Storia, caratteristiche e vantaggi dell’allarme casa wireless

Il primo brevetto relativo a un sistema meccanico destinato a rilevare l’apertura di finestre e porte risale addirittura alla metà del XIX secolo: era, per essere più precisi, il 1852, e nel corso di questi decenni è stata percorsa moltissima strada in questo ambito, per merito di un’evoluzione tecnologica caratterizzata da uno sviluppo costante che, almeno per il momento, non dà la sensazione di volersi arrestare. Oggi, per esempio, possiamo contare su sistemi di allarme senza fili molto ricercati, che funzionano tramite la cosiddetta tecnologia wireless. Anche da questo punto di vista, è necessario salire su una macchina del tempo per individuare il primo modello.

Il primo esempio di allarme casa wireless, infatti, è del 1984: le soluzioni di cui disponiamo oggi sono molti diverse rispetto a quella del debutto, e in grado di garantire un livello di sicurezza molto più elevato. Soprattutto nel corso dell’ultimo decennio, il campo degli antifurti wireless è stato contraddistinto da un continuo perfezionamento che ha comportato un consistente aumento delle vendite, non di rado a scapito degli allarmi cablati. In effetti, l’assenza di fili è destinata a offrire molteplici vantaggi: non ci sono problemi né inconvenienti per il posizionamento dei cavi, che nella maggior parte delle circostanze presuppone delle opere murarie che non solo sono invasive, ma si dimostrano anche onerose sul piano economico.

Le ultime novità del settore

Ma qual è il meccanismo di funzionamento di un allarme casa wireless? Per comprenderlo, vale la pena di fare riferimento alle soluzioni più recenti e più all’avanguardia: si trattano di sistemi che si basano sulla comunicazione via radio, grazie a cui le varie componenti possono essere connesse le une con le altre senza che vi sia la necessità di ricorrere a cavi. Questo tipo di tecnologia, come si può ben intuire, risulta utile e consigliabile in modo particolare per gli ambienti interni, dal momento che permette di trasmettere i codici a velocità istantanee senza comportare consumi di energia troppo elevati, superando qualsiasi genere di ostacolo fisico.

In un sistema senza fili, lo scopo consiste nel trasmettere segnali radio, che vengono inviati alla centralina dai vari sensori. Nei primi tempi, uno degli inconvenienti di maggior rilievo con cui si aveva a che fare riguardava la possibilità che delle interferenze interrompessero la frequenza, e quindi rendessero inefficienti gli antifurti. Il problema oggi non è più tale, in quanto si usufruisce della doppia banda, nota anche come doppia frequenza: è una tecnologia nuova che fa riferimento alla trasmissione dei segnali radio in contemporanea su due frequenza. Per ciascun sensore è disponibile un trasmettitore doppio, così come è presente un ricevitore doppio per la centrale: le comunicazioni avvengono su frequenze differenti, in modo tale che se anche una frequenza dovesse essere disturbata la trasmissione delle informazioni sarebbe comunque garantita dall’altra, e l’allarme potrebbe scattare in ogni caso. Non solo: se anche tutte e due le frequenze dovessero essere violate, non si correrebbero rischi, poiché l’impianto entrerebbe subito in funzione.

Allarme casa wireless: che cos’è il frequency hopping

Numerosi sistemi senza fili al giorno d’oggi si avvalgono di un’altra innovazione molto preziosa, vale a dire il frequency hopping: si tratta di una tecnica che proviene dal settore militare e che corrisponde al salto della frequenza. In pratica, i ricevitori e i trasmettitori saltano tra una frequenza e l’altra in continuazione, senza alcun criterio regolare e in modo casuale, per mettere in difficoltà gli eventuali malintenzionati desiderosi di disturbare le frequenze e di ostacolare le comunicazioni tra la centrale e i sensori.

Un altro elemento molto importante è quello che riguarda la comunicazione bidirezionale, che prevede l’impiego di sensori che verificano il buon esito delle segnalazioni. Nel caso in cui i sensori siano progettati in modo appropriato, la comunicazione è inoltrata in continuazione fino a quando la centralina non la riceve. Non c’è pericolo, comunque, di trasmissioni inutili, dato che il sensore bidirezionale riconosce lo stato di inserimento della centralina: insomma, le batterie non vengono consumate inutilmente. Da non dimenticare, poi, la tecnologia rolling code, in virtù della quale i telecomandi attraverso cui i sistemi sono monitorati cambiano il codice in maniera automatica dopo ogni manovra: così, se anche un ladro riuscisse a decifrarlo, la decrittazione si rivelerebbe inutile.

I vantaggi offerti da un allarme casa wireless

Le ragioni per le quali si può ipotizzare di acquistare un antifurto senza fili non sono poche: la prima è quella, già accennata, della mancanza di cavi, che si traduce in un risparmio più che consistente per le opere murarie. Così, a parità di budget, con un allarme wireless le risorse a disposizione possono essere concentrate per l’acquisto di un numero di sensori più elevato.

Un altro pregio di non poco conto va individuato nella facilità di installazione: visto che si ha a che fare con dei sistemi modulari, le procedure da seguire sono semplici e, soprattutto, rapide. Inoltre, in qualsiasi momento si ha la facoltà di scegliere se integrare delle componenti nuove. Non è tutto: nel caso in cui l’allarme debba essere rimosso o spostato, il procedimento è poco elaborato e oneroso. Insomma, costerebbe molto di più intervenire su un antifurto cablato. Non essendo previsto alcun collegamento con la linea elettrica, per di più, degli eventuali disturbi elettromagnetici o dei possibili sbalzi di tensione sarebbero del tutto innocui e privi di conseguenza: il sistema non rischierebbe di essere danneggiato e non ci si troverebbe a far fronte a falsi allarmi.

I sistemi wireless sono connessi alla Rete, e ciò vuol dire che mettono a disposizione un ampio assortimento di funzioni: è sufficiente avere a portata di mano uno smartphone su cui sia stata scaricata l’app specifica per accendere le luci, segnalare un malore o svolgere numerose altre attività. Gli impianti, ovviamente, possono essere tenuti sotto controllo attraverso il telefono: nel caso in cui scatti l’allarme si riceve subito una notifica. Ma non è tutto: l’accesso alle telecamere è costante, così come la possibilità di monitorare il funzionamento di tutto il sistema, che può essere gestito e comandato a distanza.

Una delle novità più recenti in questo ambito è l’antifurto nebbiogeno, che si basa su unità connesse con la centrale che non si limitano a emettere un suono nel momento in cui viene rilevata una presenza estranea, ma generano una nebbia – da cui il nome – non tossica che annulla la visibilità e, quindi, fa in modo che gli intrusi non riescano più a muoversi.

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