai stupito e sarà un cavallo di battaglia delle tue cene.

    Vediamo quali sono le tendenze in atto.

    – Di un formaggio fresco di capra abbiamo già detto come funzioni in abbinamento con uno champagne giovane dal gusto floreale, di cera d’api e miele. Più in particolare un formaggio di capra fresco può funzionare bene con uno Champagne Blanc de Blancs, prodotto con uve bianche dal vitigno Chardonnay. Il sapore richiama quelle note di agrumi, di mango, di pesca e di susina bianca.

    – Un formaggio grasso ha bisogno di uno champagne secco e minerale, per cancellare la parte più grassa e cremosa al palato. Proviamo uno Champagne Blanc de Noirs, derivante dalla vinificazione in bianco di uve a bacca rossa che possono appartenere a diverse annate. La sua acidità è ciò che c’è bisogno per armonizzare.

    – un Brie senza crosta per non aver il gusto amaro che rovina il dolce, lo accostiamo con uno champagne che viene dalle Montagne de Reims dove si lavora il Pinot Nero a bacca rossa.

    – un Camembert con uno champagne bianco per esaltare l’eleganza e la freschezza. Una nota di mela a confronto con un formaggio rustico e cremoso.

    – e per chiudere un Grana Padano con dei mesi importanti, con uno champagne che proviene dalla Cote des Blancs dove viene coltivato lo Chardonnay a bacca bianca.

  • Cellule epiteliali. Cosa sono e da quali patologie sono interessate

    Le cellule epiteliali compongono il tessuto dell’organismo umano ed animale: il tessuto epitelio. Come gli altri tessuti del nostro organismo, l’epitelio svolge importanti funzioni al pari del tessuto connettivo, muscolare e nervoso. L’alto valore di cellule epiteliali nelle urine sono spesso indice di patologie, ma non è sempre un segnale preoccupante.

    Cosa sono e dove si trovano le cellule epiteliali

    Il nostro organismo è costituito da cellule e grazie ad esse i tessuti organici possono svolgere importanti funzioni, fondamentali per il corretto funzionamento dell’intero organismo. Per capire cosa sono le cellule epiteliali occorre comprendere cos’è l’epidermide. Essa può essere considerata come un vero e proprio “rivestimento” dei principali organi che garantiscono le funzioni della digestione, della respirazione, ma anche della riproduzione e della escrezione. Queste cellule, a stretto contatto tra loro, formano i suddetti tessuti, componendo delle strutture e delle forme diverse in base alla zona interessata. Ogni tessuto costituito dalle cellule epiteliali va a prendere così nome e forma diversa, caratterizzando dunque l’epitelio stesso.
    Troviamo perciò l’epitelio pavimentoso o squamoso semplice, soprattutto nelle zone polmonari e nei vasi sanguigni; l’epitelio cubico semplice situato in alcuni tessuti dei reni e delle ovaie e delle ghiandole; l’epitelio cilindrico semplice nelle cellule intestinali o negli enterociti ed ancora numerose forme, tutte destinate a funzioni e zone diverse dei tessuti organici.

    Le cellule epiteliali nelle urine

    Come si può evincere da quanto detto è facile dunque capire cosa sono le cellule epiteliali, fondamentali nella composizione di tutti i tessuti organici umani ed animali. Esse possono talvolta essere presenti anche nelle urine, ma ciò non è sempre da considerarsi come un fattore preoccupante. Sono piuttosto i valori alti in queste ultime a rappresentare un campanello d’allarme e talvolta un vero e proprio indice di presenza di preoccupanti patologie. Per determinare la gravità della presenza delle cellule epiteliali nelle urine è ovviamente necessario tenere conto dei valori di laboratorio dove vengono svolte le analisi e se queste sono più alte dei valori medi indicati, un approfondimento diagnostico</str ong> deve essere considerato necessario. Infatti solo con delle analisi di laboratorio più approfondite sarà possibile individuare la tipologia della cellula rilevata nelle urine e da questo ottenere maggiori informazioni riguardanti il tessuto organico dal quale le cellule epiteliali rilevate provengono. Un leggero sfaldamento dell’epitelio va dunque considerato normale in virtù dell’altrettanto normale rinnovamento cellulare.

