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  • Impianto fotovoltaico: oggi è conveniente installarlo

    Quando si parla di impianti fotovoltaici, spesso si tende a confonderli con gli impianti solari: occorre sapere, invece, che si tratta di due realtà differenti, anche se entrambe fanno riferimento a fonti di energia rinnovabili. Un impianto solare, in particolare, è un impianto termico che è in grado di produrre energia termica con la quale riscaldare l’acqua catturando il calore dell’energia del sole. Viceversa, un impianto fotovoltaico ha il compito di convertire in energia elettrica l’irraggiamento solare. In altre parole, l’impianto solare sfrutta il calore del sole per generare energia termica, mentre l’impianto fotovoltaico sfrutta la luce del sole per generare energia elettrica.

    I costi

    Uno dei dubbi che precedono la decisione di installare un micro impianto fotovoltaico è quello relativo ai costi. Di sicuro, acquistare un impianto di questo tipo vuol dire realizzare un investimento che è destinato a essere ripagato nel corso del tempo, ma non ci si può attendere che la spesa sostenuta venga ammortizzata nel giro di pochi mesi. I benefici di cui si può godere sono evidenti e notevoli sin dal momento in cui l’impianto viene messo in funzione, il che significa che da subito ci si può rendere conto del consistente risparmio in bolletta di cui si usufruisce. Con il trascorrere del tempo, per altro, anche in questo settore la tecnologia compie dei passi da gigante. Già, ma i numeri che cosa dicono? Ipotizzando di scegliere un impianto da 3 kW, i costi iniziali sono di circa 6mila euro, ma va tenuto presente che il 50% di tale somma può essere detratto e quindi viene rimborsato a rate negli anni successivi. Ecco perché si calcola che il rientro medio di un investimento di questo tipo è sui sei anni: se si pensa che l’impianto durerà un’altra ventina di anni, appare evidente il risparmio di cui si potrà approfittare, senza dimenticare i vantaggi connessi allo scambio sul posto.

    Lo scambio sul posto: che cos’è

    Per chi non lo sapesse, lo scambio sul posto è un servizio che viene messo a disposizione dal GSE, vale a dire il Gestore dei Servizi Elettrici, il quale prevede ogni anno il confronto tra la quantità di energia che viene prelevata e quella che l’impianto fotovoltaico immettere nella rete. Chi è proprietario di un impianto connesso alla rete riceve sempre la bolletta proveniente dal fornitore elettrico con cui ha sottoscritto il contratto, ma ovviamente paga unicamente per il quantitativo di energia di cui ha usufruito quando il fotovoltaico non veniva usato, per esempio per colpa del maltempo o durante le ore notturne. Il prezzo da pagare include, oltre al costo puro dell’energia, le imposte, le spese di contatore e le spese di rete. Ogni tre mesi, il Gestore dei Servizi Elettrici eroga l’importo riguardante le immissioni di energia elettrica in rete a titolo di acconto, mentre una volta all’anno è previsto il conguaglio, prendendo come riferimento il valore del costo puro dell’energia.

    La longevità dei pannelli solari

    Ci si potrebbe domandare, però, se i pannelli solari siano realmente longevi o se non perdano parte della propria efficacia con il trascorrere del tempo. Ebbene, una volta che l’investimento iniziale è stato ripagato, in un periodo di tempo che di solito va da un minimo di quattro anni a un massimo di otto anni in base alla capacità produttiva e alla spesa sostenuta, la resa media dei pannelli si aggira attorno al 90% nel primo decennio, ma anche nei quindici anni seguenti non va al di sotto dell’80%. Non c’è niente di cui preoccuparsi, insomma, da questo punto di vista.

  • Kit di allarme, perché e come sceglierli

    Lasciare la propria casa incustodita, per le vacanze estive o per qualsiasi altro motivo, è sempre fonte di ansia e di preoccupazioni, per il timore di ricevere la visita indesiderata di ladri o topi di appartamento. Non si tratta solo di proteggere il proprio patrimonio e i propri beni, ma soprattutto di difendere i propri cari dalle potenziali aggressioni di qualche malintenzionato. Ecco perché si rende necessario il ricorso a specifici sistemi anti-effrazione o a un vero e proprio antifurto.

    Porta blindata e grate

    Qualche esempio? La porta blindata è la soluzione più frequente e anche una delle più efficaci, dal momento che molte delle intrusioni avvengono proprio attraverso l’ingresso di casa. D’altro canto, è sempre utile pensare alla protezione delle finestre, con l’ausilio di vetri anti-sfondamento, di persiane o di grate, a maggior ragione nel caso in cui si abiti ai piani più bassi. Il problema è che non sempre tali accorgimenti sono sufficienti per prevenire problemi, e diventa fondamentale trovare un aiuto nella tecnologia: magari con i kit allarme, o con antifurti che possano essere controllati da remoto, senza essere fisicamente presenti in casa. Basta una semplice app da scaricare sul proprio smartphone o sul proprio tablet, sia che si usi il sistema operativo Android sia che si adoperi un prodotto Apple, e la soluzione è a portata di mano.

    Un impianto di allarme tradizionale di solito è formato da una centralina che regola il funzionamento dei sensori di movimento. Nelle versioni più recenti, si assiste a una evoluzione di tale prodotto, con la presenza di dispositivi connessi che emettono segnali nel momento in cui viene riscontrato un tentativo di effrazione. Le applicazioni per il controllo della casa, ma più in generale di qualsiasi ambiente da monitorare, possono basarsi sul funzionamento di telecamere spia che devono essere installate direttamente sullo smartphone. Una volta che è stato completato il download dell’app, all’interno dell’abitazione possono essere tenuti sott’occhio tutti i movimenti. Per vedere che cosa sta succedendo in cucina, in camera da letto o in qualsiasi altro locale, non bisogna far altro che connettersi e osservare.

    Grazie alle telecamere che vengono installate, vengono scattate delle foto che, in caso di necessità, possono essere inoltrate tramite sms al numero di telefono stabilito in precedenza o spedite all’indirizzo di posta elettronica desiderato. In altre circostanze, le applicazioni sono direttamente collegate con il sistema di antifurto, ed è la centralina dell’impianto a occuparsi di tutto il lavoro. Gli antifurti privi di fili e molti altri kit allarme sono muniti di sistemi finalizzati al controllo da remoto delle abitazioni per mezzo di applicazioni tanto semplici quanto efficaci.

    Acquistare online conviene

    Chi vive in un appartamento che ancora è privo di un impianto di antifurto ha l’opportunità di valutare l’ipotesi di un acquisto in un’azienda specializzata; anche su Internet, in ogni caso, si può trovare un vasto assortimento di proposte destinato ad andare incontro ai gusti più diversi. A ben vedere, in molte situazioni l’acquisto di un impianto di allarme per la casa online è addirittura da preferire, tenendo conto dei molteplici vantaggi che garantisce dal punto di vista economico.

    Oltre a non dover fare i conti con i vari intermediari i cui servizi si traducono in un aumento dei prezzi, coloro che scelgono di comprare un allarme su Internet possono contare sulla comparazione dei prezzi istantanea dei vari modelli. Va detto, per altro, che per l’installazione di kit allarme senza fili non è necessario il ricorso a un professionista o a un tecnico specializzato, dal momento che tale operazione può essere eseguita con facilità da chiunque. Ovviamente, trattandosi di soluzioni wifi, non ci sono cavi da far passare nelle canaline, e quindi non c’è bisogno di interventi murari: anche in questo senso si beneficia di un risparmio consistente, specialmente per quel che concerne i costi di manodopera.

    I sensori

    In base al tipo di antifurto per il quale si decide di optare, si può rendere necessario il ricorso ai sensori interni, tramite i quali è possibile rilevare con facilità potenziali intrusioni e presenze indesiderate. Sulle finestre e sulle porte, invece, possono essere applicati dei sensori magnetici che scattano in seguito a qualsiasi tentativo di apertura. La componente principale di ogni impianto resta, in tutti i casi, la sirena di allarme, anche in considerazione del suo effetto deterrente.

    Il modulo anti-jamming è un ulteriore elemento tecnico degno di rilievo, grazie a cui i tentativi di oscuramento che possono essere messi in atto verso l’impianto vengono contrastati. Il collegamento con lo smartphone e con tutti gli altri dispositivi mobili con cui si ha a che fare nella vita di tutti i giorni è, oggi come oggi, una necessità da cui non si può prescindere, anche nella prospettiva di un feedback diretto. Quando un’intrusione viene rilevata dalla centralina, viene inviato alla sirena un allarme, e con il supporto del combinatore telefonico parte anche un sms di segnalazione. In base alle impostazioni che sono state definite, i numeri prestabiliti ricevono il messaggio di allarme, che comunque può essere inviato anche a un istituto di vigilanza o addirittura alle forze dell’ordine.

    Come scegliere il kit

    La scelta del kit è molto importante ai fini della sicurezza di un appartamento: il pregio più significativo di questa soluzione consiste nella possibilità di prevedere un’integrazione con prodotti aggiuntivi. Il Gsm per la linea fissa e il combinatore telefonico dovrebbero far parte della dotazione di base, così come il modulo jamming, i sensori e la sirena interna. Molto apprezzabili sono, poi, la funzione di autoapprendimento e la tripla frequenza per la centrale. Da ricercare, quando possibile, è la funzione di emergenza per le persone anziane. Nella maggior parte dei kit di allarme, quando viene inviato un avviso è specificato il sensore che si attiva, in modo tale che il padrone di casa sia subito consapevole di quale parte della casa è interessata dall’intrusione.

    Il consiglio è sempre quello di acquistare prodotti certificati CE, meglio ancora se espandibili: ciò implica che, nel caso in cui con il passare del tempo si abbia intenzione di ampliare e integrare l’impianto – magari con l’aggiunta di una sirena esterna o di sensori supplementari -, lo si potrà fare senza problemi, anche approfittando di prodotti di marchi compatibili.