    Le cause e le patologie delle cellule epiteliali

    Quando però vi è un’alto valore di cellule epiteliali nelle urine è chiaro che qualcosa non va. Le principali cause e patologie correlate, a ciò che va considerato come un vero e proprio campanello d’allarme, sono solitamente le infezioni alle basse vie urinarie oppure delle patologie o delle problematiche a carico dei reni. Purtroppo però non è raro che i valori molto alti di queste cellule nelle urine siano sintomo della presenza di una neoplasia. Attenzione però, se tali valori sono stati riscontrati a seguito di esami diagnostici invadenti, come quelli che prevedono l’uso di sonde, le quali non di rado lesionano i tessuti seppur in modo lieve, anche i traumi alle basse vie urinarie possono comportare episodi simili e
    dunque nessuna presenza di patologia. Altri fattori che possono condizionare i valori di queste cellule nelle urine sono quelle condizioni che favoriscono le infezioni urinarie come ad esempio avviene durante l’intero periodo della gravidanza. Per avere un chiaro quadro sull’intera situazione, il consulto del medico specialista è d’obbligo perché in ognuno dei casi sopracitati è fondamentale la correlazione che vi è con queste cellule e le altre, come ad esempio i globuli bianchi o i leucociti.

  • Quali errori non commettere nella progettazione di uno studio odontoiatrico

    La ristrutturazione di uno studio odontoiatrico che si può rendere necessaria con il passare degli anni impone di assumere delle scelte che meritano di essere ponderate con la dovuta attenzione. Valutare tutti gli aspetti in gioco nella progettazione studi dentistici è indispensabile per non rendersi protagonisti di investimenti avventati: non esiste una soluzione progettuale perfetta e priva di difetti, ma ogni proposta presenta dei pro e dei contro che vale la pena di soppesare. Alla fine, poi, si deve raggiungere un equilibrio ottimale, un compromesso in grado di assecondare il più possibile le esigenze del titolare del laboratorio oltre che, ovviamente, quelle dei pazienti. Avere le idee ben chiare è un ottimo punto di partenza, anche per far capire all’architetto a cui ci si rivolge che cosa si vuole e come lo si vuole. Gli input possono essere non solo di natura estetica, ma anche di carattere psicologico.

    Come cominciare

    Potrebbe essere utile, in una prima fase, stilare una lista dei servizi e delle funzioni che dovranno essere messe a disposizione dallo studio. Nulla vieta di arricchire tale elenco con i suggerimenti dei collaboratori: tutte le integrazioni e tutte le correzioni sono utili per garantire il futuro svolgimento di ogni attività senza rischi né ostacoli di carattere pratico. Si pensi, per esempio, alla delicatezza delle procedure di sterilizzazione, ma anche alle peculiarità degli spogliatoi, dei bagni e degli ambienti dedicati al personale: è chiaro che poter contare su varie prospettive e su più di un punto di vista è una soluzione ottimale. Per di più, nel momento in cui ha la sensazione di essere coinvolto in prima persona nelle decisioni che si prendono nella fase progettuale, ogni membro dello staff si sente appagato e gratificato, più disponibile ad accettare anche eventuali compromessi o limitazioni.

    Vincoli e libertà

    Nella maggior parte dei casi, una unità immobiliare a pianta libera mette a disposizione un ampio ventaglio di opportunità distributive: il progetto di massima rappresenta lo strumento primario utilizzato dall’architetto al fine di studiare il migliore assetto distributivo possibile. Non è detto che le variabili di progetto consentite siano così tante, perché bisogna sempre fare i conti con vincoli di sagoma o strutturali. Un bravo architetto, ad ogni modo, è quello che riesce a sviluppare diverse varianti, tutte ugualmente interessanti e valide. Non si deve aver paura di richiedere almeno due o tre alternative, in quanto ogni occasione di miglioramento va studiata e sfruttata fino in fondo. Per di più, non si deve sottovalutare il fatto che più si va avanti nei lavori e più i cambiamenti che vengono richiesti e apportati nelle fasi seguenti sono destinati a costare di più, per modifiche di carattere progettuale o per cambiamenti realizzativi.