  • Polionda, per le tue stampe digitali

    Avere a disposizione i giusti partner per creare materiale comunicativo efficace per la propria azienda non è una cosa facile e per ottenere risultati di sicuro effetto bisogna affidarsi a professionisti nel settore della stampa e della grafica digitale.

    Con oltre 25 anni di esperienza consolidata alle spalle Q&B Grafiche si avvale di professionisti qualificati e assicura una perfetta collaborazione tra persone e tecnologia. L’assistenza qualificata e la progettazione del materiale improntato sulle esigenze del cliente e realizzato con strumenti di ultima generazione garantisce un risultato di assoluta eccellenza.

    Materiale resistente e leggero

    Tra i materiali largamente utilizzati nella stampa digitale vi è il Polionda. Si tratta di un materiale realizzato in polipropilene, comprendente un nucleo centrale incluso in due fogli compatti. Per la sua struttura simile a quella del nido d’ape è detto anche Polipropilene Alveolare, è disponibile in spessori da 3,5, 5 e 10mm e presenta una superficie bianca satinata opaca. Versatile ed estremamente leggero, è altamente resistente agli agenti atmosferici ed è anche indicato sia per ambienti interni che esterni.

    Utilizzato per la prima volta da una società italiana negli anni’60, fu apprezzato ben presto per le sue elevate qualità e la vasta applicazione di utilizzo. Proprio per questo venne utilizzato per realizzazioni grafiche complesse e di grande effetto e come materiale comunicativo efficace per le aziende. Oltre ad essere rigido e resistente, è anche idrorepellente e rimane inalterato anche sotto la lunga esposizione agli agenti atmosferici. Inoltre, la caratteristica di essere molto leggero lo rende ideale per essere utilizzato per l’esposizione in diversi ambiti.

    Sono quindi numerosi i fattori che lo rendono un materiale perfetto per negozi, attività commerciali e aziende che necessitano di prodotti per la comunicazione leggeri e facili da trasportare e da montare, e anche idonei per poter essere riutilizzati più volte e in contesti diversificati. Lavorare questo materiale non è affatto difficile e può essere tagliato, fustellato e cordonato senza creare precedenti forature. Disponibile in commercio in dimensioni e formai differenti, si adatta a tutte le varie esigenze e soddisfa ogni necessità di comunicazione pubblicitaria.

    Materiale largamente utilizzato per interni ed esterni

    Indicato sia in contesti indoor ed outdoor, si presta a tutte le realizzazioni di prodotti pubblicitari per eventi, fiere, congressi, convention, esposizioni, sia da realizzare all’interno o all’esterno dei punti vendita e in attività commerciali di qualsiasi dimensioni.

    E’ anche adatto per la realizzazione di prodotti come segnaletica o comunque prodotti di comunicazione per eventi all’aperto o eventi sportivi. La qualità della stampa digitale realizzata con questo materiale è ottima, tuttavia è preferibile non utilizzarlo per materiale fotografico in cui si richiede un’alta risoluzione. Altamente personalizzabile nei formati, permette di stampare su entrambi i lati e l’effetto finale è davvero superlativo.

    Perfetto per la creazione di espositori temporanei, cartellonistiche e comunicazioni varie, questo materiale permette di ottenere prodotti di prima qualità e di grande impatto visivo, tali da colpire e catturare l’interesse dei consumatori verso un brand, un evento, un prodotto. Le migliori aziende do stampa digitale mettono a disposizione diverse tipologie di supporti, diverse per finitura e spessore, per assecondare ogni necessità e consentire di realizzare materiale pubblicitario in grado di rappresentare il successo del cliente.

    In questi casi è sempre necessaria un’assistenza adeguata e professionisti specializzati nella grafica per creare prodotti pubblicitari originali ed esclusivi, che rispecchiano il prodotto in questione e ne esaltano le qualità. La consulenza per l’azienda diventa fondamentale soprattutto quando si parla di scelte comunicative più articolate. I fattori che entrano in gioco in questi casi sono diversi, dalla tipologia della location alla disposizione che si desidera realizzare ai prodotti che si vuole esporre.

  • Cosa migliora con l’espansione del settore e-Commerce?

    Nel corso degli ultimi anni, le piattaforme di e-commerce hanno vissuto una crescita costante. Di conseguenza, alcune particolari categorie merceologiche hanno tratto grande benefico da quello che può essere considerato come un vero e proprio boom.

    Un chiaro esempio di questa autentica espansione è rappresentato dalle aziende di imballaggi e trasporti, che hanno ricevuto ripercussioni positive da un trend che non sembra avere fine. Basti pensare che la vendita online di prodotti caratterizzati da una logistica e da un packaging ha fatto segnare nel 2017 una crescita del 28% rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 54% degli acquisti virtuali fatti nel nostro Paese viene caratterizzato dall’utilizzo di un imballaggio e di un comparto che si occupa del loro trasporto. Tutto ciò è stato dimostrato da un test portato avanti dall’Osservatorio di e-commerce del Politecnico di Milano, che parla anche di ben 15 milioni di euro di volume di consegne su base mensile.

    Tali dati non fanno altro che mettere in evidenza la grande importanza rivestita dalla logistica. Non a caso, viene segnalata anche la netta crescita di vendite della mobilia e in generale degli oggetti per la casa, che nella maggior parte delle occasioni vengono raccolti all’interno di appositi scatoli e vengono trasportati a dovere. Lo stesso discorso è valido per l’abbigliamento, il settore che va più forte in assoluto nelle piattaforme di e-commerce, così come per gli accessori di gioielleria.

    A tutto ciò va aggiunto che la scelta di dare maggiore attenzione a scatole di cartone di qualità, ed in generale a tutti gli imballaggi, è dovuta a questioni di sicurezza del prodotto, che deve essere condotto presso il cliente in condizioni perfetta e senza neanche la più piccola scalfittura.

    Ma come impatta l’e-commerce sulla logistica? Prima di tutto, mediante uno sviluppo basato sui servizi informativi e sulla gestione intelligente. Chi si occupa degli imballaggi e dei trasporti tiene d’occhio l’integrazione informatica, lo sviluppo di servizi fisici, l’automazione del proprio magazzino, la gestione dei resi, la sostenibilità ambientale di ciascuna posizione. Nessun elemento va lasciato in secondo piano per garantire alla clientela una funzionalità di primissima categoria, con una spedizione precisa, attenta e puntuale. Tra i motivi di criticità di questo sistema, bisogna considerare l’importanza fondamentale rivestita dalla consegna a casa del cliente, alla quale i corrieri sembrano ancora non essere avvezzi fino in fondo.

    In generale, il fenomeno dell’e-commerce con la gestione della logistica e del packaging appare in netta crescita in Italia, con margini di miglioramento che ancora oggi sembrano enormi. Tuttavia, sono molti più gli italiani che spendono tramite acquisti online da siti esteri (5,9 miliardi di euro) che gli stranieri che effettuano investimenti presso rivenditori nostrani (3,5 miliardi di euro, con però un incremento di 300 miliardi rispetto al 2016). Anche in questo caso, il dato è confortante perché il made in Italy sta iniziando a fare proseliti in giro per il mondo anche online.

  • Lumify x9.

    E luce… fu!

    Da un improvviso blackout alla necessità di uscire col buio al campeggio, sono molte le situazioni in cui una torcia può tornare davvero utile.

    Lumify x9 è il prodotto di cui parleremo oggi, una torcia compatta ma potente.

    Vediamo insieme le caratteristiche che possono renderla appetibile per l’acquisto.

    Corpo e dimensioni

    Lumify x9 è una torcia compatta, di 14×17 centimetri, costruita interamente in alluminio. La luce è prodotta da un dispositivo LED di particolare potenza, con un raggio di illuminazione abbastanza elevato da poter essere utilizzata anche in luoghi aperti.

    Viene venduta in una confezione rigida, una custodia rettangolare imbottita per poterla trasportare senza farle subire urti e danneggiamenti.

    Funzione strobo

    Tra le varie modalità di illuminazioni disponibili, quella che ha più colpito gli utenti è la funzione stroboscopica. La luce si presenta come il flash di una macchina fotografica, ma ripetuto per centinaia di volte al minuto. Se doveste trovarvi nella condizione di venire aggrediti mentre avete per le mani Lumify x9, la luce stroboscopica diretta contro i malviventi li disorienterà molto, rendendo più agevole la fuga.

    Se invece dovete usare la torcia Lumify x9 in condizioni di emergenza, vi tornerà utile perché il lampeggiare del raggio attirerà l’attenzione dei soccorsi verso la zona in cui vi trovate, specie se isolata e difficilmente visibile ad occhio nudo o di notte.

    Il prezzo

    A seconda del negozio, fisico o online, in cui intendete acquistarla troverete prezzi diversi. Per incentivare l’acquisto molti venditori propongono tariffe scontate per chi compra più di un pezzo dello stesso prodotto: potreste approfittarne non solo per voi, ma anche per regalare questo oggetto ad un patito del campeggio, a qualcuno che viaggia spesso in auto in zone isolate o che usa la barca, o ad un conoscente che lavora in luoghi con scarsa visibilità.

  • Installare un kit di videosorveglianza in autonomia: davvero si può?

    Per installare un kit di videosorveglianza in completa autonomia occorre per prima cosa avere una buona familiarità con la tecnologia. Poi, va da sé, è necessario essere provvisti di tutte le componenti utili, ma soprattutto bisogna conoscere con esattezza le loro funzioni e il loro corretto utilizzo.

    In questo articolo offriamo tutti gli spunti utili per il corretto assemblaggio di un kit videosorveglianza.

    Vediamo quali sono gli step da seguire, anche in relazione con le proprie esigenze di spesa e con le zone da video sorvegliare.

    Budget a disposizione e zona da sorvegliare: i primi due aspetti da prendere in considerazione

    Se si decide di installare un kit di videosorveglianza, bisogna farlo con cognizione di causa.

    Questo vuol dire che come prima cosa bisogna regolarsi bene in base alla zona che si intende sorvegliare e muoversi di conseguenza.