    La protezione della riservatezza

    Nel momento in cui si pensa a come lo studio dovrebbe essere progettato, uno dei fattori più rilevanti – ma al tempo stesso più trascurati – è quello che riguarda i movimenti di chi si trova dentro lo studio, e che ha a che fare direttamente con la difesa della privacy. Sono tre i flussi che devono convivere all’interno di un ambulatorio: quello dei medici, quello degli altri componenti del personale e quello dei pazienti. Tali flussi vanno ben studiati per limitare le perdite di tempo: negli Stati Uniti, per esempio, si stanno diffondendo i doppi corridoi, con un corridoio dedicato agli assistenti di sala e uno destinato ai pazienti. Ovviamente, non è detto che una soluzione di questo tipo possa essere sempre messa in pratica.

  • I migliori oli extravergine d’oliva della nostra penisola

    Classificare un olio extravergine d’oliva non è mai un compito semplice: la grande varietà e qualità di questo prodotto presente in Italia infatti rende l’operazione ancora più complicata per chi si occupa di stilare graduatorie di merito.

    Negli ultimi tempi è cresciuto sensibilmente il numero di aziende agricole che producono olio, anche biologico. Sta aumentando anche il livello di cultura e informazione rispetto a questo argomento, troppo spesso nel recente passato oggetto di discussioni e diatribe. Il problema di trovare olio contraffatto all’interno dei supermercati è stata infatti una brutta piaga, che va necessariamente combattuta attraverso dei preziosi accorgimenti.

    Se state cercando degli spunti per trovare il miglior olio extravergine siete capitati nella pagina giusta. Proviamo in questo articolo a vedere quali sono i prodotti più pregiati presenti in circolazione.

    Alcuni numeri sulla produzione di olio

    Partiamo analizzando alcuni numeri che riguardano la produzione di olio nel nostro paese, per far comprendere come si tratti in effetti di uno dei settori più floridi in assoluto. In italia esistono circa 6mila frantoi, mentre le varietà di olive coltivabili sono ben 538. Una cifra che corrisponde a circa il 40% della produzione globale, il che pone l’accento sulla reale portata del business. Questi numeri collocano l’Italia al top mondiale (al pari di altri paesi del Mediterraneo) e le danno la possibilità di selezionare le olive migliori da utilizzare per tirare fuori l’olio più buono. Per questo in Italia vengono usate solo 50 varietà di olive, meno di un decimo di quelle complessivamente a disposizione.

    Un altro dato interessante è quello che riguarda il certificato DOP (denominazione di origine controllata), che in Italia è stato conferito a ben 24 etichette diverse. Una sola etichetta si è invece fregiata del certificato IGP (indicazione geografica protetta). Si tratta di due parametri comunitari che garantiscono l’assoluta qualità del prodotto, e scongiurano cattive sorprese (come un olio di oliva o di semi spacciato per extravergine).

    A stilare una classifica dei migliori oli extravergine sul mercato ci ha pensato la prestigiosa rivista di food “Il gambero rosso”, che ogni anno passa in rassegna ben 600 oli di tutto il paese. Ne emerso che quest’anno i migliori provengono dalla Toscana, premiata con ben 51 oli menzionati. La sorpresa arriva al secondo posto, dove l’Umbria ha scalzato l’agguerrita concorrenza delle altre regioni. Solo terza posizione per la Puglia, che tuttavia conserva la densità più alta di frantoi e una qualità elevatissima dei propri prodotti.

    Le principali caratteristiche di un olio di qualità

    La prima cosa da fare per scegliere un olio di qualità è guardare il prezzo. Può sembrare scontato ma spesso non lo è; un olio di basso costo è senza dubbio sinonimo di scarso livello. Una buona bottiglia di olio extravergine si attesta attorno ai 10/12 euro all’interno di un supermercato, per cui è meglio diffidare da cifre minori di queste.  Un altro elemento da considerare è quello dell’etichetta, che deve essere chiara, leggibile e contenere tutte le caratteristiche necessarie per riconoscere la provenienza dell’olio. Tra queste bisogna controllare la data di scadenza e la percentuale di acidità (che nell’olio extravergine non può superare l’1%), oltre alle altre caratteristiche organolettiche del prodotto.