    Se l’area da sottoporre a videosorveglianza è molto vasta occorreranno più telecamere, e per avere un dettaglio migliore e maggiore qualità delle immagini bisognerebbe puntare su telecamere di più alto profilo dal punto di vista tecnologico.

    Questo comporta una spesa mediamente maggiore rispetto a sistemi di videosorveglianza in analogico.

    Questi ultimi sono molto facili da installare e soprattutto sono alla portata di tutti dal punto di vista economico. Si tratta infatti di sistemi che perdono qualcosa sul piano delle immagini, a favore di maggiore immediatezza nell’installazione e di un risparmio spesso consistente: la loro qualità, se non integrata con altre soluzioni, risulta non di primissimo livello.

    Per questo vengono ampiamente utilizzate da chi non ha bisogno di mettere a fuoco ogni singolo dettaglio e da chi ha a che fare con un’area piuttosto ristretta da coprire.

    Il kit di videosorveglianza in analogico risulta ancora oggi il più richiesto sul mercato proprio per i motivi sopra elencati. Tra questi non c’è da sottovalutare la manutenzione: sistemi di videosorveglianza di alta qualità infatti possono andare più facilmente incontro a costosi ritocchi, mentre un impianto in analogico ha un sistema di funzionamento più semplice e immediato.

    Tutte le componenti necessarie per un impianto di videosorveglianza

    Oltre alle telecamere ci sono moltissimi altri elementi che vanno a comporre un kit di videosorveglianza. Tra questi spiccano senza dubbio il registratore, che gioca un ruolo fondamentale, e l’hard disk, utilissimo per contenere le immagini.

    Questi due elementi sono molto importanti perché permettono di installare, oltre al classico impianto con i cavi, anche una più moderna soluzione wireless.

    Dicevamo delle telecamere, che variano in base alla tipologia e che si intende utilizzare (in commercio ce ne sono moltissime) e anche rispetto alla loro corretta installazione nei punti strategici.

    Poi ci sono i cavi video, i connettori video e i connettori ad alimentazione, che svolgono un ruolo altrettanto importante in stretta connessione tra loro.

    In più vanno menzionati il balun (per portare il segnale video su cavo di rete nei sistemi analogici), il monitor (se necessario,nella tecnologia wireless può essere sostituito da computer o televisione), un tester, un gruppo di continuità e un cartello di videosorveglianza (necessario per le corrette segnalazioni).

    L’assemblaggio di queste componenti può essere fatto anche in completa autonomia, basta avere una buona dimestichezza con questi strumenti e seguire correttamente tutti i passaggi. Bisogna prima di tutto numerare i cavi per evitare di confonderli, e poi sistemarli per ogni zona da unire. A questo punto si può passare all’installazione delle telecamere, che per uso domestico si attestano a circa 4 metri di altezza.

    Un’ultima annotazione da fare riguarda la tecnologia IP, l’unica che permette di installare un impianto wireless.

  • Definiamo il web marketing, lo strumento delle imprese per farsi conoscere online

    La crescita di Internet e degli utenti che ogni giorno accedono ai social network o creano degli account Google oramai non fa più notizia. Ogni giorno le modalità e gli strumenti per entrare nel web e diventare clienti di aziende che pubblicizzano i loro prodotti in rete aumentano, tanto da far pensare che il prodotto come oggetto fisico sia meno importante rispetto al servizio ad esso relativo.
    Questo è il motivo per cui negli ultimi anni è nato il web marketing. Di che cosa stiamo parlando? La risposta è molto semplice: si tratta di uno strumento il cui scopo è quello di generare un maggior numero di visite ad un sito web, aumentando la fidelizzazione dei clienti di un’azienda ed accrescendone le possibilità di successo nel tentativo di accaparrarsi una più ampia fetta di mercato.
    In poche parole, potremmo dire che il web marketing è costituito da tutte le attività di marketing tradizionale che trovano applicazione in rete. Queste attività vengono svolte da una web agency, la cui funzione è analizzare il mercato di riferimento di un’impresa e presentarne l’offerta sulla relativa pagina web. Proprio per questo motivo, al giorno d’oggi il sito Internet sta diventando sempre più importante, perché svolge una funzione di intermediazione fra l’impresa ed il cliente finale: esso costituisce, in parole povere, il biglietto da visita online dell’impresa. Pertanto, la funzione del web marketing è migliorare questo biglietto da visita, generando attorno ad esso un traffico maggiore. Quali sono le principali attività riconducibili al web marketing? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo!

    LE PRINCIPALI ATTIVITA’ DEL WEB MARKETING: DALLE CAMPAGNE SEO AL SOCIAL MEDIA MARKETING

    Come abbiamo già detto attività di web marketing hanno la funzione di conciliare le attività di marketing tradizionale con Internet. A tal scopo, le agenzie di web marketing Salerno rappresentano la soluzione ideale per le imprese che vogliono cercare clienti nuovi su Internet.
    Fra le principali attività riconducibili al web marketing meritano particolare considerazione:
    – le campagne SEO (Search Engine Optimization), che hanno l’obiettivo di indicizzare un sito sui migliori motori di ricerca attraverso la creazione di contenuti di qualità;
    – le attività di SEM (Search Engine Marketing), il cui fine ultimo è quello di progettare delle campagne di promozione online che facciano ottenere all’impresa il massimo rendimento dall’investimento;
    – il DEM (Direct Email Marketing), un’attività diretta alla profilazione del proprio pubblico di riferimento ed all’invio di mail in base alle loro esigenze. Questa attività comporta la creazione di un testo ed una grafica ogni volta diversi a seconda del tipo di target del quale si vuole conquistare la fiducia;
    – infine, fra le attività più rilevanti del web marketing possiamo trovare l’SMM (Social Media Marketing), il cui scopo è quello di creare un’ampia rete di contatti e comunicare con i consumatori ed i clienti dell’impresa attraverso i social network (Facebook, Twitter, Instagram, ecc.). Per svolgere questa attività le imprese si servono spesso anche di un blog aziendale.

  • Porte a impacchettamento: quando sceglierle e dove acquistarle

    Le porte a impacchettamento sono la scelta ideale per numerose realtà industriali, porte che consentono di ottenere una velocità davvero molto elevata. In questo modo i transiti rapidi, frequenti e continui durante tutto il corso della giornata che hanno luogo in molte industrie, possono essere effettuati con la velocità necessaria e in piena sicurezza. Ma non è tutto, le porte ad impacchettamento ad uso industriale infatti non sono la scelta ideale solo ed esclusivamente per la loro estrema velocità, ma anche perché, una volta chiuse, garantiscono un eccellente impedimento strutturale. Quando le porte a impacchettamento sono chiuse insomma è del tutto impossibile che vi sia alcun tipo di contaminazione tra i vari ambienti industriali che esse dividono ed è impossibile che qualcuno riesca a manometterle e ad entrare all’interno degli spazi industriali.

    Non solo performance elevate quindi ma anche una sicurezza davvero senza eguali, le due caratteristiche che tutte le industrie odierne ricercano: con elevate performance infatti si ha la possibilità di garantire una fluidità di lavoro impeccabile e di minimizzare ogni possibile errore, rendendo quindi la propria realtà una delle migliori sul mercato; con una sicurezza elevata si evita che all’interno della propria industria possano avere luogo incidenti, che potrebbero ferire o far ammalare i lavoratori oltre che arrecare danni alla struttura, ai macchinari e ai prodotti presenti.

    Le porte ad impacchettamento migliori sono quelle progettate sulla base delle specifiche esigenze dell’azienda. Dovete infatti rendervi conto che ogni azienda è come un organismo vivente: diverso quindi da tutti gli altri, con le proprie specifiche esigenze, con caratteristiche che lo rendono unico. Proprio per questo motivo ogni dettaglio deve assolutamente essere calibrato sulla base di questa sua unicità, porte comprese. La progettazione delle porte ad impacchettamento deve ovviamente essere realizzata da esperti del settore che siano in grado di rispondere alle vostre specifiche esigenze e di garantire un prodotto che sia anche esteticamente adeguato agli ambienti industriali, nonché ovviamente che siano anche in grado di seguire quelle che sono le normative vigenti in fatto di sicurezza.

    La progettazione deve poi sempre essere seguita da una produzione ad hoc, realizzata con innovativi macchinari altamente tecnologici e scegliendo solo i migliori materiali. Infine la ditta su cui deciderete di fare affidamento deve assolutamente anche offrirvi, compreso nel prezzo, un servizio di installazione, un servizio di assistenza in caso di malfunzionamento e la programmazione di periodiche manutenzioni, in modo che quella porta possa restare performante e sicura a lungo nel tempo.

    Sono molte le aziende che offrono porte di alta qualità oggi disponibili in Italia, ma non tutte sono in grado di garantire tutti i servizi di cui vi abbiamo appena parlato, a prezzi inoltre concorrenziali. Tra quelle che vi offrono invece tutto questo, c’è Trivellato, un’azienda infatti oggi leader in questo settore che è composta da un team di professionisti davvero esperti che hanno una passione intensa per il loro lavoro, quella passione necessaria per realizzare prodotti semplicemente impeccabili. Trivellato è una ditta che ha puntato il tutto per tutto sull’innovazione, così da poter anno dopo anno offrire prodotti sempre nuovi, sempre più innovativi e sicuri, la scelta ideale insomma per tutte le industrie che vogliono essere quanto più possibile al passo con i tempi che corrono.

  • Cos’è un Power Bank? Cosa può ricaricare?

    I Power Bank sono dei speciali caricabatterie che possono essere trasportati con facilità fuori casa e permettono di ricarica vari dispositivi senza avere una presa delle corrente nelle vicinanze (da quì il termine caricabatterie portatile). Questi dispositivi sono diventati sempre più popolari poiché la durata della batteria dei nostri amati telefoni, tablet e lettori multimediali portatili è inferiore rispetto alla quantità di tempo che spendiamo per utilizzarli durante la giornata.