    Per quanto riguarda il colore, va detto che l’olio più giovane (entro i primi due mesi dalla spremitura) è più verdastro, mentre man mano che passa il tempo il colore si fa sempre più giallo. Il consiglio è quello di consumare lìolio entro l’anno della sua spremitura, in maniera tale da apprezzarne appieno l’autenticità del sapore e fermo restando che può essere consumato anche oltre i 20 mesi dalla produzione.

  • Legge sulla concorrenza, cosa cambia per chi ha una clinica dentale

    La legge sulla concorrenza che è entrata in vigore il 29 agosto del 2017 ha delle ripercussioni anche per chi gestisce una clinica dentale. Approvata dal Parlamento italiano dopo più di due anni di dibattito e di discussioni, essa nasce con l’intento di tutelare la salute dei pazienti: le associazioni di categoria di questo ambiente, insieme con i sindacati, hanno tentato di intervenire sulla situazione precedente al fine di contrastare la diffusione delle catene, che in molti casi sono state accusate di puntare unicamente alla massimizzazione del profitto a dispetto del reale benessere del paziente. In seguito anche le società di capitali sono state coinvolte in misura più o meno significativa: accade, infatti, che gli odontoiatri di frequente decidano di approfittare delle srl, cioè le società a responsabilità limitata, per gestire la propria attività in modo più efficace.

    Come si è giunti alla legge

    Dopo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito il proprio parere a proposito del ricorso alle società di capitali per l’erogazione ai pazienti di prestazioni odontoiatriche, è maturato un importante dibattito di carattere giuridico che si è concretizzato, appunto, nella legge n. 124 del 2017, vale a dire la legge sulla concorrenza. Per chiunque possieda una clinica dentale, questa legge non può essere considerata rivoluzionaria, ma si limita a rappresentare un normale aggiustamento della precedente situazione.

    Le novità

    Tra tutte le novità previste, la più importante dal punto di vista delle società di capitali che agiscono in ambito odontoiatrico ha a che fare con la figura del direttore sanitario e la sua centralità. A partire dal 29 agosto dello scorso anno, ogni direttore sanitario che opera in una società che svolge attività odontoiatrica non può ricoprire la stessa mansione in altre strutture: ciò significa che non è possibile essere direttori sanitari di strutture differenti. Nel caso di una struttura sanitaria polispecialistica in cui le prestazioni odontoiatriche siano erogate in un contesto più ampio che comprende altri tipi di prestazioni sanitarie, è indispensabile individuare un direttore sanitario in possesso dei necessari requisiti professionali che sia responsabile per i servizi odontoiatrici. Nulla cambia se il direttore sanitario precedente già disponeva di tali requisiti, compresa l’iscrizione presso l’Albo degli odontoiatri.

    Gli effetti della legge sulla concorrenza

    Resta da capire, a questo punto, quali siano le conseguenze pratiche derivanti dalla legge sulla concorrenza per chi lavora all’interno di una clinica dentale. Prima di tutto, viene ribadito e messo in evidenza che solo i soggetti che sono iscritti all’Albo degli odontoiatri, e che dunque possiedono i necessari titoli abilitanti, possono esercitare l’attività odontoiatrica. Tale esercizio, comunque, è permesso anche nelle strutture il cui direttore sanitario sia registrato presso l’albo in questione, ma a condizione che a erogare i servizi odontoiatrici siano unicamente professionisti iscritti.

    Chi volesse esercitare l’attività odontoiatrica oggi in Italia ha diverse opzioni a disposizione: un centro dentale in forma societaria, il cosiddetto studio associato e la classica partita Iva individuale. In quest’ultimo caso è permesso l’esercizio in forma indipendente e singola, come accade per chi ha uno studio mono-professionale. L’odontoiatra, dal punto di vista fiscale, è soggetto ad Irpef secondo un’aliquota che varia in base al reddito, essendo compresa tra il 23 e il 43%. Una quarta soluzione va individuata, appunto, nella società tra professionisti che è stata introdotta di recente. In questo caso, è indispensabile che non meno dei due terzi dei soci siano professionisti abilitati, e inoltre è richiesta la sottoscrizione di una polizza assicurativa atta a garantire la copertura dei rischi in relazione alla responsabilità civile per gli eventuali danni.