    Ma questi power bank quali dispositivi possono ricaricare? In linea di massima sono ideali per quasi tutti i dispositivi che vengono ricaricati tramite USB. E’ bene tuttavia considerare che non tutti i dispositivi possono essere ricaricati a determinati amperaggi: un esempio è la famosissima smartband Xiaomi Mi Band 2, la quale ha un input massimo di 5V – 65mA, ben lontano dal classico 5V – 2A. Quindi, per piccoli apparecchi tecnologici come questi servono dei caricabatterie specifici.

    Che tipi di Power Bank ci sono in commercio?

    Riassumendo in poche parole, esistono 3 tipologie di power bank:
    1. Primo fra tutti, il classico power bank, dalla tipica forma a saponetta o parallelepipedo;
    2. Ci sono poi i caricabatterie portatili solari. La forma è la solita ma, su un lato della scocca, presentano un pannello fotovoltaio che permette di immagazzinare corrente elettrica sfruttando l’energia solare. Si tratta di una tecnologia ancora in via di sviluppo, e la ricarica completa del power bank stesso necessita ancora troppe ore per basarsi esclusivamente sull’energia solare;
    3. L’ultima tipologia sono i power bank a forma di cover. Come una comune cover per smartphone, presenta una piccola batteria supplementare che permette di ricaricare lo smartphone senza ulteriori ingombri. Ovviamente ha una capacità limitata in vista delle dimensioni limitate.

    Quante volte può ricaricare un dispositivo un Power Bank con una carica?

    Solitamente le batterie di smartphone, tablet e via dicendo vengono indicate in milliampere, con la seguente dicitura: 3000 mAh. Per rispondere alla domanda “un power bank quante volte può ricaricare il mio smartphone?”, il tutto dipende dalla capacità stessa del caricabatterie portatile.
    E’ inoltre importantissimo considerare che per inviare energia dal caricatore al dispositivo da ricaricare, avviene una conversione da 3.8A a 5 o più Ampere. Ciò causa una dispersione del 30% in media, con una conseguente capacità effettiva del power bank del 70% rispetto al valore esposto.
    Per fare un esempio: per ricarica almeno una volta uno smartphone da 3000 mAh, si necessità di un power bank da almeno 5000 mAh, poichè “capacità effettiva = 5000 x 0.70 (70%) = 3500 mAh”. Ad ogni modo esistono modelli più performanti con una dispersione che può arrivare anche al solo 10%. Per saperne di più riguardo l’argomento power bank è consigliata la lettura degli approfondimenti presenti su questo sito web.

    Quant’è la vita media di un Power Bank?

    Quando si parla di vita media di un power bank, si intendono sostanzialmente i cicli di ricarica che una batteria portatile può effettuare in maniera affidabile ed effettiva. Non è facile dare una risposta concreta a questa domanda, il tutto cambia in base al modello e, quindi, alla qualità. Tuttavia, in linea di massima, così come nella teoria precedentemente abbiamo parlato della dispersione del 30%, possiamo attestare in termini generali circa 500 cicli di ricarica per un power bank. Ciò consente di ricaricare un power bank una volta ogni giorno per 1,5 anni prima che inizi a perdere la capacità di mantenere la carica a lungo termine. I caricabatterie portatili migliori (e più costosi) possono durare più a lungo, mentre le unità più piccole e più economiche potrebbero scendere a seconda del loro utilizzo.

  • Cos’è un magazzino automatico?

    Nel settore industriale si sente sempre più spesso parlare di magazzino automatico, utilizzato per ottimizzare il flusso e la gestione delle merci di piccole, medie e grandi aziende. Cos’è un magazzino automatico? E quali sono le sue funzionalità? Un magazzino automatico è un impianto automatizzato che può essere utilizzato in diversi settori merceologici, la cui finalità è destinata principalmente allo stoccaggio degli articoli. Questo dispositivo è dotato di tre elementi fondamentali: il trasloelevatore, la testata e la scaffalatura. Nello specifico la testata comprende tutte le ralle, le navette, le catene, gli incroci di rulli, i controlli di sagoma e i trasportatori automatici necessari per estrarre le unità di carico dal sistema.

    Tutti gli impianti dispongono di un quadro elettrico a terra, al cui interno c’è il computer dotato del programma di flow material control system necessario per impartire gli ordini. I magazzini automatici sono estremamente flessibili, quindi possono essere utilizzati da qualsiasi tipo di azienda grazie alla loro adattabilità. I magazzini automatici permettono di velocizzare ed ottimizzare il processo di stoccaggio delle merci, con un conseguente abbattimento dei costi e dei tempi. Tali dispositivi possono essere facilmente integrati con i processi di produzione delle aziende, garantendo al personale elevatissimi standard di sicurezza e di protezione. I magazzini automatici fungono anche da “antifurto”, poiché dispongono della protezione dagli accessi non autorizzati, tutelando eventuali oggetti di valore dal tentativo di furto o di effrazione.

    Indipendentemente dalla quantità di merce presente, il magazzino automatico è in grado di gestire con estrema precisione e velocità ogni flusso di materiali e di articoli. In questo modo le aziende possono strutturare e programmare secondo le loro necessità i processi di lavoro, contando su una notevole quantità di stoccaggio grazie anche all’ottimizzazione dello spazio garantito dagli impianti, che occupano una superficie molto ridotta.

    Sul mercato esistono diverse tipologie di magazzini automatici, in modo da soddisfare tutte le diverse richieste e necessità delle varie aziende, indipendentemente dalla grandezza e dalla quantità di materiale stoccato. Tra i dispositivi maggiormente apprezzati ci sono i magazzini automatici verticali a piani rotanti, caratterizzati da vari punti di accesso. Sono molto indicati soprattutto per le aziende che devono gestire un flusso di materiale molto elevato, e che di conseguenza necessitano della massima capacità. I magazzini automatici verticali a piani rotanti possono essere inseriti all’interno di un sistema integrato, oppure in alternativa funzionare semplicemente come soluzioni stand-alone. Entrambe le soluzioni garantiscono una notevole riduzione dei costi sia sul medio che sul lungo periodo.

    Che cos'è un magazzino automatico
  • Come rimettere a nuovo il pc con l’upgrade

    Computer lento e poco reattivo: come mai?

    Ci siamo accorti che il nostro pc non risponde più alle nostre indicazioni, risultando lento e meno fluido? È arrivato il momento di effettuare un Upgrade. Ma che cosa significa, nello specifico? E, soprattutto, come si fa? L’Upgrade è semplicemente l’aggiornamento di un sistema informatico oppure di un programma. Questa procedura si rende necessaria quando il pc portatile comincia a sentire il peso degli anni e non dispone più di molto spazio: le conseguenze sono appunto prestazioni al di sotto della norma. L’Upgrade rimedia a queste pecche, con un processo funzionale che, per prima cosa, va ad agire sul disco rigido: in quest’ultimo infatti i file risultano fortemente deframmentati, uniti a una quantità di dati elettronici inutili e indesiderati che vanno ad accumularsi con il tempo, a causa del frequente utilizzo. Sembra complicato, in realtà non lo è af
    fatto: con pochi passaggi vedrete come sarà possibile dare nuova linfa vitale al vostro computer

    L’Upgrade di un pc portatile in pochi, semplici, passi

    Seguendo le chiare spiegazioni presenti sul sito www.riparailmiopc.com effettuare un iniziale Upgrade sarà un gioco da ragazzi. Come prima cosa dovremo accertarci di controllare il menù di esecuzione automatica di Windows: qui potremo eliminare tutte le applicazioni e i file che non ci servono più, compresi tutti quei programmi già inseriti nel pc allo stato vergine. Questa procedura è fondamentale perché permette di ripristinare e accellerare la fase di avvio, ma attenzione a non rimuovere le applicazioni essenziali. Un altro problema di un pc lento è sicuramente legato alla questione memoria. In questo caso si dovrà ricorrere a nuovi supporti: senza spese eccessive sarà possibile aumentare la RAM e ottenere così maggiore spazio, insieme ad una maggiore velocità, che &egrave
    ; poi un requisito fondamentale per un uso ottimale del pc. Se siete appassionati di videogiochi oppure usate il pc per lavoro (come ad esempio, chi si occupa di editing video o di grafica) valutate molto bene quest’ipotesi, perché nel vostro caso potrebbe risultare più conveniente l’acquisto di un nuovo computer, con caratteristiche più moderne: ricordate che la tecnologia è costantemente in evoluzione e ciò che è innovativo oggi, tra un anno potrebbe già diventare obsoleto

    Sostituire l’hard disk

    Un altro componente indispensabile nel pc è il disco rigido o hard disk. Ci sono alcuni campanelli d’allarme che dovrebbero avvisarci sulla sua operatività giunta alla fine: caricamenti lentissimi o addirittura lo schermo che diventa blu sono segnali da non sottovalutare! La sua sostituzione è quindi un passo obbligato che vi consentirebbe, inoltre, di formattare e reinstallare l’intero sistema operativo, con risultati davvero eccellenti, che porterebbero il pc a nuova vita. Una buona idea è quella di optare per un hard disk SATA, ma se potete concedervi una spesa più alta il miglior prodotto è il disco Solid State SSD, che garantisce prestazioni più affidabili e super rapide. Prestate molta attenzione durante la fase di installazione: se non siete in possesso di buone capacità tecniche e minime conoscenze di hardware sarà consigliabile affid
    arvi a una persona più esperta. Il fai da te potrebbe danneggiare o addirittura eliminare foto e file importanti e, dal momento che l’acquisto del nuovo hard disk non è proprio economico, meglio non correre rischi. Per informazioni più complete, date un’occhiata al sito specializzato https://www.riparailmiopc.com/computer.html, dove troverete utili consigli su procedure e prodotti

  • Polistirene espanso: cos’è e dove acquistarlo

    Sempre più spesso si sente parlare di polistirene espanso, ma forse non tutti sanno di cosa si tratti realmente: conosciamo meglio questo materiale dai mille usi e caratteristiche!

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